Scuola in lutto per la scomparsa della prof Sedoni
21-01-2026 22:05 -
La città di Empoli piange la scomparsa della professoressa Gabriella Sedoni, docente di discipline pittoriche al Liceo Artistico “Virgilio”, venuta a mancare all'età di 71 anni. Insegnante stimata e profondamente appassionata, ha dedicato l'intera vita alla formazione artistica di generazioni di studenti, lasciando un segno umano e professionale indelebile.
Dopo una lunga carriera nel mondo della scuola, la professoressa Sedoni era andata in pensione quattro anni fa. La docente si è spenta martedì sera presso la Rsa “Vincenzo Chiarugi”. Nelle ore successive alla notizia, numerose sono state le testimonianze di affetto e i messaggi di ricordo apparsi sui social network, segno del legame profondo che Gabriella Sedoni aveva saputo costruire nel tempo. Amici, ex alunni e conoscenti ne hanno ricordato la gentilezza, la sensibilità e la capacità di lasciare un segno anche sul piano umano.
Dopo la formazione all'Accademia di Belle Arti di Firenze, Gabriella Sedoni aveva intrapreso la carriera di insegnante, iniziando dalle scuole medie per poi approdare alle scuole superiori. Per molti anni, e fino al termine del servizio, ha ricoperto la cattedra di discipline pittoriche al Liceo Artistico “Virgilio” di Empoli, diventando un punto di riferimento per l'istituto.
Così ne scriveva il compianto Giovanni Lombardi, giornalista, scrittore e critico d'arte, in un articolo pubblicato dal quotidiano Il Tirreno negli anni Novanta:: Gabriella Sedoni apparteneva a quella generazione di artisti per i quali la pittura non è mai stata semplice esercizio estetico, ma atto di conoscenza, interrogazione continua del mondo e di sé. Nel sodalizio empolese del Gruppo E’, condiviso con Antonio Cecchi, Antonio Sedoni e Paolo Piangiani, il suo lavoro si collocava con una voce autonoma, riconoscibile, attraversata da una tensione nervosa e profondamente contemporanea.
La sua pittura nasce da un impianto figurativo, quasi come se avesse bisogno, all’inizio, di un appiglio al reale. Ma presto quel riferimento si dissolve, lasciando spazio a forme più astratte, dove il segno diventa protagonista assoluto. Nei suoi quadri ricorrono trame, segni sovrapposti, strutture che ricordano grate o filtri: superfici dietro le quali sembra muoversi una curiosità inquieta, una volontà di guardare oltre, pur nella consapevolezza del limite. È una pittura che non consola, ma invita a sostare nell’attesa, nell’illusione, nel dubbio.
Il colore, per Gabriella Sedoni, non è mai decorativo. È vibrazione, attrito, rimando. Gli effetti cromatici dialogano con il fondo in un equilibrio instabile, felice e inquieto allo stesso tempo. In questa tensione si avverte una forte istintività, quasi un’urgenza espressiva che talvolta sconfinava nella gestualità più libera, fino all’uso della bomboletta spray: strumento moderno, ambiguo, che lei stessa sembrava utilizzare con consapevolezza critica, come simbolo estremo di un processo comunicativo veloce, cinico, massificato.
Dentro il Gruppo E’, Gabriella Sedoni condivideva una scelta precisa: rifiutare le mode, i gusti effimeri, le leggi mutevoli del mercato. L’arte, per lei, doveva restare autonoma, libera, capace di leggere e decifrare l’insondabile rapporto tra l’uomo e la natura, tra individuo e società. Una posizione etica prima ancora che estetica, che faceva della pittura uno spazio di resistenza e di verità.
Il suo lavoro, sensibile e nervoso, si muoveva così tra controllo e slancio, tra struttura e gesto, tra desiderio di ordine e bisogno di rottura. In questa dialettica vive ancora oggi la sua voce artistica: una voce che non cercava certezze, ma domande, e che proprio per questo continua a parlare con forza nel tempo.
La salma è stata esposta presso la Rsa “Vincenzo Chiarugi” in via Guido Monaco., dove alle 10,30 dopo un rito in forma civile sarà trasferita al tempio crematorio di Ponte a Ema.