Dal sangue versato al dono: Empoli accoglie la memoria che diventa impegno

17-03-2026 09:33 -

Empoli si prepara a vivere una giornata di profonda intensità civile e simbolica con l’arrivo del progetto “Dal sangue versato al sangue donato”, promosso dall’associazione Donatorinati, che unisce memoria, legalità e solidarietà trasformando una delle pagine più tragiche della storia italiana in un messaggio concreto di speranza e responsabilità collettiva; mercoledì 18 marzo 2026, per la prima volta nella città toscana, piazza Farinata degli Uberti ospiterà la teca contenente i resti della Quarto Savona 15, la Fiat Croma della scorta del giudice Giovanni Falcone distrutta nell’attentato mafioso del 23 maggio 1992, evento noto come Strage di Capaci in cui persero la vita, oltre al magistrato, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro; proprio dalla memoria di quel sacrificio nasce il cuore dell’iniziativa, che intende trasformare il sangue versato in un appello alla donazione, sottolineando l’importanza di un gesto capace di salvare vite in un momento storico in cui i centri trasfusionali registrano frequentemente carenze, con ripercussioni anche sulle attività ospedaliere e chirurgiche; la giornata si aprirà con un gesto altamente simbolico, la donazione di sangue presso l’ospedale San Giuseppe da parte dei rappresentanti delle forze dell’ordine aderenti all’appello di Donatorinati, a cui seguirà, alle 9.30, il disvelamento della teca alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, segnando l’avvio ufficiale di quella che rappresenta la prima grande iniziativa del 2026 del progetto “Battiti”, rassegna dedicata alla promozione della cultura della legalità; a rendere ancora più significativo l’evento sarà la partecipazione del presidente nazionale dell’associazione, Claudio Saltari, e soprattutto di Tina Montinaro, vedova del caposcorta Antonio Montinaro e fondatrice dell’associazione Quarto Savona Quindici, che da anni porta nelle scuole italiane la testimonianza di una tragedia trasformata in impegno educativo; sarà proprio lei a dialogare con oltre 400 studentesse e studenti degli istituti superiori cittadini riuniti al Cinema Teatro Excelsior, in un incontro coordinato dalla giornalista Elisa Capobianco, offrendo ai giovani una riflessione diretta sui valori della legalità, della giustizia e della solidarietà, creando un ponte tra generazioni che consente anche a chi non ha vissuto quegli anni di comprendere la portata storica e morale della lotta alla mafia; l’iniziativa coinvolge attivamente le scuole “Virgilio”, “Pontormo”, “Ferraris-Brunelleschi” e “Santissima Annunziata”, confermando il ruolo centrale dell’educazione nella costruzione di una coscienza civica consapevole; grande soddisfazione è stata espressa dall’amministrazione comunale, che ha sottolineato l’onore di ospitare un simbolo così potente per la democrazia italiana, evidenziando come la figura di Tina Montinaro rappresenti un esempio straordinario di resilienza e impegno civile, capace di trasformare il dolore personale in un dono per le nuove generazioni, mentre l’assessorato alla Legalità ha ribadito il valore dell’iniziativa come momento di crescita collettiva, a pochi giorni dalla Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie; anche il presidente di Donatorinati Toscana, Pierluciano Mennonna, intervenuto in Consiglio comunale nei giorni precedenti, ha evidenziato il significato profondo dell’evento, sottolineando come il progetto riesca a unire il ricordo di una tragedia nazionale con un gesto concreto di solidarietà, invitando tutta la cittadinanza a partecipare attivamente; per consentire lo svolgimento della manifestazione sono previste modifiche alla viabilità nelle aree interessate, con limitazioni al traffico e alla sosta nelle ore mattutine, a conferma della portata organizzativa dell’evento; la teca resterà visibile fino alle 17 dello stesso giorno, offrendo a cittadini e visitatori l’opportunità di confrontarsi direttamente con un simbolo tangibile della lotta alla mafia, un frammento di storia che continua a parlare al presente e a indicare una strada fatta di responsabilità, memoria e impegno, affinché il sacrificio di chi ha perso la vita per difendere lo Stato possa tradursi in azioni quotidiane di solidarietà e partecipazione civile.