Giorno del Ricordo, bandiere listate a lutto

10-02-2026 11:14 -

Anche quest'anno nel 'Giorno del Ricordo', martedì 10 febbraio 2026, le bandiere dell'Italia e dell'Europa esposte fuori dal Comune di Empoli sono state listate a lutto per commemorare le vittime delle Foibe, dell'esodo Giuliano-Dalmata e quelle delle vicende legate al Confine Orientale italiano.



Il sindaco di Empoli nel suo commento al Giorno del Ricordo fa sue le parole dell'Aned Empolese Valdelsa, che specifica come l'istituzione nel 2004 di questa ricorrenza rappresenti innanzitutto un atto di giustizia. Le vittime delle Foibe, dell'esodo Giuliano-Dalmata e quelle delle vicende legate al Confine Orientale italiano sono persone scomparse nell'ambito di vicende di guerra che è giusto e necessario commemorare. La memoria non è un libro scritto e concluso: si aggiorna con nuove vicende e nuovi studi, ma non può diventare nemmeno un testo interpretabile a seconda delle posizioni politiche. Deve parlare a tutti in modo onesto, suffragata dai fatti e dalle testimonianze. Giornate come questa sono l'occasione per commemorare, riflettere e rinnovare la volontà di pace, che mai come oggi vediamo scricchiolare soffiata dai venti di guerra a Oriente dell'Italia. È anche l'occasione per stimolare la riflessione sul confine orientale che ha visto una stratificazione di interventi, fratture e ferite di cui fa parte anche la storia delle foibe. Una riflessione che va fatta con onestà, pacatezza e tranquillità.



Il consigliere comunale con delega alla Cultura della Memoria afferma che il Giorno del Ricordo richiama una pagina dolorosa e complessa della storia del Novecento europeo, segnata dalla violenza dei totalitarismi, dai nazionalismi esasperati e dalle conseguenze della guerra e del dopoguerra lungo il confine orientale. In questo contesto si collocano anche le responsabilità del regime fascista, le sue politiche oppressive nei confronti delle minoranze linguistiche e la sistematica negazione dei diritti, che contribuirono ad alimentare tensioni e spirali di violenza. Le foibe e l'esodo degli italiani dall'Istria, da Fiume e dalla Dalmazia si inserirono in un quadro di profonde tensioni politiche, ideologiche ed etniche, che travolsero popolazioni civili inermi e produssero sofferenze durature. Il ricordo di queste tragedie impone un impegno serio e responsabile nella ricostruzione della verità storica. Ricordare oggi, il 10 febbraio, significa respingere ogni tentativo di negazione o strumentalizzazione, e riaffermare il valore della democrazia, della tutela delle minoranze e della convivenza pacifica tra i popoli. Solo attraverso una memoria consapevole è possibile costruire un futuro fondato sulla democrazia, sulla libertà e sulla pace.

Fonte: Ufficio stampa