Vanni: “L’arte non si censura”. Scoppia il caso sull’Uomo Vitruviano nella sigla olimpica Rai
13-02-2026 15:12 -
«L’arte non si censura, non si modifica per adattarla alle sensibilità del momento. Si contestualizza, si spiega, si valorizza». Con queste parole il sindaco di Vinci, Daniele Vanni, interviene sulla polemica che nelle ultime ore ha investito la Rai e la sigla dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026.
Al centro del caso c’è l’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci, uno dei simboli più riconoscibili del Rinascimento, che nella grafica trasmessa dalla Rai apparirebbe privo dei genitali. Una modifica che, secondo le opposizioni, configurerebbe una forma di censura.
L’intervento del sindaco di Vinci Vanni parla di «profonda attenzione e preoccupazione» per quanto emerso sulla stampa. «Leonardo da Vinci rappresenta un patrimonio universale, ma per noi è prima di tutto identità, storia e responsabilità. Vinci è la sua città natale e custodisce con orgoglio la memoria del Genio, promuovendone l’opera e il pensiero nel pieno rispetto della sua integrità artistica e culturale».
Il sindaco sottolinea il valore simbolico dell’opera: «L’Uomo Vitruviano non è soltanto un disegno celebre: è il simbolo dell’armonia tra arte e scienza e tra uomo e natura. Ogni intervento che ne alteri l’originalità rischia di trasmettere un messaggio sbagliato e di indebolire il valore autentico dell’opera».
E aggiunge un passaggio che assume un chiaro significato politico e culturale: «Il servizio pubblico ha il compito di promuovere la cultura nella sua verità storica, non di rielaborarla».
Vanni ricorda inoltre che a Vinci è esposta la scultura dell’Uomo Vitruviano realizzata da Mario Ceroli, «un’opera che reinterpreta il capolavoro leonardiano mantenendone intatto il significato simbolico e universale», a dimostrazione – afferma – che «si può dialogare con i grandi maestri senza snaturarli».
A rilanciare il caso è stato un articolo de Il Fatto Quotidiano, che riprende quanto evidenziato dal Corriere della Sera: nella sigla dei Giochi Olimpici di Olimpiadi Milano-Cortina 2026, trasmessa dalla Rai, l’immagine del celebre disegno apparirebbe modificata.
Il Partito Democratico ha chiesto chiarimenti sull’eventuale autorizzazione alla messa in onda di una versione alterata dell’opera, domandando se il direttore di Rai Sport abbia dato il via libera e annunciando un’interrogazione parlamentare al ministro della Cultura. I dem chiedono inoltre se la Direzione dei Musei Reali di Torino, che tutela il disegno originale, fosse informata e abbia autorizzato eventuali modifiche.
Anche il Movimento 5 Stelle ha attaccato duramente, parlando di «censura» e di un episodio che, a loro dire, rappresenterebbe un passo indietro culturale.
La replica della Rai La Rai ha respinto le accuse definendole «polemica pretestuosa» e parlando di «fake news». L’azienda ha precisato che la sigla e l’intero pacchetto grafico dei Giochi non sono realizzati dal servizio pubblico italiano, ma prodotti e distribuiti da Olympic Broadcasting Services, organismo ufficiale del Comitato olimpico internazionale.
Secondo la Rai, i contenuti sono forniti in modo identico a tutte le emittenti titolari dei diritti nel mondo e devono essere trasmessi secondo standard internazionali condivisi, senza possibilità di modifica.
La vicenda, al di là delle responsabilità tecniche, riapre un tema più ampio: come l’Italia presenta al mondo il proprio patrimonio culturale in occasione di eventi globali. Proprio questo è il punto su cui insiste il sindaco Vanni: «L’Italia, in occasione di un evento internazionale come le Olimpiadi, deve presentarsi al mondo con l’autenticità e la forza del proprio patrimonio culturale. Leonardo appartiene all’umanità intera, ma la responsabilità di custodirlo è anche nostra».