La crisi del commercio: altre luci si "spengono" nel "Giro d'Empoli"
15-02-2026 08:40 -
Il centro commerciale naturale del centro storico di Empoli continua a perdere pezzi. L’ultimo segnale arriva da un messaggio affisso in una vetrina di via Giuseppe del Papa, poche righe che raccontano più di tanti numeri. «Questa avventura a Empoli si ferma qui». Con queste parole la titolare di #31# ha annunciato la pausa – forse definitiva – del negozio aperto alla vigilia di Natale in via Giuseppe del Papa. «Il negozio si prende una pausa, l’idea no. Continuiamo a credere nel valore di un regalo che non è un oggetto ma un’emozione da donare», si legge nel cartello. Un ringraziamento ai clienti e a chi «ha osservato, ascoltato, creduto».
#31# – nome che richiama il codice usato un tempo per nascondere il numero del chiamante sui telefoni cellulari– era un format originale: mutande abbinate a un disco in vinile, i vecchi 33 giri tornati di moda soprattutto tra i giovani. La copertina diventava una shopper, il disco un messaggio da regalare insieme all’indumento. Un’idea creativa, che però non è bastata a reggere l’urto di un mercato sempre più difficile.
Non è un caso isolato. Negli ultimi mesi hanno chiuso la libreria Libri&Persone, la storica San Paolo nella galleria di via del Giglio (probabile una sua riapertura in altro locale) e il negozio di calzature “Primadonna” sulla stessa strada. In via Ridolfi hanno abbassato la saracinesca anche Ridolfi, marchio storico dell’abbigliamento, e The Lab, dopo lunghe campagne promozionali. Si era parlato di possibili riaperture, ma al momento non ci sono conferme. In via Giuseppe del Papa le vetrine spente sono ormai decine, con cartelli “affittasi” che si susseguono uno dopo l’altro. E un anno fa, nello stesso periodo, avvenne altrettanto (leggi qui l'articolo)
È vero, qualcosa si muove. Sono attese nuove aperture: il marchio Legami in via Ridolfi, nei locali che furono di Sisley, e un nuovo negozio di intimo vicino alla pasticceria Beppino e Moreno. E poi la pizzeria Tal dei tali che, da mesi sta effettuando i lavori per aprire in via Ridolfi i locali che oggi sono in via del Giglio. Segnali di vitalità, ma ancora insufficienti a invertire una tendenza che appare strutturale.
Il tema non riguarda solo Empoli. In molte città medie italiane i centri storici soffrono la concorrenza dei centri commerciali, la crescita dell’e-commerce, il caro affitti e i costi di gestione. A questo si aggiungono problemi locali: difficoltà di parcheggio, minore accessibilità rispetto alle grandi superfici, un’offerta commerciale che spesso fatica a rinnovarsi o a fare rete.
Anche le abitudini dei consumatori sono cambiate. Si compra online, si cercano esperienze rapide, si privilegiano luoghi facilmente raggiungibili. Il centro storico resta luogo di passeggio e socialità, ma non sempre si traduce in acquisti. Le iniziative spot – il Natale, il Carnevale, il mercatino dell’antiquariato, il Luglio empolese – portano pubblico per alcuni giorni, ma non bastano a garantire continuità.
La domanda è se serva una strategia più ampia. Una programmazione stabile di eventi, incentivi mirati per le nuove attività, politiche sugli affitti, una riflessione sulla mobilità e sui parcheggi, una maggiore integrazione tra commercio, cultura e turismo. In altre città si punta su residenzialità, arredo urbano, sicurezza e marketing territoriale per rendere il centro un luogo vivo tutto l’anno, non solo nei fine settimana.
Il quadrilatero tra piazza della Vittoria e piazza Farinata degli Uberti resta il cuore di Empoli. Ma senza un progetto condiviso tra amministrazione, associazioni di categoria e imprenditori, il rischio è che perda progressivamente attrattività. Il messaggio di #31# non è solo la storia di un negozio che chiude. È il segnale di una fragilità che merita un’analisi seria e, soprattutto, risposte concrete.