Empoli ricorda oggi Mario Fabiani, grande protagonista della Resistenza
13-02-2026 09:44 -
Il 13 febbraio del 1974 moriva nella sua casa fiorentina Mario Fabiani, nato in via Chiara a Empoli e primo sindaco eletto di Firenze dopo la guerra. Antifascista, dirigente di primo piano della Resistenza in Toscana, presidente della provincia di Firenze dal 1951 al 1962, senatore del PCI dal 1963 al 1974.
Dopo gli studi, all'età di diciassette anni Fabiani venne assunto dalla ditta Rigoli di Empoli, nella quale svolse mansioni di rappresentante di generi alimentari. Entrato nel movimento giovanile comunista empolese nel 1929, Fabiani ne divenne in breve tempo il principale esponente. Fu, prima nella veste di responsabile dei giovani comunisti e poi di segretario del partito comunista d'Italia, che nel 1930 e nel 1931 Fabiani organizzò a Empoli, in occasione delle ricorrenze del 1º maggio e del 7 novembre (anniversario della rivoluzione d'ottobre), manifestazioni antifasciste che ebbero una riuscita particolarmente confortante e un'eco nazionale, tanto da venir ricordate, in sede storiografica, come i "nuovi fatti di Empoli", dopo quelli, più celebri, del marzo 1921.
Nel marzo-aprile 1931 vi fu in città un'ondata di arresti, che portò in carcere o costrinse alla fuga praticamente la totalità del gruppo dirigente comunista empolese. Fu così che Fabiani si trovò, giovanissimo, a prendere le redini del PCI di Empoli ma, alla fine dello stesso anno, consapevole d'essere nel mirino delle autorità fasciste, si spostò a Poggibonsi dove lavorò per breve tempo. Poco dopo, obbedendo a una richiesta del partito, espatriò clandestinamente, per sottrarsi ad un ormai sempre più probabile arresto. Nel dicembre 1931, Fabiani raggiunse a Parigi il centro estero del PCI. Successivamente, nel maggio del 1932, approdò a Mosca. Lì frequentò la scuola leninista, seguendo tra le altre cose le lezioni di Giuseppe Rossi, futuro segretario della Federazione fiorentina del PCI.
Nell'estate del 1933 Fabiani fu mandato all'Internazionale giovanile comunista, in qualità di aiuto del rappresentante italiano dell'organizzazione. In seguito fu di nuovo a Parigi da dove, a partire dall'estate del 1933, compì varie missioni clandestine in Italia, in particolare nelle zone attorno a Modena e a Bologna. Fu proprio a Bologna che, il 16 dicembre 1934 Fabiani, a seguito di una delazione, venne arrestato e il tribunale speciale fascista lo condannò a ventidue anni di carcere. Fabiani passò in carcere nove anni, inizialmente a Regina Coeli, poi a Castelfranco Emilia ed a Civitavecchia. Fabiani riacquistò la libertà nell'agosto del 1943 e, una volta scarcerato, fece ritorno a Empoli dove riprese la sua attività diventando uno dei principali organizzatori comunisti della Resistenza a Firenze e in Toscana.
Quando l'11 settembre 1943 Firenze fu occupata dai tedeschi, il Comitato Toscano di Liberazione Nazionale (CTLN) entrò in clandestinità. Fabiani divenne nuovamente a tutti gli effetti un ricercato politico. In questo periodo egli abitò nella casa della fidanzata e sua futura moglie Mara Bechelli, figlia dell'antifascista Renato Bechelli. Avvenuta la liberazione di Firenze nell'agosto del 1944, il CTLN designò Fabiani come membro della giunta di Liberazione di Firenze, anche se l'incarico di vicesindaco venne assegnato in un primo tempo a Renato Bitossi. Trovandosi però Bitossi ancora in territorio occupato dai tedeschi, il posto di vicensindaco nella giunta della liberazione venne ricoperto prima da Bruno Somigli e poi dallo stesso Fabiani che, in un documento del 27 agosto 1944, risulta già contitolare di questa carica insieme ad Adone Zoli, della DC. Fu nel novembre del 1946 che Fabiani divenne sindaco e formò una giunta PCI-PSI-PRI-PdA. Fu così il primo sindaco di Firenze espresso da un consiglio comunale democraticamente eletto.
Nella veste di primo cittadino, gestì la ricostruzione postbellica di Firenze, elaborò il piano regolatore generale (approvato dal consiglio comunale nel 1951) e portò il bilancio comunale in pareggio, risanando un disavanzo di 800 milioni di lire. Fabiani rimase sindaco fino alle elezioni amministrative del 1951 quando, nelle elezioni tenutesi con sistema maggioritario (una legge elettorale truffaldina, la definirà Ernesto Ragionieri), lo schieramento PCI-PSI, che puntava su di lui, venne sconfitto di misura (meno di 10.000 voti) dallo schieramento centrista DC-PSLI-PRI-PLI, che candidava come sindaco Giorgio La Pira, che sarà sindaco di Firenze dal 1951 al 1964.
Sebbene non più da sindaco, Fabiani continuò a far parte del consiglio comunale di Firenze anche negli anni Sessanta. Il 1951 è l'anno della sua elezione a presidente della Provincia, carica che manterrà fino al 1962. Fu uno dei fondatori dell'Istituto Storico della Resistenza in Toscana, che nacque il 24 ottobre 1953. Poco prima del congresso provinciale del PCI tenuto a Rifredi nel novembre 1956, Mario Fabiani divenne segretario della federazione fiorentina del partito, sostituendo Guido Mazzoni. Il salto a Roma avviene nel 1963. Fabiani fu eletto tre volte senatore nelle liste del PCI: nel 1963, nel 1968 e nel 1972.
Critico da sempre delle degenerazioni staliniste e della natura oppressiva del comunismo sovietico Fabiani, dopo la svolta di Kruscev nel 1956, fu tra i più accesi fautori della necessità di fare i conti fino in fondo con lo stalinismo e tra coloro che maggiormente tentarono di assecondare la spinta al cambiamento derivante dalla requisitoria kruscioviana.
Fabiani morì sessantaduenne il 13 febbraio 1974, alle ore 17:25, nella sua casa di Firenze. La morte colse un uomo ancora relativamente giovane il quale, si disse da più parti, aveva usato "senza risparmio, un fisico duramente provato dai maltrattamenti subiti dopo il suo arresto, nel 1934, e durante la lunga reclusione cui l'aveva condannato il tribunale speciale fascista. La fine è sopravvenuta dopo diverse malattie, per complicazioni cardio-circolatorie; dall'ospedale dell'alta Italia, dove negli ultimi giorni si erano tentate nuove cure, Fabiani è stato portato, oramai agli estremi, nella casa dove è spirato".
Riposa al cimitero di Trespiano, Empoli lo ricorda con una via a lui intitolata.