In attesa delle analisi politiche più dettagliate, sulle bacheche facebook di alcuni dei sostenitori del sì al referendum arrivano commenti a caldo alla sconfitta elettorale.
Federico Pavese (Fratelli d'Italia)
Ho lavorato per il Sì al referendum in queste settimane. Ovviamente, come tutti i miei colleghi di zona, mentre lavoravo e mi occupavo della mia famiglia, nei ritagli di tempo. Spesso con mezzi di fortuna, con risorse inesistenti. Insomma, come facciamo, da anni, noi di Fratelli d'Italia e del centrodestra in queste valli di lacrime. E lo facciamo perché ci crediamo, nonostante le offese, i risolini, la diffidenza di tanti.
Detto questo, il risultato del Si nei comuni dell'Empolese-Valdelsa non è certamente un risultato disastroso ma nettamente in linea col risultato dei partiti del centrodestra alle elezioni regionali dello scorso ottobre. Nonostante una campagna elettorale cattiva (una delle più cattive che abbia mai vissuto… e il sottoscritto ne ha viste diverse…), siamo riusciti a mobilitare il nostro elettorato e, forse, anche qualcosa di più, vista la maggiore affluenza. A dimostrazione che se si volesse cercare di trovare un po' di classe dirigente fresca, umile, competente, da queste parti si potrebbe ampiamente pescare.
C'è poi il dato nazionale: ha vinto il no, in maniera convincente. Nessun problema, da buon democratico, ad ammettere la sconfitta.
Nessun problema ad ammettere diversi problemi di comunicazione che tutti hanno fatto, abbiamo fatto. Nessun problema ad ammettere che su un certo elettorato (quello giovane), per molteplici motivi non del tutto dipendenti da noi, dobbiamo lavorare e parecchio.
Resta il fatto che le modifiche costituzionali bocciate dal referendum confermativo, per il sottoscritto, erano modifiche di buon senso, talmente di buon senso che l'80% di chi ha fatto campagna per il no le aveva proposte in passato. Tutto qui.
Alessandro Scipioni (Fratelli d'Italia)
Il popolo ha SEMPRE ragione in democrazia. Anche – e soprattutto – quando IO PENSO CHE ABBIA SBAGLIATO. Punto e basta. Io resto fermo sulle mie convinzioni: separazione delle carriere, riforma vera della giustizia, coraggio per cambiare questo Paese. Le difenderò ovunque, senza arretrare di un millimetro, senza vergognarmene mai. Perché quando credi in qualcosa con la coscienza pulita, NON TI PIEGHI. Mai. La classe dirigente del centrodestra deve fare i conti con la realtà: ascoltare sul serio gli italiani, capirne i sentimenti veri e portarli verso riforme serie, decisive, che salvino il futuro e l'identità di questa nazione.
Oggi la maggioranza ha scelto NO alla riforma. Io non la condivido. Ma la rispetto. Profondamente. Perché la democrazia non si tocca. Viva il popolo sovrano. Viva la democrazia. Viva l'Italia!
"A livello nazionale il Si ha perso e di larga misura, ma chi per mesi ha politicizzato la campagna elettorale ridimensioni i toni trionfalistici e ammetta che a Fucecchio il NO ha avuto il peggior risultato della Città Metropolitana di Firenze. Chi parla di "scampato pericolo", di "sudditi" e di "nuovo 25 Aprile" che rispetto ha dei cittadini che la pensano diversamente?" Il no ha vinto per più di 100 voti, sicuramente troppo poco per un campo largo che, anche con le forze della sinistra più radicale, ha sostenuto e sta sostenendo l'attuale maggioranza cittadina. Di contro, il SI ha avuto una netta affermazione rispetto anche alla media provinciale e regionale, frutto una campagna mai urlata e sempre nel merito della riforma. Chi per mesi ha usato la tornata referendaria come un test sul Governo Meloni dovrebbe farsi qualche domanda e preoccuparsi del tracollo di consenso per l'amministrazione che esce da queste urne. Penso che gli italiani abbiano perso un'occasione storica per ammodernare l'Italia così come più volte proposto anche da una sinistra che oggi si rimangia tutto per un tornaconto politico a un anno dalle elezioni.
Continueró e continueremo a lavorare per Fucecchio.
Nicola Nascosti (Forza Italia)
Grazie a tutti coloro che hanno votato sì e complimenti ai vincitori
Simone Campinoti (Forza Italia)
Purtroppo è un dato che fa riflettere, a conferma che c'è poco da festeggiare.... chi ha perso quello che è stato trasformato in un inutile braccio di ferro politico, sono gli italiani, quelli che potevano oggi avere una giustizia meno inquinata da poteri oscuri come le correnti, ma se questo vuole il popolo sovrano, in democrazia pur non d'accordo sul risultato bisogna rispettarlo, sottolineando amaramente che nel 1939 il partito Nazista in Germania aveva largamente il consenso popolare, ma non era certamente dalla parte giusta della storia come abbiamo visto.
Manuela Mussetti (Fratelli d'Italia)
Speravo in una vera riforma della giustizia. Una riforma capace di cambiare davvero le cose, di restituire equilibrio, responsabilità, credibilità. E invece, ancora una volta, nulla. Nulla cambierà. Chi giudica continuerà a far parte dello stesso sistema di chi accusa. I magistrati che sbagliano continueranno a non pagare davvero, mentre le loro carriere andranno avanti senza conseguenze. Le correnti interne continueranno a pesare più del merito, con logiche di potere, scambi e spartizioni. E allora viene da chiedersi: è davvero solo un problema della magistratura? O è la politica che, per convenienza o incapacità, ha scelto di non cambiare nulla? La Giustizia Giusta, anche oggi, dovrà sperare nella prossima volta.