Castellani più largo... E spunta la marachella di Luciano Spalletti

14-03-2026 18:04 -

Uno sguardo più attento, sabato pomeriggio, lo ha notato subito: il campo del Carlo Castellani appariva diverso. Più largo. Non un’impressione, ma una modifica reale delle dimensioni del terreno di gioco, che in occasione della partita contro il Mantova si è presentato nella sua configurazione più ampia prevista dal regolamento.

Il campo dello stadio empolese è stato infatti allargato di un metro e mezzo per lato, arrivando alla larghezza massima consentita: 68 metri, a fronte dei tradizionali 105 metri di lunghezza. Un intervento programmato e realizzato in questi giorni (anziché attendere la sosta) per l’imminente arrivo a Empoli della Nazionale U.21.

Il 26 marzo, infatti, il Castellani ospiterà la partita della Nazionale Under 21 contro la Macedonia del Nord. In panchina siederà Silvio Baldini, ex allenatore dell’Empoli, e proprio in vista di questo impegno il terreno di gioco si presenta nella sua configurazione massima prevista. Nessun mistero o scelta tecnica legata alla squadra di casa: dalla società spiegano che si tratta semplicemente di un adeguamento programmato da tempo. Per anni il campo empolese era stato infatti leggermente più stretto. Una scelta che risale agli inizi degli anni Duemila, quando sulla panchina azzurra sedeva Giovanni Martusciello e si decise di ridurre la larghezza del terreno di gioco.

La storia delle dimensioni del campo di Empoli, però, ha radici ancora più lontane e porta con sé anche un curioso retroscena raccontato da Luciano Spalletti nel suo libro “Il paradiso esiste… ma quanta fatica”.

Nel volume l’ex commissario tecnico della Nazionale ricorda un episodio risalente alla stagione 1997-1998, la prima dell’Empoli in Serie A sotto la sua guida. Una salvezza conquistata con una giornata di anticipo e, dietro le quinte, anche qualche piccolo espediente.

“Fu tra l’altro a Empoli – scrive Spalletti – che i miei due centrali difensivi, Bianconi e Baldini, fisicamente possenti, due ciclopi, ma proprio per questo in difficoltà nelle chiusure sulle fasce contro punte rapide, mi suggerirono una marachella niente male”.

Il racconto prosegue con un aneddoto quasi da romanzo calcistico. “Una sera io e Daniele Baldini invitammo a cena il capo dei giardinieri e, vincolandolo al segreto assoluto, lo incaricammo di stringere nottetempo il campo di casa di due metri per lato, così da accorciare la corsa dei difensori. Naturalmente la cosa non si doveva sapere”.

Un piccolo segreto di campo, raccontato oggi con ironia dallo stesso Spalletti. “Sta di fatto – conclude – che da quel momento la nostra difesa, nelle partite in casa, diventò ermetica”.