Keu e bonifica, Fratelli d'Italia: servono verità, prudenza e sorveglianza continua
24-03-2026 15:46 -
Sulla vicenda del keu lungo la strada regionale 429, riceviamo questo intervento dal gruppo di Fratelli d'Italia dell'Empolese-valdelsa e volentieri pubblichiamo.
Sulla vicenda del KEU interrato lungo la SR 429, le notizie diffuse in questi giorni dall'amministrazione comunale di Empoli impongono una riflessione seria e senza forzature lessicali.
Per anni i cittadini hanno sentito parlare di bonifica, di ripristino ambientale, di interventi necessari per chiudere una ferita grave aperta nel nostro territorio. Nel tempo, dalle istituzioni regionali erano arrivate formulazioni che lasciavano intendere un percorso orientato, se necessario, anche alla rimozione del materiale contaminato. Ancora nel febbraio 2025 si parlava di interventi di ripristino ambientale. Oggi, però, il risultato concretamente presentato consiste in una messa in sicurezza permanente fondata su un nuovo sistema di impermeabilizzazione, su drenaggi e su un monitoraggio successivo di cinque anni. È un fatto politico prima ancora che tecnico: tra ciò che era stato lasciato intendere ai cittadini e ciò che oggi viene effettivamente consegnato al territorio esiste una differenza che non può essere nascosta dietro formule comunicative più rassicuranti che chiare.
Noi non facciamo allarmismo. Ma proprio perché non facciamo allarmismo riteniamo che su temi come salute pubblica, tutela ambientale e fiducia nelle istituzioni servano parole precise. Una copertura impermeabile più resistente del passato, accompagnata da canaline di scolo e da nuovo asfalto, non equivale nella percezione dei cittadini alla rimozione del materiale contaminato. E proprio qui si apre il punto più delicato: una spiegazione pubblica della scelta finale è arrivata, ma solo adesso, in modo tardivo e non organico. Dalle ricostruzioni giornalistiche degli ultimi giorni emerge che la rimozione sarebbe stata evitata perché ritenuta la soluzione meno sicura, in quanto potenzialmente idonea a determinare una maggiore dispersione degli inquinanti; allo stesso tempo è stato spiegato che la sigillatura del materiale servirebbe a impedirne il contatto con acqua e aria, contatto che in particolari condizioni potrebbe favorire la trasformazione delle sostanze presenti nel KEU in cromo esavalente. Se questa è la motivazione tecnico-scientifica alla base della decisione, allora essa doveva essere illustrata prima, meglio e più compiutamente ai cittadini, con atti, relazioni e spiegazioni pubbliche pienamente comprensibili, e non lasciata emergere solo a valle del cantiere, quando per anni si era parlato in termini diversi.
Del resto, le stesse valutazioni tecniche più autorevoli suggeriscono prudenza. ARPAT ha sì rilevato, nei monitoraggi disponibili, l'assenza di contaminazione attribuibile al KEU nelle acque sotterranee e superficiali, ma ha anche chiarito che il quadro non è certo né definitivo. Ancora più rilevante è lo studio svolto dall'Università di Pisa con ARPAT, dal quale emerge che il KEU, col passare del tempo e in condizioni ambientali, può favorire la formazione di cromo esavalente, sostanza ben più preoccupante dal punto di vista sanitario e ambientale. Questo significa che la questione non può essere archiviata con leggerezza: significa, al contrario, che la tenuta reale della copertura, l'assenza di infiltrazioni, la corretta regimentazione delle acque e la continuità dei controlli diventano elementi decisivi di tutela della salute pubblica.
Come Fratelli d'Italia Empoli rivendichiamo di aver mantenuto su questo dossier una linea coerente nel tempo. Già nei mesi scorsi avevamo chiesto chiarezza sugli orientamenti reali della Regione e del Comune, sui tempi, sui risultati delle analisi, sui protocolli da attivare in caso di eventi meteorici estremi, sulla stabilità della copertura e perfino sulla possibilità di rivalutare una bonifica integrale. Lo abbiamo fatto perché ritenevamo, e riteniamo ancora oggi, che il problema non potesse essere derubricato a semplice questione tecnica per addetti ai lavori. Qui è in gioco la sicurezza del territorio, la serenità delle famiglie che vivono nelle aree interessate e la credibilità delle istituzioni dopo anni di comunicazioni spesso oscillanti.
Per questo il nostro compito, oggi, è uno solo: vigilare. Vigileremo sulla qualità e sulla tenuta del nuovo sistema di copertura. Vigileremo sulla regolarità dei monitoraggi semestrali annunciati per i prossimi