Empoli, Azione attacca FdI: “Lista di scuole sulle Foibe atto pericoloso per la democrazia”

18-03-2026 17:51 -

Dura presa di posizione di Azione Empoli contro l’iniziativa di Fratelli d’Italia che, secondo quanto denunciato dal partito, avrebbe consegnato al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara un elenco di 41 istituti scolastici accusati di non aver commemorato le Foibe.

Una scelta che il gruppo locale definisce senza mezzi termini “sconcertante” e “pericolosa”, sollevando un caso politico che tocca temi sensibili come la memoria storica, l’autonomia scolastica e il rapporto tra istituzioni e indirizzo politico.

Nel comunicato diffuso,Luca Ferrara, segretario di Azione Empoli chiarisce fin da subito la propria posizione sul tema delle Foibe, definendole “una delle pagine più buie del Novecento italiano” e sottolineando come ogni tentativo di minimizzarle o ignorarle sia da condannare. Tuttavia, secondo il partito, questo non giustifica quanto accaduto a livello istituzionale.

Al centro della critica c’è infatti la modalità con cui Fratelli d’Italia avrebbe agito: la compilazione e la consegna di una lista di scuole da “tenere sotto controllo” e nei confronti delle quali si chiederebbero eventuali provvedimenti. Un passaggio che Azione interpreta come un salto di qualità preoccupante.

“Questo si chiama schedatura – si legge nella nota – ed è una logica che richiama quella dei regimi: sorvegliare, segnalare, punire. Non è la logica di uno Stato liberale e democratico”.

Il punto, per Azione, è soprattutto il rispetto dei principi costituzionali, a partire dalla libertà di insegnamento. “Gli insegnanti non sono funzionari di partito e le scuole non sono strumenti di propaganda”, ribadisce il partito, rivendicando la necessità di difendere l’autonomia della scuola pubblica “da qualsiasi tentativo di colonizzazione ideologica, da qualunque parte esso provenga”.

Da qui la richiesta diretta al ministro Valditara: prendere le distanze dall’iniziativa e chiarire se vi sia l’intenzione di procedere con azioni nei confronti degli istituti segnalati. In caso contrario, secondo Azione, si rischierebbe di configurare “un atto apertamente intimidatorio verso la scuola italiana”.

La presa di posizione si inserisce in un quadro politico più ampio, in cui il tema della memoria storica torna al centro del dibattito pubblico. Azione rivendica le proprie radici nella tradizione liberaldemocratica, sottolineando l’importanza della separazione tra Stato e partito e della tutela dei diritti individuali.

“Non resteremo in silenzio – conclude il comunicato – di fronte a chi confonde la memoria storica con uno strumento di controllo politico”.

Una polemica destinata a far discutere anche a livello locale, dove il tema dell’autonomia scolastica e del ruolo delle istituzioni continua a rappresentare un terreno di confronto acceso tra le forze politiche.