"Ci portano via e non si sa dove", la deportazione studiata da Marco Orsi
22-01-2026 11:54 -
Martedì 27 gennaio alle ore 18:00 presso la sala consiliare del Comune di Montelupo Fiorentino verrà presentata la tesi di laurea magistrale in scienze storiche di Marco Orsi dal titolo "Ci portano via e non si sa dove. La deportazione dell'8 marzo 1944 dall'area empolese nel sistema concentrazionario di Mauthausen". Orsi è anche un giovane associato di ANED Empolese Valdelsa presso cui ha brillantemente svolto il servizio civile universale. Alla serata è invitata a intervenire anche la professoressa Francesca Cavarocchi, docente di storia contemporanea presso l'Ateneo fiorentino, relatrice della tesi.
Nei decenni durante i quali la comunità di Montelupo Fiorentino ha ricordato, celebrato, studiato le vicende che portarono alla deportazione dell'8 marzo 1944 è sempre stata presente una domanda di fondo, che, via via è diventata sempre più presente.
"Che cosa succederà quando scomparirà l'ultimo testimone di quella storia?". Già molto tempo fa lo storico David Bidussa se ne era occupato con il libro "Dopo l'ultimo testimone" (Einaudi, 2009). Adesso, nel 2026, la domanda è diventata un fatto concreto. I protagonisti diretti della deportazione sono ormai scomparsi, e le generazioni successive si stanno assottigliando, per cui, in pratica, non abbiamo più nessuna testimonianza di chi possa aver vissuto quel periodo storico.
Ma questo aspetto non ci coglie alla sprovvista. Le testimonianze dei deportati tornati dai campi sono state curate e raccolte (grazie all'opera del "Museo della Deportazione e della Resistenza" di Prato), quelle dei familiari sono ormai presenti in molte pubblicazioni e non va dimenticato il lavoro fondamentale di Alfio Dini che con "La notte dell'odio" realizzò un'opera di "Public History" quando ancora il termine non esisteva.
Adesso la palla passa alla ricerca storica. Una ricerca che in questi ultimi decenni si è sempre fatta più dettagliata, scrupolosa, attenta. Giovani storici hanno affrontato le tematiche in maniera complessa con l'apertura di nuovi campi di indagine.
"Montelupo ha colto l'occasione del fondo ristori per i danni non patrimoniali derivanti dai crimini del terzo reich per attualizzare il culto della memoria, ottenendo giustizia dal tribunale civile di Firenze per molti dei propri deportati politici. Adesso si candida come luogo di ricerca e approfondimento su quei gravi fatti, il cui vivo ricordo può tenerci lontano da nuove guerre", afferma l'assessore alla memoria e alla pace, Lorenzo Nesi.
Ed ecco che in questo contesto la tesi di Laurea del Dott. Marco Orsi, "Ci portano via e non si sa dove" si inserisce e prosegue nel lungo percorso avviatosi già nel 1947 con il primo pellegrinaggio ai campi ma è anche un esempio virtuoso della trasformazione della memoria in storia. Un passaggio ineludibile per evitare sia il rischio dell'oblio, ma anche quello di trasformare una tragedia vera, concreta e storicamente data in una serie di celebrazioni vuote e retoriche.
Inserire quindi compiutamente quell'evento, che ha segnato le nostre comunità, nella storia. Questo, inesorabilmente, diminuirà l'impatto emotivo ma permetterà una sedimentazione tale da garantire l'interesse e lo studio anche da parte delle generazioni attuali e future. Generazioni che hanno già sotto gli occhi un mondo dove quel "mai più" pare diventata una mera espressione utopistica.
La tesi di Laurea di Marco Orsi, del Corso di laurea in Scienze storiche dell'Università di Firenze, dal titolo "Ci portano via e non si sa dove. La deportazione dell'8 marzo 1944 dall'area empolese nel sistema concentrazionario di Mauthausen", sarà presentata martedì 27 gennaio alle ore 18:00 presso la Sala del Consiglio all'interno del Palazzo Comunale. La cittadinanza è invitata a partecipare.