Empoli, bonifica Keu lungo la SR429: lavori conclusi, ora monitoraggi e trasparenza
19-03-2026 18:04 -
La bonifica del sito contaminato da Keu lungo la strada regionale 429 segna un passaggio decisivo. Dopo anni di interventi, verifiche e polemiche, la conferenza stampa di oggi ha sancito quello che il sindaco Alessio Mantellassi ha definito “un punto di fine” per quanto riguarda i lavori, aprendo però una nuova fase fatta di controlli, trasparenza e ricostruzione del rapporto con la cittadinanza.
Lavori conclusi e area “messa in sicurezza”. La struttura commissariale guidata dal generale Giuseppe Vadalà ha ultimato la messa in sicurezza permanente (MISP) del sito, considerata a tutti gli effetti un intervento di bonifica. La scelta tecnica – è stato ribadito – è stata ritenuta la più sicura: evitare la rimozione dei materiali contaminati per non rischiare una dispersione ulteriore degli inquinanti.
(Nella foto un momento del sopralluogo effettuato dal sindaco Mantellassi e dall'assessore David Barontini sui terreni interessati dalla vicenda del keu)
L'intervento ha comportato:
la completa impermeabilizzazione dell'area,
il rifacimento delle coperture superficiali e degli asfalti,
la realizzazione di sistemi di drenaggio e regimentazione delle acque,
il consolidamento delle barriere di contenimento.
Un sopralluogo effettuato nelle ore precedenti alla conferenza ha confermato che il sito risulta oggi controllato e in condizioni di sicurezza.
Monitoraggi per anni e controlli incrociati. Conclusa la fase operativa, si apre ora quella del controllo. Nei prossimi mesi partirà un sistema di monitoraggio semestrale delle acque sotterranee, destinato a durare cinque anni. Elemento centrale sarà la doppia verifica: da un lato il soggetto incaricato dal commissario, dall'altro l'agenzia regionale ARPAT, che effettuerà controanalisi indipendenti. Il Comune di Empoli ha inoltre assunto un impegno politico preciso: pubblicare tutti i dati. Una scelta nata anche da una mozione consiliare, con l'obiettivo di garantire la massima trasparenza su un tema che tocca direttamente la salute pubblica.
“Non abbassare l'attenzione”. Mantellassi ha insistito su un punto: la vicenda Keu non deve essere archiviata come un episodio chiuso. "Il Comune resta parte civile nel procedimento giudiziario, mentre sul piano politico-amministrativo proseguiranno le iniziative sulla legalità, come "Battiti", dalla formazione anticorruzione per i dipendenti fino ai progetti nelle scuole". Il sindaco ha ricordato come il caso abbia rappresentato “uno shock” per il territorio, dimostrando che fenomeni di illegalità e infiltrazioni possono riguardare anche la Toscana.
Il ruolo della Regione e la chiusura del percorso. Presente alla conferenza anche l'assessore regionale David Barontini, che ha parlato di un risultato importante raggiunto grazie alla collaborazione tra enti locali, uffici tecnici e struttura commissariale. Secondo la Regione, oggi si può “scrivere la parola fine” sulla fase emergenziale e sui lavori, lasciando spazio a un controllo continuo ma con rischi considerati molto limitati, anche alla luce delle soluzioni tecniche adottate. È stato inoltre sottolineato come la MISP non sia un'eccezione locale, ma una delle opzioni previste dalla normativa nazionale per i siti contaminati, scelta caso per caso in base alla soluzione meno impattante.
Strada regionale 429 e territorio. L'intervento riguarda un tratto strategico della SR429, infrastruttura attesa e centrale per la viabilità dell'Empolese Valdelsa. La soluzione adottata consente di mantenere in sicurezza l'area senza compromettere l'opera viaria, tema che negli anni aveva sollevato forti preoccupazioni.
La sfida ora è ricucire la frattura. Se dal punto di vista tecnico la bonifica può dirsi conclusa, resta aperta la dimensione sociale. Il sindaco ha parlato esplicitamente di una “ferita” nella comunità. La prossima fase sarà quindi duplice: proseguire con controlli rigorosi e pubblici, ricostruire la fiducia dei cittadini attraverso informazione e coinvolgimento. “Non si tratta di dimenticare – ha concluso Mantellassi – ma di fare in modo che questa vicenda insegni e rafforzi gli anticorpi del territorio che, come ci insegna la storia, non è immune da infiltrazioni”.
Con la chiusura dei lavori e l'avvio dei monitoraggi, il caso Keu entra così in una nuova fase: meno visibile, ma decisiva per certificare nel tempo la reale sicurezza dell'area.