Caso Cantini, interviene il senatore Pd Dario Parrini: “Scuse non sufficienti, deve dimettersi”

05-01-2026 23:58 -

Non si placano le reazioni al commento pubblicato sui social da Isacco Cantini, segretario comunale di Fratelli d’Italia a Empoli, a margine di un presidio per la Pace. L’uso del verbo “sterminare”, riferito agli avversari politici, ha sollevato nei giorni scorsi un acceso dibattito pubblico e una lunga scia di prese di posizione, sia a livello locale sia politico.

Dopo le scuse e l’autocritica espresse dallo stesso Cantini, e dopo le condanne arrivate da forze politiche, associazioni e rappresentanti istituzionali, sulla vicenda è intervenuto anche il senatore del Partito Democratico Dario Parrini, che ha affidato il suo commento a un post pubblicato sui social.

«Io francamente non ho mai sentito parlare prima di oggi di questo Isacco Cantini – scrive Parrini – apprendo però che oltre ad essere l’autore del commento inaccettabilmente violento è anche il segretario di Fratelli d’Italia per il Comune di Empoli». Il senatore prende atto delle scuse successive, ma ne sottolinea con decisione l’insufficienza: «Le scuse erano dovute, ma non sono sufficienti».

Secondo Parrini, quanto accaduto va ben oltre una semplice caduta di stile o una provocazione mal riuscita. «Ha dimostrato di non essere moralmente idoneo a ricoprire un incarico politico direttivo», afferma, chiamando direttamente in causa la responsabilità del partito di appartenenza.

Nel suo intervento, il senatore individua una sola strada per chiudere quella che definisce «un’indecorosa vicenda»: «Il suo partito deve dare una prova di fermezza e di serietà, imponendogli immediatamente le dimissioni».

La presa di posizione di Parrini si aggiunge a un coro di voci che, in queste ore, chiedono un chiarimento netto e definitivo sul piano politico, riportando al centro il tema del linguaggio pubblico e dei limiti che non possono essere superati da chi ricopre ruoli di responsabilità istituzionale. Una vicenda che, partita da un commento sui social, continua dunque ad avere ricadute rilevanti nel dibattito politico locale.