Maggese: un viaggio sensoriale nella cucina vegetariana

03-01-2026 08:48 -

Con questa rubrica, Clebs.it apre una finestra sui ristoranti, le osterie e le trattorie dell'Empolese-Valdelsa, raccontati con sguardo autentico e curiosità sincera. Non una guida, non voti né classifiche, ma piccole fotografie di luoghi, persone e sapori: storie di cucina e di territorio, osservate con l'occhio di chi conosce bene il mondo della ristorazione ma ama ancora farsi sorprendere da un piatto semplice e vero.Le recensioni sono firmate da “L'uomo è ciò che mangia”, pseudonimo scelto dall'autore per preservare la libertà di giudizio e lo spirito indipendente che da sempre caratterizzano le migliori tradizioni del giornalismo gastronomico. Ogni uscita sarà un invito a scoprire un angolo di gusto del nostro territorio, con rispetto, passione e una buona dose di curiosità.



Nel corso degli ultimi anni San Miniato si è arricchita di numerosi locali per la consumazione. Alcuni più semplici, alcuni più raffinati.

Nel 2019 Fabrizio Marino ha aperto Maggese, un ristorante orgogliosamente vegetariano e con obiettivi molto ambiziosi che in breve tempo hanno portato Marino a conquistare una clientela affezionata ed un riconoscimento condiviso sulla qualità della cucina.

La parola “maggese” deriva dal latino Maius (maggio), perché nel mese di maggio riprendevano i lavori nei campi dopo un periodo di riposo del terreno per migliorare la fertilità, una pratica che spesso nell’attuale agricoltura intensiva non viene rispettata con la conseguenza di un progressivo impoverimento di tutti i terreni, non più compensato neanche dalla grande (eccessiva) quantità di fertilizzanti. Nel termine maggese è insito, comunque, un forte valore poetico che Marino trasferisce nei suoi piatti, con grande attenzione ai colori, agli accostamenti ed anche ai nomi attribuiti ad ogni singola pietanza.

Marino ha fatto molte esperienze in giro per l’Europa approdando poi da Pietro Leeman del ristorante Joia a Milano, il principale innovatore della cucina vegetariana italiana. A Milano ha fatto propria la filosofia di Leeman basata su una forte attenzione etica al cibo, per creare cose buone fortemente legate alla natura, con attenzione alla convivialità, ma al contempo il più possibile semplici. La proposta del menù vuole essere un’esperienza originale di stretto rapporto con l’ambiente intorno, con i ritmi della campagna e per un approccio piacevole alla vita attraverso il cibo.

L’ambiente del locale è molto essenziale e molto curato con pochi tavoli con la cucina a stretto contatto con i commensali. Mangiare da Maggese è davvero un’esperienza piacevole perché il clima è caldo e le pietanze sono sempre equilibrate nei colori e nei sapori.

Due esempi di piatti creati in cucina.

“Maggese”: cacciucco di funghi con gli erbi del Forrà pruno. Toast croccante di polenta Formenton e creme brulèe di zucca e salvia.

“Lunghe sere d’autunno”: soffici gnocchi di patate e castagne, fonduta di Raclette fumèe, verze, cavoli e mele brasate al vino rosso.

Da questi esempi si può evincere che l’obiettivo non è stupire e basta ma costruire, con una continua ricerca, la possibilità di gusti nuovi che vadano dritti agli occhi, al cuore ed alla bocca di chi ha la possibilità di sedersi a questa tavola.

Possibilità di scelta tra due menù diversi a cui si aggiunge una degustazione di formaggi raffinati. Ampia scelta di vini non solo locali.

Tanta fantasia, tanta cura e una scelta accurata delle materie prima hanno un prezzo. Ma il piacere ha sempre un prezzo e le serate da Maggese sono spesso superiori alle attese.

L'uomo è ciò che mangia