Bullettino Storico Empolese: tra memoria, comunità e... una riflessione lenta

29-03-2026 19:28 -

La presentazione del nuovo numero del Bullettino storico empolese si è configurata come un momento di riflessione corale sul valore della ricerca storica e sul ruolo della cultura nella vita della città. Ad aprire l’incontro è stata Rossana Ragionieri, seguita dagli interventi del sindaco Alessio Mantellassi, dell’assessore alla cultura Matteo Bensi, della presidente del consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze Daniela Mori e dalla relazione conclusiva del coordinatore scientifico Mauro Guerrini.

Rossana Ragionieri ha sottolineato con soddisfazione la grande partecipazione di pubblico, segno di un interesse vivo per la cultura. Ha quindi ripercorso le origini del Bullettino, nato nel 1957 grazie a figure come Mario Bini, Giuliano Lastraioli, Vincenzo Chianini e Corrado Masi.

Nel suo intervento ha messo in evidenza la capacità della rivista di “scavare” negli archivi e riportare alla luce una storia locale spesso dimenticata, trasformando il Bullettino in una sorta di “macchina del tempo” e in una nuova mappa culturale del territorio. Centrale è anche la sinergia tra ricerca accademica e studiosi indipendenti.

Il sindaco Alessio Mantellassi ha evidenziato la capacità del Bullettino di trasformare gli eventi culturali in riflessione duratura. Non solo cronaca, dunque, ma approfondimento.

Ha insistito sul valore della “riflessione lenta”, fondamentale in un’epoca dominata dalla velocità dell’informazione, e ha richiamato temi come:

il centenario di Gino Terreni; gli studi sui fatti del 1921; la memoria dei luoghi simbolici come il Parco della Rimembranza; la storia sociale e cooperativa del territorio. L’assessore Matteo Bensi ha proposto una riflessione sul rapporto tra memoria e storia. La memoria, ha osservato, può essere divisiva; la storia, invece, costruisce uno spazio di dialogo attraverso strumenti condivisi.

Il Bullettino diventa così una “mappa delle emergenze culturali” e anche uno stimolo per la politica culturale. Alcuni contributi, come quelli di Andrea De Marchi, Silvio De Luca e Francesco Suppa, segnalano infatti la necessità di una maggiore attenzione al patrimonio artistico.

Tra le risposte concrete, Bensi ha ricordato i lavori di accessibilità del Museo della Collegiata, sostenuti anche dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.



Mori: il valore delle fonti e della storia collettiva

L’intervento di Daniela Mori, presidente del consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze, ha posto l’accento sul significato profondo del sostegno al Bullettino.

La scelta di contribuire alla pubblicazione nasce dalla consapevolezza che questo strumento rappresenta un punto di incontro tra ricerca accademica e testimonianza diretta. Nel fascicolo trovano spazio infatti storie “di popolo”, come quelle della cooperazione e della Misericordia, che restituiscono il volto autentico del territorio.

Mori ha sottolineato il valore fondamentale delle fonti: archivi, documenti, ma anche memoria viva dei testimoni. È proprio questa integrazione tra livelli diversi di conoscenza a rendere la storia più completa e significativa.

In un tempo in cui si rischia di perdere il contatto con le radici, strumenti come il Bullettino diventano essenziali. Non solo conservano la memoria, ma offrono chiavi di lettura per il presente e il futuro. La storia, ha ricordato, è anche una fonte di orientamento e di conforto nei momenti di incertezza.



Guerrini: un numero straordinario tra memoria e ricerca

A concludere è stato Mauro Guerrini, che ha illustrato il nuovo fascicolo, il più corposo mai pubblicato.

Il numero raccoglie 17 autori, 14 saggi e 3 note, con un ricco apparato iconografico. Tra i contenuti:

lo studio sul relitto fluviale dell’Arno di Fausto Berti; i ricordi di Edoardo Piscini ed Elisabetta Bacchereti; ricerche sulla guerra, sull’arte e sulla società; il saggio su Cesare Garboli. Importante anche il rinnovamento della redazione con giovani studiosi come Francesco Suppa e Sofia Simoni.

Al centro, il metodo storico: studio rigoroso, attenzione alle fonti, riflessione approfondita.

Dai diversi interventi emerge con chiarezza l’identità del Bullettino storico empolese: non solo una rivista, ma uno spazio pubblico di conoscenza, dove ricerca, memoria e comunità si incontrano.

Uno strumento che, attraverso la lentezza dello studio e la condivisione del sapere, contribuisce a costruire una cultura diffusa, consapevole e profondamente radicata nel territorio.