Empoli, scattata all’alba la macchina della sicurezza per il secondo ordigno bellico al cantiere del Teatro Il Ferruccio
18-01-2026 09:02 -
È iniziata con le prime luci del giorno una nuova giornata complessa e delicata per Empoli e per una parte del territorio di Vinci, chiamati a fare i conti con la storia riemersa dal sottosuolo. Alle 7.30 in punto hanno preso il via le operazioni di sgombero della cosiddetta “zona rossa” per consentire il disinnesco e la rimozione del secondo ordigno bellico rinvenuto nel cantiere dove sta nascendo il nuovo Teatro Il Ferruccio.
Un'operazione che coinvolge complessivamente circa 5.000 residenti, distribuiti tra i due Comuni, e che è stata pianificata nei minimi dettagli nei giorni precedenti. «Le operazioni sono iniziate, come sapete, già venerdì con l'apertura del COC», ha spiegato il sindaco, ricostruendo le tappe di una macchina organizzativa che questa mattina è entrata nel vivo.
Alle 6.30 si è insediato ufficialmente il Centro di coordinamento dei soccorsi, presieduto dalla Prefettura di Firenze. «Ringrazio il viceprefetto Pitaro e tutte le istituzioni coinvolte», ha sottolineato il primo cittadino. Mezz'ora dopo, alle 7.00, è scattata l'uscita dall'area di evacuazione, accompagnata dall'interdizione di tutte le attività economiche e private comprese nel perimetro stabilito.
Il cronoprogramma è serrato: dalle 8.00 è entrata in vigore la chiusura effettiva dei varchi in entrata, con l'impossibilità di rientrare nell'area evacuata. La chiusura definitiva è prevista alle 9.00, momento che verrà segnalato con l'attivazione delle sirene. Solo allora potranno iniziare le operazioni più delicate: lo spolettamento dell'ordigno, il suo trasporto in sicurezza e, a conclusione, una nuova sirena annuncerà la riapertura dei varchi e il ritorno alla normalità.
Parallelamente, è stato attivato il centro di accoglienza alla popolazione presso la palestra della Busoni, struttura già individuata nel piano comunale di protezione civile. Uno spazio pensato per accogliere le persone che non dispongono di soluzioni alternative dove attendere la fine delle operazioni.
Particolare attenzione è stata riservata ai cittadini più fragili. «Già da ieri – ha ricordato il sindaco – è partita l'operazione di trasporto delle persone non autosufficienti». In alcuni casi gli interessati sono stati prelevati direttamente dalle abitazioni e accolti per la notte in due RSA del territorio. Questa mattina, invece, sono proseguiti i trasferimenti di coloro che ne avevano fatto richiesta, grazie alla collaborazione con la Società della Salute e l'ASL: destinazioni i familiari indicati oppure strutture come i centri diurni dell'RSA Chiarugi, per garantire assistenza, tranquillità e cure adeguate durante l'attesa.
Il ritrovamento dell'ordigno non sorprende gli esperti. «Questa è una zona che, essendo stata pesantemente bombardata durante la Seconda guerra mondiale, potrebbe nascondere altri residuati bellici», ha ricordato il colonnello intervenuto nel corso del punto stampa. Alla domanda sulla possibilità di ulteriori ricerche, il sindaco ha chiarito: «Le verifiche sono state fatte. Il secondo ordigno era esattamente nel perimetro dell'attuale Palazzo delle Esposizioni, non nella nuova area di scavo. L'area è stata bonificata e controllata: non si può mai escludere del tutto la presenza di altri ordigni, ma ciò che doveva essere fatto è stato fatto».
Una zona, quella intorno al cantiere, segnata dai bombardamenti alleati per la vicinanza al ponte, obiettivo strategico durante il passaggio del fronte. Una memoria bellica che riaffiora mentre Empoli guarda al futuro. «Il nostro obiettivo – ha concluso il sindaco – è riprendere velocemente le attività del cantiere. Le opere da realizzare sono ancora molte e dobbiamo recuperare tempo per arrivare all'apertura del nostro teatro civico».
Oggi, però, la priorità resta una sola: la sicurezza. E la città, ancora una volta, ha risposto con ordine e collaborazione.