Europa verde: "Non si può prescindere da un tecnico specializzato"
10-02-2026 10:09 -
Il VERDE URBANO è cruciale per la sostenibilità delle città: migliora la qualità dell'aria assorbendo CO2 e inquinanti, regola il microclima riduce le isole di calore e favorisce la biodiversità. Uno spazio verde aumenta il benessere psico-fisico, offrendo spazi ricreativi e di socializzazione e riduce stress e rischi di malattie. Nel programma elettorale del Sindaco Alessio Mantellassi, programma che abbiamo condiviso e apprezzato, questi aspetti vengono affrontati al primo capoverso “Ambiente e Territorio, nel quale, una parte significativa riguarda il capitolo: “Città Verde”.
Questa Amministrazione, con le recenti assunzioni di nuovi dipendenti, la riorganizzazione dei dirigenti, delle posizioni organizzative e dei responsabili di settore, non può prescindere dalla figura di un tecnico specializzato, Dottore Agronomo o Forestale, perché riteniamo fondamentale che i decisori locali investano anche nel patrimonio del verde urbano e, nonostante le ristrettezze di bilancio, continuino a farlo per il benessere dei propri cittadini. A seguito della preziosa e consolidata collaborazione con lo “Studio Progetto&Giardino” del dr. Roberto Fabiani è stato possibile formare un quadro complessivo delle necessità prioritarie di interventi da programmare, finanziare e realizzare nel tempo:
- La legge 113/1992, cosidetta legge “Rutelli” e la sua implementazione nella legge n. 10/2013, Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani, istituendo la Giornata Nazionale degli Alberi (21 novembre) promuove la consapevolezza ambientale e la gestione sostenibile del verde urbano, definendo la legge quadro sul verde in Italia: Per comuni > 15.000 abitanti è fatto obbligo di piantare un albero per ogni neonato (a cura del comune) con la buona prassi di rendere informazioni dettagliate circa la tipologia dell'albero e il luogo dove l'albero e' stato piantato alla persona che ha richiesto la registrazione anagrafica.
La legge prevede inoltre che nelle scuole di ogni ordine e grado, si attuino iniziative per promuovere la conoscenza dell'ecosistema boschivo, il rispetto delle specie arboree ai fini dell'equilibrio tra comunita' umana e ambiente naturale, l'educazione civica ed ambientale sulla legislazione vigente, nonche' per stimolare un comportamento quotidiano sostenibile al fine della conservazione delle biodiversita'. Iniziative queste anche finalizzate a favorire la consapevolezza che l'assorbimento delle emissioni di anidride carbonica (CO2) dall'atmosfera si attua tramite l'incremento e la valorizzazione del patrimonio arboreo delle aree urbane, maggiormente esposte agli agenti inquinanti volatili.
- La progettazione, realizzazione e/o riqualificazione di nuovi spazi e piazze a verde pubblico evidenzia una dicotomia tra la necessità di modernizzazione e l'esigenza di sostenibilità ambientale. Se da un lato la tendenza generale dei nuovi progetti mira a creare spazi urbani "connessi" e multifunzionali, dall'altro l'uso sempre più frequente di materiali di pavimentazione artificiale, indirizzati da una committenza pubblica e privata che bada principalmente alle successive manutenzioni, solleva forti dubbi circa l'effetto "isola di calore" e alla scarsità di zone verdi, relegate ad aiuole di contorno visivo.
- La scelta delle specie arboree migliori per un utilizzo urbano è ormai oggetto di discussione e di redazioni di elenchi specifici già da molti anni, che riguardano principalmente l'uso di essenze autoctone, maggiormente resistenti agli agenti inquinanti, con attenzione riposta, oltre che agli aspetti agronomici anche quelli della salute umana. Dal punto di vista agronomico il principio è: “piantare alberi giusti al posto giusto”, ma chiaramente, non si possono standardizzare regole da seguire perché ogni caso spesso è diverso, occorre dunque servirsi delle decisioni di figure competenti. In genere sono da evitare alberi con radici di ancoraggio radicale fascicolato (alla base di molte delle cadute di alberi in città c'è proprio uno spazio insufficiente per l'approfondimento radicale: radici troppo superficiali a causa di strati di terreno impermeabile per via della cementazione fanno sì che la pianta si ribalti in concomitanza di eventi meteorologici estremi), mentre sono da preferire radici fittonanti. - Nel capitolato speciale delle opere a verde, dovranno essere contenute, oltre alle specifiche tecnico-agronomiche dell'impianto, che regolano l'esecuzione, definendo standard di qualità, materiali, modalità operative e i costi delle prestazioni, con Criteri Ambientali Minimi (CAM), opportune garanzie che dovranno inoltre certificare, per un congruo tempo, il corretto attecchimento a garanzia, con sostituzione delle alberature senescenti -Così come di prassi negli immobili è necessario un collaudo da parte di tecnici specializzati, anche al termine di ciascun appalto di piantagione dovranno essere collaudate le nuove alberature poste a dimora, affinchè sia espresso un giudizio sulla bontà o meno dell'esecuzione del lavoro, anche ai fini dei pagamenti alle ditte esecutrici, verificando se quanto prodotto sia idoneo ad una futura assegnazione in sicurezza.
- Il catasto vegetale del patrimonio arboreo comunale, con data base aggiornati, rimane, ad oggi, uno strumento informatizzato fondamentale per censire, mappare e gestire il patrimonio arboreo pubblico. Questa banca dati georeferenziata che raccoglie informazioni dettagliate su ogni singolo albero o area verde (specie, posizione, stato di salute, interventi di manutenzione) per pianificare la gestione del verde urbano, è però conoscenza esclusiva degli amministratori e tecnici incaricati. Potrebbe essere una buona idea creare un portale, una applicazione di facile interpretazione per far vedere la situazione in tempo reale degli alberi esistenti sul territorio comunale, compreso il loro stato di salute.
- Dalla conoscenza puntuale del patrimonio arboreo comunale sarà possibile proporre un regolamento comunale di "TUTELA E VALORIZZAZIONE DEGLI ALBERI MONUMENTALI DEL TERRITORIO EMPOLESE” che individui gli alberi monumentali di alto pregio naturalistico e storico, di interesse paesaggistico e culturale promuovendo la loro tutela e valorizzazione. L'istituzione di un elenco comunale nel quale siano presenti gli alberi isolati o facenti parte di formazioni boschive naturali o artificiali che per età o dimensioni possono essere considerati come rari esempi di maestosità o longevità; gli alberi che hanno un preciso riferimento a eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico, culturale e sociale. Abbiamo da tempo elaborato una proposta di regolamento che volentieri vorremmo sottoporre all'attenzione delle indicazioni fornite dal Patto del Verde “Natur Based Solution”, elaborato per il Comune dalla società PNAT di Firenze.
- Non da ultimo ricordiamo l'adempimento di una corretta MANUTENZIONE delle alberature urbane esistenti, perché danni procurati dagli alberi in gestione non accorta, portano nel tempo ad una compromessa stabilità, mentre una loro gestione attenta, con potature ricorrenti e programmate ne evita la compromissione e quindi la sicurezza delle piante stesse, nonché la loro perdita di valore, benefici e fruizione da parte della cittadinanza. La carenza manutentiva, gli agenti inquinanti, le opere di urbanizzazione, i cambiamenti climatici, comportano sempre più frequentemente la richiesta di abbattimenti radicali, “certificando” la pericolosità dell'albero stesso, ovvero del suo rischio di caduta. Naturalmente se ci si pensa bene il rischio percentuale di caduta di un albero è molto inferiore a quello che ogni giorno ciascuno di noi affronta andando in auto Ma sono sempre più frequenti richieste di abbattimento anche di alberi sani, spesso solo perché hanno un aspetto inclinato o la chioma aggettante sul tetto della casa.
Giova ricordare che una gestione manutentiva oculata e presente costantemente assolve il gestore pubblico da responsabilità in caso di eventi fortuiti (sentenza del C.diS. n. 9178/2022)…”Non si tagliano alberi senza validi motivi…il rischio zero non può esistere”.
- La regione Toscana chiederà a ciascun Comune toscano di elaborare un Pacc, “Piano di adattamento ai cambiamenti climatici”. Non saranno piani settoriali, ma piani di programmazione onnicomprensivi, tramite i quali i sindaci ed i Consigli comunali che li approveranno individueranno gli interventi di modifica morfologica del territorio necessari alle luce dei cambiamenti climatici avvenuti negli ultimi dieci anni. Sarà dunque prioritario nei mesi a venire predisporre localmente progetti e soluzioni che consentano, oltre che con proprie risorse di bilancio da implementare nel piano delle opere pubbliche, la partecipazione di importanti finanziamenti regionali, che dovranno, a nostro avviso, contenere anche misure adeguate sul VERDE URBANO e la sua conoscenza, qualità e gestione che sono cruciali per la sostenibilità delle nostre città, anche in relazione all'adattamento ai cambiamenti climatici.