Cantine Leonardo da Vinci in liquidazione: finisce una storia lunga oltre 60 anni

24-03-2026 15:38 -

Si chiude una delle pagine più significative della cooperazione vitivinicola del territorio empolese. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha infatti disposto la liquidazione coatta amministrativa della Cantine Leonardo da Vinci, storica realtà fondata nel 1961 a Vinci e punto di riferimento per decenni nel panorama agricolo locale e regionale.

Una decisione arrivata nei giorni scorsi che sancisce definitivamente il fallimento del percorso di risanamento tentato negli ultimi anni. A guidare la fase di liquidazione sarà il commissario nominato dal ministero, Luigi Zingone, chiamato a gestire la vendita dei beni e a soddisfare, per quanto possibile, i creditori.

Il decreto ministeriale fotografa una situazione economica ormai compromessa: a fronte di un attivo circolante di circa 5,5 milioni di euro, la cooperativa presenta debiti a breve termine per 13,5 milioni e un patrimonio netto negativo. Un quadro aggravato anche da contenziosi aperti e da numerosi decreti ingiuntivi, segnali evidenti di uno stato di insolvenza non più sostenibile.

Eppure, solo nell’agosto del 2024, sembrava possibile invertire la rotta. La cantina aveva infatti fatto ricorso alla composizione negoziata della crisi, uno strumento che aveva consentito di congelare temporaneamente le azioni dei creditori e di provare a rilanciare l’attività. Il piano prevedeva anche un aumento della produzione fino a 40mila quintali, ma i progetti di risanamento non sono mai realmente decollati, lasciando spazio all’inevitabile epilogo.

La chiusura rappresenta un duro colpo per tutto il territorio. La Cantine Leonardo da Vinci contava quasi 200 soci conferitori e 25 dipendenti, oltre a rappresentare uno sbocco fondamentale per gran parte dell’uva prodotta nell’Empolese. Nel 2024 il fatturato aveva raggiunto i 13,2 milioni di euro, ma con una perdita significativa di 4,3 milioni, segno di un equilibrio economico ormai compromesso.

Non si tratta solo della fine di un’impresa, ma della perdita di un pezzo di identità agricola e sociale. La cantina coltivava circa 70 ettari di vigneti, alcuni dei quali situati su terreni storicamente legati a Leonardo da Vinci, ereditati dallo zio Francesco. Un legame simbolico e culturale che negli anni aveva contribuito a rafforzare il valore del marchio anche sui mercati internazionali, in particolare negli Stati Uniti, principale destinazione dell’export.

La cooperativa faceva inoltre parte del sistema di Cantine Caviro, uno dei principali player del settore a livello nazionale, noto anche per il marchio Tavernello, e partecipava alla filiera produttiva legata al brand “Leonardo da Vinci”.

Adesso si apre una fase delicata: i beni aziendali saranno progressivamente messi in vendita per tentare di coprire almeno in parte l’esposizione debitoria. Resta forte l’incertezza sul futuro dei lavoratori e dei soci conferitori, così come sulle ricadute economiche per il territorio.

Con la liquidazione della Cantine Leonardo da Vinci si chiude dunque una storia lunga oltre sessant’anni, fatta di lavoro, cooperazione e legame con la terra. Una vicenda che lascia interrogativi aperti sul futuro del comparto vitivinicolo locale e sulla tenuta del modello cooperativo in un contesto economico sempre più complesso.
(g.b.-f.p.)