Dopo il picco record a Ponzano, cala finalmente la furia del vento
01-04-2026 21:42 -
di Gordon Baldacci
Finalmente dalle prossime ore, il vento inizierà gradualmente a calare la sua furia.
Le raffiche da nord est che in queste ultime 36 ore hanno coinvolto buona parte della Toscana, diminuiranno sia in intensità che in frequenza. Una buona notizia dopo le sventagliate di questi giorni, che oltre a favorire un netto calo termico, hanno riportato indietro di un mese le lancette del clima, ormai del tutto primaverile, che ci aveva fatto credere che l'inverno non avesse più frecce al suo arco, e la stagione fosse definitivamente conclusa.
Non è stato così, localmente nel comprensorio empolese valdelsa abbiamo zone come Cerreto Guidi dove si sono raggiunti e superati i 67 km/h di raffica ieri, anche se un vero e proprio record locale, lo registriamo nella frazione di Ponzano ad Empoli, dove si sono raggiunti i 105 km/h di raffica ed una velocità del vento di circa 70 km/h. Aleggia spesso una certa confusione nell'immaginario collettivo riguardo a queste due misurazioni, che di solito sono complementari nell'analisi compiuta del dato.
La differenza principale tra velocità del vento massima (sostenuta) e raffica sta nella durata e nell'intensità istantanea. Il vento sostenuto è la media della velocità su un periodo prolungato (solitamente 10 minuti), mentre la raffica è un picco improvviso, breve e molto più intenso di pochi secondi. Proprio perché il vento ovviamente non ha una velocità costante, la raffica è un rapido e improvviso aumento della velocità del vento che supera la media di almeno 10 nodi (circa 18-19 km/h) a volte anche (20-25 km/h)
Senza contare che all'interno anche di un comune di medie dimensioni a livello territoriale come il nostro, in cui coesistono all'orografia generale, colline, vallate, fiumi; il vento si immette - a seconda della sua provenienza - in percorsi dettati sia dal paesaggio ma anche dall'urbanizzazione realizzata dall'uomo. Per capirci, sarà quasi impossibile ad esempio avere forti folate di Grecale in piazza Gramsci nella zona del parco della Rimembranza, poiché case e palazzi, deviano e indeboliscono le raffiche più importanti. Altre zone per esempio quelle a ridosso dell'Arno hanno valori contrapposti con il versante opposto ad Empoli; quello di Limite e di Spicchio, dove si sono registrati nello stesso giorno venti di oltre 50 km/h con raffiche fino a 70. Del resto il vento che sbuca dal Montalbano e scivola verso i pendii di Castra e Bibbiani, guadagna molta più velocità, richiamato in pianura dall'alveo dell'Arno che fa da vero e proprio "acceleratore" dentro il letto del fiume. Versante empolese a parità di altezza, la “placida” per modo di dire Serravalle non ha superato i 36 km/h ma di raffica, la velocità costante non tocca i 33.
Se da un lato il vento viene inibito dalla morfologia del luogo, dall'altro abbiamo il dato di Ponzano che ci dimostra che trovarsi in piena burrasca, vuol dire triplicare le raffiche del vento in intensità. Basti pensare che si sono raggiunti i 100 km/h seppur per pochi minuti alle 14 e 30 circa di ieri; mentre la velocità costante era doppia rispetto a zone come Empoli ovest e la stessa Empoli est, coperta seppur marginalmente dallo sbocco principale del vento che proveniva dall'Appennino.
La stessa Monteboro, con la stazione meteo del CFR, posizionata oltre la massima altitudine della collina, seppur esposta a buona parte dei venti orientali e sud-orientali, ha registrato raffiche importanti ma non quante quelle di Ponzano, il quale è geograficamente più esposto verso sud e quindi maggiormente raggiungibile dai venti settentrionali e nord orientali. Dati che conosciamo a menadito da molto tempo, fin da quando nella tempesta di vento del 5 marzo 2015, Ponzano raggiunse valori record di oltre 115 km/h di velocità del vento con raffiche di oltre 130, dati che nella scala Beaufort si collocano in quel segmento che viene definito “tempesta violenta” ad un solo gradino dal livello massimo quello di “uragano”.
Quella di questi giorni fortunatamente, non può neppure essere paragonabile come fase perturbata, a quell'evento ma ci mostra ancora una volta, che a differenza della pioggia che non sempre predilige le stesse zone, il vento provenendo da una specifica direzione, consegna sempre la solita classifica delle zone maggiormente interessate.
Nonostante ciò, nella giornata di ieri, un brivido ha corso sulla schiena di tanti empolesi. Nello spazio antistante la scuola Jacopo Carrucci di Pontorme, in via Monaco, un albero è stato sradicato ed è caduto su alcuni veicoli in sosta, danneggiandoli seriamente. Una donna, che in quel momento era in auto con un bambino è rimasta ferita ed è stata trasportata all'ospedale. Per fortuna le sue condizioni non sarebbero gravi. Illeso, il bambino. Sulle prime a sensazione, il forte vento è stato visto come il colpevole perfetto di un incidente che poteva trasformarsi in tragedia.
Con il passare delle ore e la catalogazione dei dati provenienti dalle stazioni attorno (caso vuole che dalla stazione meteo di Serravalle la scuola disti cento metri in linea d'aria) è scientificamente poco probabile che il vento sia l'unico responsabile per due evidenti motivi.
Il primo è che nel momento in cui l'albero è caduto non si era ancora arrivati alle raffiche oltre i 30 km/h (dovremo attendere per quel dato le 15 e 40) ma aldilà di tutto, cosa sarebbe dovuto accadere per assurdo in altre zone della città dove il vento ha raddoppiato se non triplicato il dato di Serravalle ad alberi della stessa specie? La fortuna ha assistito Ponzano o Avane e si è accanita su Pontorme? Siamo seri, non è credibile. Senza contare che essendo ormai ad aprile, quella specie arborea è già in fase di germogliamento quindi non ha neppure una siffatta chioma a raccogliere il vento e magari scaricare energia lungo un gradiente potenziale. Sono leggi elementari della fisica, nulla di più.
Ricapitolando, certamente è soffiato il vento, con intensità diverse ma comunque sempre con raffiche tra il moderato ed il forte. Ma è proprio in quella forchetta di dati fra il peggiore ed il migliore che ci rendiamo conto che nonostante tutto, la fortuna c'ha messo del suo, e che non sempre la dea bendata, è disponibile e ben disposta a farlo.