“Come l’acqua”, trent’anni di storia e voce alle donne

09-04-2026 15:29 -

Memoria, teatro e impegno civile si intrecciano domenica 12 aprile al Teatro della Misericordia, dove alle 17 va in scena “Come l’acqua - Le donne e la storia”, spettacolo che celebra il lungo percorso dell’associazione L’Acqua in Gabbia, attiva da oltre trent’anni a sostegno delle donne del territorio.

L’evento non sarà soltanto un momento culturale, ma anche un’occasione di partecipazione civica. Al termine della rappresentazione verrà infatti presentata ufficialmente la Consulta delle donne del Comune di Vinci e lanciato il progetto “Voce alle Donne. Vinci verso il cambiamento”: un questionario anonimo pensato per raccogliere esperienze, bisogni e proposte delle cittadine, così da orientare in modo concreto le future politiche locali.

Il progetto coinvolge anche il tessuto commerciale e sanitario del territorio: negozi, farmacie e ambulatori hanno aderito mettendosi a disposizione come punti di raccolta.

«L’Acqua in Gabbia ha saputo in questi anni essere un presidio fondamentale di ascolto, sostegno e crescita per tante donne del nostro territorio», sottolinea il sindaco Daniele Vanni. «Con iniziative come questa vogliamo ribadire l’impegno dell’amministrazione nel promuovere pari opportunità reali e costruire strumenti concreti di partecipazione. Invito tutta la cittadinanza a partecipare a questo momento di condivisione che unisce cultura, memoria e impegno civile».

Sulla stessa linea l’assessora alle pari opportunità Mila Chini, che evidenzia il valore di continuità tra passato e presente: «Questo spettacolo realizza un filo ideale tra l’esperienza dell’associazione e l’attività della Consulta oggi. Per costruire una realtà davvero a misura di donna abbiamo bisogno di conoscere a fondo la vita delle cittadine, e da qui nasce l’esigenza del questionario».

Sul palco prenderà forma un racconto collettivo che attraversa il Novecento, tra memoria locale e storia nazionale. La regista Alice Del Ministro spiega il senso del titolo: «L’acqua è un’energia che scorre e cambia forma, rifiutando ogni barriera. Così il pensiero femminile, silenzioso ma inarrestabile, emerge attraverso tre estratti di produzioni che hanno segnato la vita dell’associazione».

Lo spettacolo ripercorre le radici del territorio con “Le donne di casa mia” (1996), tra contadine, fiascaie e sarte e i primi scioperi femminili, passando per la Resistenza con la figura della partigiana Rina Chiarini, “Clara”. Musica e canto accompagnano il pubblico in un viaggio che va dall’analfabetismo alla conquista della consapevolezza di genere.

Il finale guarda invece all’interiorità e alla rinascita, con un estratto da “Le Donne di Barbablù” (2016), ispirato all’opera di Clarissa Pinkola Estés: un invito alla solidarietà e alla forza delle donne, capaci di ricucire e andare avanti.

L’ingresso è libero e aperto a tutta la cittadinanza. Per informazioni e prenotazioni è attivo il numero 0571933285.