Pozzo della Pesa, tra tutela ambientale e fabbisogni idrici: accordo istituzionale e oltre 3,3 milioni di investimenti sulla valle
09-01-2026 15:45 -
La realizzazione del nuovo pozzo lungo la valle della Pesa diventa occasione di confronto, responsabilità condivisa e rilancio delle politiche ambientali sul territorio. Il pozzo, già realizzato, è stato battuto su via Giuseppe Lami, all’incrocio tra la SS67 Tosco-Romagnola e la SP12 della Val di Pesa, in adiacenza a un vivaio. L’opera ha una profondità di 42 metri e prevede un prelievo medio di 12 litri al secondo, pari a circa 378 mila metri cubi di acqua all’anno. Il costo complessivo di realizzazione, finanziato attraverso la tariffa del servizio idrico, ammonta a 383 mila euro.
La collocazione del pozzo è stata al centro di un confronto istituzionale non privo di tensioni. L’Autorità Idrica Toscana (AIT) non ha riconosciuto al Comune un potere di veto sulla dislocazione dell’infrastruttura, richiamando la natura sovracomunale delle decisioni in materia di risorsa idrica. Un’impostazione che l’amministrazione comunale ha ritenuto corretta sul piano formale, pur evidenziando con forza i rischi potenziali per l’ecosistema fluviale del torrente Pesa, già fortemente stressato, soprattutto nei mesi estivi.
Quella che poteva apparire come una sconfitta per il territorio si è invece trasformata, secondo il Comune, in un passaggio di assunzione collettiva di responsabilità istituzionale, formalizzata in un accordo sottoscritto da tutti i soggetti coinvolti nella governance dell’acqua. Due i punti cardine dell’intesa: nessun incremento dei prelievi complessivi e l’avvio di studi idrologici approfonditi. Il nuovo pozzo 10, infatti, non aumenterà la quantità di acqua estratta, ma andrà a sostituire il pozzo 4, che verrà gradualmente dismesso; una scelta resa possibile anche dal fatto che la tendenza dei prelievi è in lieve diminuzione, grazie agli interventi strutturali messi in campo per contrastare le perdite di rete. Parallelamente, saranno realizzati studi specifici finalizzati a progettare interventi efficaci contro le persistenti secche estive in bassa valle, una delle criticità più evidenti del bacino della Pesa.
A ricostruire il percorso è l’assessore alle politiche ambientali, di mitigazione e adattamento climatico, Lorenzo Nesi, che sottolinea come la posizione del Comune nascesse dalla necessità, condivisa da tutti i firmatari del Contratto di Fiume, di ridurre i prelievi, unita all’irritazione per non essere stati preventivamente informati della volontà di realizzare il nuovo pozzo. «Abbiamo anche letto la necessità di un nuovo pozzo come un’opportunità – spiega Nesi – per sciogliere la servitù che dal 1947 lega il torrente Pesa alle necessità idropotabili di Capraia Fiorentina, che dall’altra sponda dell’Arno chiede al subalveo della Pesa la stessa quantità di risorsa che garantirà il nuovo pozzo». Le autorità competenti, tuttavia, hanno rilevato che in destra d’Arno non esiste una risorsa sufficiente e idonea a rispondere alle esigenze del gestore del servizio idrico, rendendo di fatto impraticabile questa soluzione alternativa.
Nel corso del 2025, anche grazie alla vicenda del pozzo 10, si sono concretizzati importanti progetti legati al Contratto di Fiume Pesa, un percorso avviato da oltre sei anni e che oggi conta più di 60 firmatari. Un momento simbolico e politico rilevante è stato il Consiglio comunale convocato il 28 luglio scorso direttamente nell’alveo secco del torrente, che ha approvato all’unanimità una mozione sul tema e ha visto la partecipazione del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e della segretaria generale dell’Autorità di Distretto dell’Appennino Settentrionale, Gaia Checcucci.
Il lavoro del Contratto di Fiume ha permesso di attrarre nel solo 2025 finanziamenti complessivi per 3.315.800 euro, destinati a una serie articolata di interventi lungo la Val di Pesa. Tra questi, 50 mila euro per la redazione del Progetto di Paesaggio “Le Valli di Pesa e Virginio”, che coinvolge la Regione Toscana e tutti e nove i Comuni rivieraschi, con possibili integrazioni attraverso l’Art Bonus regionale. È stato inoltre siglato un accordo di collaborazione tra Regione Toscana, Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale, Autorità Idrica Toscana, Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno e Comune di Montelupo Fiorentino, in qualità di coordinatore dei Comuni del Contratto di Fiume, per la promozione di un uso sostenibile della risorsa idrica e la tutela dell’ecosistema fluviale della Pesa. Nell’ambito di questo accordo, AIT ha affidato la realizzazione del Bilancio idrico su base modellistica del corpo idrico della Pesa, per un importo di 40.800 euro.
Tra gli interventi finanziati figura anche l’Alleanza per il Fiume con l’Autorità di Distretto dell’Appennino Settentrionale, destinata ad attività educative, formative e sociali e alla realizzazione di opere di protezione sul torrente Turbone per la raccolta e la non dispersione di plastiche e rifiuti, per un valore complessivo di 125 mila euro. Il progetto economicamente più rilevante riguarda invece la grande area di laminazione di Prugnolaia/Ripalta, che interessa le aree fluviali planiziali dei Comuni di Montespertoli e Lastra a Signa: un’opera strategica di mitigazione del rischio idraulico, progettata con particolare attenzione agli ecosistemi, dal valore di 2 milioni e 750 mila euro.
Completa il quadro la realizzazione di quattro soglie a raso in bassa valle, finanziate nell’ambito del programma europeo FESR 2021-2027 per le infrastrutture verdi di adattamento ai cambiamenti climatici e di mitigazione del rischio idraulico, a cura del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno. Con un valore progettuale di 350 mila euro, le opere consentiranno di trattenere l’acqua in alcune zone anche durante i periodi di siccità, preservando l’ecosistema fluviale e la biodiversità nelle estati sempre più torride. Le soglie saranno pronte entro l’estate 2027 e sorgeranno in punti strategici della bassa valle: dalla zona sportiva di Montelupo, a monte della foce del Turbone, fino a San Vincenzo a Torri, passando per le aree tra il ponte della Fi-Pi-Li, lo sbocco del rio Ricavolo e il ponte del Turco, tra i territori di Montelupo, Lastra a Signa, Scandicci e Montespertoli.
Sulla vicenda interviene anche il sindaco di Montelupo Fiorentino, Simone Londi, che legge nella costruzione del nuovo pozzo un passaggio decisivo per far emergere una contraddizione di fondo: «La costruzione del nuovo pozzo di Acque SpA ha reso evidente la frizione tra la necessità di acqua per rispondere ai bisogni umani e il principio costituzionale di tutela degli ecosistemi e della biodiversità. Questo ha contribuito a costruire una consapevolezza diffusa sull’estrema fragilità del torrente Pesa, tanto che tutti i soggetti competenti, nell’ambito del Contratto di Fiume, sono intervenuti prontamente in suo soccorso. Per questo li ringrazio».