Keu, assoluzioni e nuovi scenari

27-03-2026 21:49 -

Si ridisegna il quadro giudiziario della vicenda Keu, una delle più complesse inchieste ambientali degli ultimi anni in Toscana. Le decisioni emerse nelle ultime ore segnano un passaggio importante: da un lato una serie di proscioglimenti eccellenti, dall’altro un procedimento che resta aperto per altri imputati e continua a interrogare istituzioni e territori.

Tra i casi più rilevanti c’è quello dell’ex sindaca di Santa Croce sull’Arno, Giulia Deidda, prosciolta con la formula “il fatto non sussiste” al termine dell’udienza preliminare. Dopo cinque anni segnati dall’inchiesta, il giudice ha ritenuto infondate le accuse di associazione a delinquere e corruzione, escludendo quindi un suo coinvolgimento nel presunto sistema illecito legato alla gestione del Keu. Una decisione che chiude definitivamente la sua posizione giudiziaria senza rinvio a processo.

Deidda, che aveva guidato il Comune dal 2014 al 2024, era stata indicata dall’accusa come possibile punto di collegamento tra politica e imprenditoria nel distretto conciario. Secondo questa ricostruzione, avrebbe favorito interessi legati al consorzio Aquarno e influenzato alcune nomine strategiche. Ipotesi che però non hanno trovato riscontro nella valutazione del giudice. La stessa ex sindaca ha parlato di cinque anni “lunghi e difficili”, sottolineando come il proscioglimento rappresenti non solo una liberazione personale ma anche un momento di restituzione per l’intera comunità locale, a suo dire colpita da una forte esposizione mediatica.

Nello stesso filone giudiziario si inserisce anche l’esito favorevole per alcune realtà imprenditoriali coinvolte. Il tribunale di Firenze ha infatti assolto nel merito i rappresentanti di Chimet e disposto il non luogo a procedere per Tca, escludendo responsabilità nel conferimento delle scorie di fusione. Per entrambe le aziende è stata riconosciuta la correttezza delle attività svolte, mettendo fine al loro coinvolgimento penale.

La vicenda Keu resta però tutt’altro che chiusa. Il procedimento prosegue infatti nei confronti di altri imputati e ruota attorno all’ipotesi di uno smaltimento illecito di rifiuti derivanti dalla lavorazione conciaria. Il Keu, un granulato ottenuto dal trattamento dei fanghi di conceria, sarebbe stato utilizzato – secondo l’accusa – in opere pubbliche e sottofondi stradali in modo non conforme, con potenziali rischi ambientali legati alla presenza di sostanze inquinanti.

Parallelamente al piano giudiziario, si registra un avanzamento sul fronte ambientale. Nell’Empolese Valdelsa è stata completata la messa in sicurezza permanente del sito lungo la strada regionale 429, una delle aree simbolo della vicenda. L’intervento ha previsto impermeabilizzazione, sistemi di drenaggio e barriere di contenimento, con l’obiettivo di evitare la dispersione degli inquinanti senza procedere alla rimozione dei materiali contaminati.

Si apre ora una fase di monitoraggio destinata a durare almeno cinque anni, con controlli semestrali delle acque sotterranee e verifiche incrociate tra struttura commissariale e Arpat. Le amministrazioni locali hanno annunciato l’impegno a rendere pubblici tutti i dati, nel tentativo di ricostruire un rapporto di fiducia con i cittadini, profondamente segnato dalla vicenda.

Il caso Keu, dunque, entra in una nuova fase. Le recenti assoluzioni ridimensionano alcune delle ipotesi accusatorie iniziali, ma non esauriscono il percorso giudiziario complessivo. Resta aperta una duplice sfida: da un lato l’accertamento definitivo delle responsabilità ancora in discussione, dall’altro la gestione delle conseguenze ambientali e sociali di un’inchiesta che ha inciso profondamente su uno dei distretti produttivi più importanti della Toscana.