Ombrelli ancora aperti, non si intravede una data che segni un netto cambio
05-02-2026 18:09 -
di Gordon Baldacci
Negli ultimi inverni, eravamo abituati a lunghi periodi siccitosi, che poi puntualmente, presentavano il conto dei fenomeni estremi opposti con l’inizio della primavera. Dopo un dicembre sulla falsariga dei precedenti, nelle ultime settimane, stiamo registrando invece accumuli generosi su buona parte del territorio empolese e della valdelsa, addirittura al momento, doppiando ed in alcuni casi triplicando i valori cumulati degli anni scorsi, relativi ai primi quaranta giorni dell’anno. Intendiamoci, se regrediamo indietro negli anni, non si tratta di eventi particolarmente eccezionali, solo che tornare a vedere la neve in montagna (dove del resto dovrebbe stare a febbraio) e la pioggia in pianura per settimane e settimane, è di per sé una notizia. Le domande che poi a questo punto giungono spontanee sono due su tutte: da cosa nasce questa fase instabile e perturbata, soprattutto fino a quando questo trend votato al grigiore e alla pioggia ci terrà compagnia?
Partiamo dal fatto che dopo la fase più fredda vissuta ad inizio gennaio, sullo scacchiere europeo e atlantico, si è andato formando un ultimo dipolo freddo depressionario, in distacco dal Vortice Polare, fra la Groenlandia e le coste del Canada, convogliando aria gelida in discesa verso gli Stati Uniti. Queste masse fredde responsabili dell’ondata di freddo eccezionale delle ultime settimane nel continente americano, hanno creato i prodromi per le depressioni da incanalare nel flusso zonale nord atlantico che taglia di solito trasversalmente l’Oceano Atlantico da ovest verso est. Per i più profani sul tema, si tratta di un vero e proprio “canale” atmosferico, che convoglia grandi quantità di umidità dall’Atlantico verso l’Europa e il Mediterraneo. Non si tratta di una semplice perturbazione, ma di una configurazione su larga scala che può rendere il meteo più perturbato e dinamico anche sull’Italia. Capire come funziona questo “fiume atlantico” aiuta a leggere meglio cosa può accadere nei prossimi giorni.
Quando ci si trova è proprio il caso di dirlo, travolti dal “fiume atlantico”, ci rendiamo conto che non agisce come una sola perturbazione, ma è una struttura ben alimentata per giorni, anzi settimane. Le correnti umide continuano a scivolare verso le stesse aree, creando le condizioni per precipitazioni che si rinnovano giorno dopo giorno, anche senza fenomeni estremi concentrati in poche ore. In una fase meteo più dinamica, una perturbazione attraversa l’Italia, porta piogge e temporali per alcune ore e poi lascia spazio a un miglioramento, magari con il ritorno seppur breve di una massa anticiclonica. Nelle prossime giornate ma anche stando agli aggiornamenti attuali anche settimane, il flusso zonale avrà invece ancora modo di agganciarsi alla corrente a getto nord atlantica e continuare di conseguenza ad essere spinto verso le stesse destinazioni finali. Senza contare che un maggiore contrasto termico con le masse d’aria più fredde che si inseriscono via via, trascinate verso sud dal Polo, contribuiscono a favorire la formazione di ulteriori minimi depressionari che ravvivano anche i fenomeni.
Appurato quindi che una vera e propria data che segni un netto cambio di pattern non si intravede, non è escluso che questo trend prosegua anche nella seconda decade del mese, seppur non sempre con le stesse identiche modalità. Proviamo a fare un esempio concreto, partendo da un dato imprescindibile, le previsioni anche a corto raggio hanno una attendibilità molto bassa, spesso a ventiquattro ore del 65%. Certamente chi ha bisogno di previsioni localizzate per eventi si rivolge mai come adesso ai servizi professionali a pagamento, ma in generale, le previsioni per i prossimi giorni andranno avanti con un dato importante, la percentuale che tali fenomeni siano probabili. Ovviamente minore è la percentuale maggiori saranno le probabilità di avere alcune ore asciutte fra un peggioramento ed il successivo. Paradossalmente, potremmo ad esempio avere dei rovesci durante la notte, che non inficiano la stabilità delle ore del giorno, oppure l’opposto. Al momento, ci sono zone che avranno pause importanti durante il giorno fra domani e dopodomani. Una domenica a due facce, più stabile all’inizio decisamente perturbata la sera, ma ad esempio, a seconda delle zone, i primi rovesci inizieranno dal pomeriggio o dal tardo pomeriggio, e qui farà la differenza fra il rendere la domenica rovinata oppure no. Nei giorni successivi lunedì avremo maggiori precipitazioni nella prima parte della giornata e minori nel pomeriggio, martedì si delinea ad oggi una giornata d’intermezzo, per poi mercoledì tornare ancora le piogge stavolta in orari notturni e serali…. Sempre con il beneficio di previsioni che potrebbero essere disattese nelle fasce orarie, si nota un rallentamento del flusso perturbato a ridosso del successivo fine settimana, con minori ingerenze della pioggia ed una possibile fase più stabile dopo la metà del mese. Quindi servirà ancora un po’ di pazienza e soprattutto, scegliere l’ombrello come fedele compagno di uscite.
Nei prossimi articoli andremo a valutare intanto il primo mese del 2026 dati alla mano, e successivamente il minor warming ormai in rampa di lancio per la fine del mese di febbraio. Attenzione non tornerà il gelo, anzi quello non è mai arrivato, ma abbiamo motivo di pensare che l’inverno abbia ancora qualche carta da calare, anche in virtù del fatto che un già acclarato nuovo ricompattamento del Vortice Polare, rende assai credibile un inizio della primavera meteorologica ancora sotto le tinte cobalto dell’inverno, invece di iniziare a colorarsi dei tenui colori rosso cremisi, tipici delle fasi a ridosso dell’equinozio. Una cosa è certa, è piovuto, piove e pioverà, ancora e frequentemente per i prossimi giorni.