"Occhio ragazzi", i ricordi che fa affiorare la serie sul Mostro di Firenze rilasciata da Netflix

22-10-2025 07:34 -

Il 22 ottobre 2025, Netflix ha rilasciato la miniserie Il Mostro, diretta da Stefano Sollima. Questa produzione in quattro episodi rivisita il caso del “Mostro di Firenze”, uno dei serial killer più inquietanti della storia italiana, che tra il 1968 e il 1985 seminò terrore nella campagna toscana. La serie non si limita a raccontare i crimini, ma esplora anche le dinamiche sociali, culturali e psicologiche dell'epoca, offrendo una riflessione sulla paura collettiva e sull'inadeguatezza delle istituzioni nel fronteggiare il fenomeno.

Ambientata tra gli anni '60 e '80, la serie segue le indagini su una serie di doppi omicidi che sconvolsero la Toscana. Il racconto si sviluppa attraverso gli occhi di diverse persone coinvolte nelle indagini e nelle vicende personali, esplorando temi come l'onore, la perversione e l'impotenza delle forze dell'ordine di fronte a un nemico sconosciuto e invisibile. La narrazione evita di concentrarsi esclusivamente sull'identità dell'assassino, soffermandosi invece sulle implicazioni sociali e psicologiche del caso.

Ci sono momenti in cui una carriera cambia passo. Per Fabio Magnani, giovane attore empolese, uno di quei momenti si è consumato al Festival di Venezia, dove ha sfilato in occasione della prima mondiale di Il Mostro. La serie, cupa e intensa, è composta da quattro episodi, e a Venezia è stata proiettata in una maratona unica. Fabio interpreta uno dei ruoli chiave della prima stagione, interamente dedicata alla “pista sarda”, una delle ipotesi investigative più controverse delle indagini tra gli anni Settanta e Ottanta. (leggi qui l'intervista completa a Magnani)
Tutto è iniziato con una mail dall'agenzia romana Cucchini, che lo invitava a partecipare al progetto. Dopo un self-tape in toscano e un provino in presenza a Roma, Fabio fu inizialmente selezionato per interpretare Paolo Mainardi, il giovane di Montespertoli ferito in uno degli agguati e poi deceduto. Dopo ulteriori provini e prove di alchimia con le attrici, gli fu affidato il ruolo di Claudio Stefanacci, il ragazzo di Vicchio ucciso insieme a Pia Rontini. Le riprese, iniziate nell'autunno del 2023, sono state precedute da intense sessioni di training fisico, addestramento con stuntmen e preparazione psicologica, con la supervisione dello stesso Sollima.

Fabio racconta l'esperienza come intensa e coinvolgente: «Raccontare le storie di vittime vere, così giovani, è stato toccante. Non si può rimanere indifferenti davanti a certe vite spezzate». La serie, infatti, non è un racconto morboso né scontato: Sollima ha scelto un taglio internazionale, con attenzione ai dettagli storici e investigativi, concentrandosi sulla “pista sarda” e prendendo le distanze dalla figura di Pietro Pacciani. Dall'Empolese al grande schermo, Fabio Magnani dimostra che studio, pazienza e sacrificio possono portare a risultati importanti, diventando un esempio per le nuove generazioni.

Negli anni in cui il terrore del Mostro di Firenze cresceva senza sosta, le istituzioni locali e regionali decisero di lanciare una campagna di prevenzione senza precedenti. “Pericolo di aggressioni, è consigliato non appartarsi e non sostare in luoghi isolati durante la notte fuori dai centri urbani”, recitava l'avvertimento diffuso dalla Prefettura di Firenze, dalla Provincia e dai Comuni di Firenze, Bagno a Ripoli, Borgo San Lorenzo, Calenzano, Fiesole, Impruneta, Montespertoli, Pontassieve, San Casciano, Scandicci, Sesto Fiorentino, Signa e Vicchio, tutti lambiti e in qualche caso insanguinati dai delitti. La grafica dei volantini, curata da Mario Lovergine, era d'impatto: un grande occhio al centro del documento, accompagnato dall'invito ai giovani a non diventare preda della furia omicida del Mostro. La campagna “Occhio, ragazzi” si protrasse per tre anni, con il volantino che mutava leggermente a ogni nuova edizione, e comportò una spesa complessiva di 25 milioni di lire tra Comune e Ministero dell'Interno. Parallelamente, venne realizzato uno spot televisivo e radiofonico, con la regia di Paolo Pratesi e la colonna sonora de La Notte No di Renzo Arbore: paesaggi toscani notturni, volti di giovani che si voltano verso la telecamera e una voce fuori campo che ammonisce “Occhio ai posti isolati”, mentre nelle versioni audio per le discoteche il battito cardiaco in sottofondo rendeva il messaggio ancora più inquietante. Tra le vittime più recenti, Jean-Michel e Nadine, il senso dell'urgenza era palpabile: non c'era più tempo da perdere, nessuno doveva morire ancora.

La vicenda di Paolo Mainardi e Antonella Migliorini, uccisi nel 1982 a Baccaiano, è uno degli episodi più emblematici e che riguarda più da vicino il territorio dell'Empolese-Valdelsa. Nonostante il luogo non fosse tra i più isolati, la coppia fu brutalmente assassinata mentre cercava un momento di intimità. Paolo, originario di Empoli, morì poco dopo l'attacco, alimentando ulteriormente paura e speculazioni. Le indagini furono segnate da voci infondate e accuse infamanti, che coinvolsero anche figure locali, creando un clima di sospetto e terrore diffuso.


LO SPOT TELEVISIVO PER LA CAMPAGNA "OCCHIO RAGAZZI"