Rischio idraulico e urbanistica, il Comitato TpE incalza il Comune: “Stesse tutele per tutti i cittadini”
22-01-2026 17:43 -
Il principio c’è, ma secondo il Comitato Trasparenza per Empoli manca ancora una reale applicazione uniforme. È quanto emerge dal comunicato diffuso dopo l’approvazione, nel Consiglio comunale del 22 dicembre scorso, del Documento Unico di Programmazione (DUP), arricchito da un emendamento della maggioranza che lega in modo esplicito le scelte urbanistiche alla sicurezza idraulica del territorio.
Nel testo approvato si afferma infatti che il Piano Strutturale Intercomunale (PSI) individua con attenzione le aree soggette a rischio idraulico e che il Piano Operativo Comunale (POC) non prevede interventi in tali zone, citando come esempio l’area di Ponzano compresa tra la Fi-Pi-Li e via dell’Olivo. Qui un intervento urbanistico è stato rimosso proprio a causa dell’elevata pericolosità idraulica, a tutela dei residenti.
Una scelta giudicata positiva dal Comitato, soprattutto alla luce degli eventi alluvionali sempre più frequenti che hanno colpito Empoli e il suo territorio. Tuttavia, dall’analisi degli atti urbanistici e della cartografia ufficiale, emergerebbe una forte criticità: lo stesso principio non verrebbe applicato in modo omogeneo su tutto il territorio comunale.
Nel POC risultano infatti ancora previste numerose trasformazioni urbanistiche in aree classificate a rischio idraulico P2 e soprattutto P3, ovvero medio-alto e alto, in condizioni considerate analoghe – se non peggiori – rispetto a Ponzano. Le zone interessate sarebbero diverse: Pagnana, Serravalle–Corte Nuova, Santa Maria, Pozzale, Castelluccio, Ponte a Elsa. Aree che, come mostrano anche le immagini dell’ultimo evento alluvionale, presentano già oggi ristagni d’acqua, allagamenti diffusi e situazioni di rischio elevato.
Secondo il Comitato, questa disparità solleva una questione centrale: non tutti i cittadini empolesi sembrerebbero godere dello stesso livello di tutela dal rischio idraulico, con differenze legate alla frazione di residenza più che a una valutazione uniforme della pericolosità.
A rafforzare l’allarme arrivano anche i dati scientifici. Uno studio dell’Università di Firenze evidenzia come nella pianura di Empoli, Montelupo, Vinci, Cerreto Guidi, Capraia e Limite il suolo urbanizzato raggiunga il 33,6%, ben oltre i livelli ritenuti sostenibili per una corretta gestione delle acque. Secondo i ricercatori, servirebbe un rapporto di un ettaro urbanizzato ogni otto ettari di suolo naturale: in altre parole, mancherebbero all’appello circa due pianure verdi e mezzo. I dati della Protezione Civile confermano inoltre che circa 8.000 cittadini empolesi vivono in aree a rischio idrogeologico.
Per il Comitato Trasparenza per Empoli, quanto scritto nel DUP rappresenta dunque un impegno politico e amministrativo che non può restare sulla carta. In vista dell’approvazione definitiva del Piano Operativo Comunale, la richiesta è netta: eliminare dal POC tutti gli interventi previsti in aree con rischio idraulico uguale, superiore o simile a quello di Ponzano, senza eccezioni.
“La tutela della sicurezza – conclude il Comitato – non può dipendere dal luogo in cui si abita. La protezione dal rischio idraulico deve essere un diritto garantito a tutta la cittadinanza empolese”.