Addio ad Attila Simon, violinista di fama mondiale "empolese d'adozione"
09-03-2026 21:58 -
Il mondo della musica e dello spettacolo piange la scomparsa di Attila Simon, violinista di fama internazionale, spentosi a soli 52 anni dopo una malattia che non gli ha lasciato scampo. Originario di Budapest, da molti anni viveva a San Miniato, dove aveva costruito la sua famiglia e mantenuto un forte legame con il territorio.
Artista di straordinario talento, Simon aveva calcato i palcoscenici di mezzo mondo portando il suo violino in contesti musicali e teatrali di altissimo livello. Nel corso della sua carriera aveva collaborato con grandi nomi della musica internazionale come Sting, Barry White, Andrea Bocelli e Franco Battiato, Nile Rodgers, i Pooh, dimostrando una versatilità rara e una sensibilità artistica capace di attraversare generi e linguaggi diversi. Tra le esperienze più prestigiose anche le esibizioni con il Cirque du Soleil, dove il suo talento musicale si era intrecciato con l'arte scenica in spettacoli che hanno affascinato il pubblico di tutto il mondo.
Accanto alla carriera musicale, la sua vita era profondamente legata alla danza. Attila Simon era il marito di Simona Cerbioni, danzatrice che nel corso della sua carriera si è esibita in importanti teatri italiani e internazionali e che insieme al marito dirigeva la Simon dance, scuola empolese che ha formato centinaia di giovani ballerini locali.
Oltre alla moglie, lascia il figlio Aron, vent'anni, promessa della danza internazionale. La notizia della scomparsa ha suscitato profonda commozione nel mondo musicale. Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati da colleghi e amici. Tra questi quello dell'Ensemble Symphony Orchestra (con la quale Simon aveva lavorato a lungo, portando nei teatri di tutta Europa uno spettacolo su Ennio Morricone), che sui social ha ricordato il musicista scomparso con parole cariche di affetto. «Come ogni famiglia numerosa anche la nostra accoglie i suoi componenti creando legami profondi che vanno oltre la musica e sono fatti di risate, sudore e applausi. Oggi tutta l'Ensemble Symphony Orchestra piange un grande amico e un grande artista che ci ha lasciati con la dignità e la leggerezza che lo hanno sempre contraddistinto. Andremo in scena questa sera, e poi domani e poi ancora, perché è per questo che sei e siamo nati ed è quello che avresti fatto tu. Ciao Attila». Parole che raccontano bene lo spirito di un artista capace di unire talento e umanità, lasciando un segno profondo non solo nei teatri e nei palcoscenici internazionali, ma anche nelle persone che hanno avuto la fortuna di condividere con lui musica, lavoro e amicizia. Un'eredità artistica e umana che continuerà a vivere nel ricordo di chi lo ha conosciuto e nelle note del suo violino.