Dopo la bomba, il futuro del Ferruccio: “Il teatro va avanti e lo porteremo in fondo”

18-01-2026 09:06 -

Superata l'emergenza legata al disinnesco dell'ordigno bellico, lo sguardo dell'amministrazione comunale è già rivolto al “dopo”. Al futuro del cantiere del Teatro Il Ferruccio, un'opera strategica per Empoli che, nonostante gli imprevisti legati alla storia del territorio, è destinata ad andare avanti. A ribadirlo è il sindaco Alessio Mantellassi, che affida alle sue parole il senso e la direzione di una fase nuova, ma non meno impegnativa.

«Una volta che la bomba non ci sarà più – spiega il sindaco – il cantiere riprenderà tutte le sue attività». In queste settimane, infatti, sono state sospese le lavorazioni più delicate: la costruzione delle fondazioni, il bypass fognario, le opere strutturali del teatro. Una pausa necessaria non solo nei giorni delle evacuazioni, ma anche in quelli precedenti, per evitare vibrazioni e movimenti in un'area resa estremamente sensibile dalla presenza dell'ordigno.

Terminata questa fase preliminare, l'obiettivo è chiaro: «Concludere le opere di base e procedere alla realizzazione delle costruzioni superiori». È il passaggio decisivo che porterà il cantiere a cambiare volto, entrando nella fase più visibile e attesa dai cittadini.

Sul piano amministrativo e finanziario, il Comune ha già avviato i passaggi necessari per garantire continuità al progetto. «Abbiamo chiesto una proroga dei tempi – chiarisce Mantellassi – perché oggi non siamo più all'interno dei finanziamenti PNRR: quelle risorse sono state convertite in fondi ministeriali, a cui si aggiungono altri contributi che siamo riusciti a reperire anche dalla Regione Toscana». Un cambiamento tutt'altro che secondario, perché consente maggiore flessibilità. «Nel caso delle risorse ministeriali – aggiunge – dovremo ottenere una proroga per poter arrivare fino al 2027».

Una proroga che, sottolinea il sindaco, non presenta i vincoli rigidi tipici del PNRR. «Ci auguriamo che venga concessa – afferma – perché dobbiamo recuperare diversi giorni di stop: quelli legati alla precedente evacuazione e quelli di oggi, che non hanno inciso solo su due o tre giorni di lavoro, ma anche su quelli antecedenti, quando il cantiere è stato fermato in via preventiva».

Il messaggio che l'amministrazione vuole lanciare è però netto e rassicurante. «Si può dire con chiarezza all'Empolese che il teatro va avanti. Va avanti nonostante tutto». Mantellassi non nasconde le difficoltà: «È un cantiere complesso, lo sappiamo. È complesso per il ritrovamento degli ordigni ed è complesso da gestire. Ma lo porteremo in fondo e daremo il teatro alla città».

C'è poi un elemento simbolico che rende questa vicenda ancora più significativa. «Empoli – ricorda il sindaco – ha perso il suo teatro durante la Seconda guerra mondiale, nel 1944, con la caduta del campanile di Sant'Agostino. È curioso, e in qualche modo emblematico, che proprio oggi, per i residui bellici di quella stessa guerra, la città trovi un ostacolo nel costruire il nuovo teatro civico, dopo più di ottant'anni».

Un cerchio che, però, è destinato a chiudersi. «Questo cerchio si chiuderà – conclude Mantellassi – ne siamo sicuri». E quando accadrà, Empoli non avrà soltanto un nuovo teatro, ma anche un segno concreto di continuità tra memoria, ricostruzione e futuro.