Il ritorno di Leonardo in città grazie all'opera di Tincolini

16-04-2026 08:12 -

Il 15 aprile 2026 Vinci celebra il suo figlio più illustre. E nel giorno dell’anniversario della nascita di Leonardo da Vinci, la città ha inaugurato un nuovo monumento a lui dedicato, restituendo al presente la figura del Genio rinascimentale non come memoria distante, ma come presenza viva e interrogante.

L’opera, firmata dallo scultore Filippo Tincolini, si impone per dimensioni e significato: una statua in marmo bianco di Carrara alta oltre due metri, collocata su un basamento monumentale, per un peso complessivo di cinque tonnellate. Ma, al di là della sua imponenza, ciò che colpisce è il senso profondo del progetto. Non una celebrazione retorica, bensì – come ha spiegato lo stesso artista – “una conversazione”.

Un’idea condivisa anche dal sindaco Daniele Vanni, che ha sottolineato il valore simbolico dell’iniziativa: non solo un’opera d’arte nello spazio pubblico, ma un’occasione per riflettere su cosa significhi oggi Leonardo. Non un’icona immobile, ma un metodo, uno stimolo continuo alla curiosità, alla ricerca e al dialogo tra saperi.

È proprio questo il cuore del progetto: il “ritorno” di Leonardo non riguarda il passato, ma il presente. Il monumento non offre una risposta definitiva, ma pone una domanda aperta alla comunità e ai visitatori: chi è Leonardo oggi per noi? In questo senso, l’opera si inserisce perfettamente nell’identità di Vinci, città che vuole essere non solo custode della memoria, ma laboratorio contemporaneo di idee.

Significativo anche il processo creativo che ha portato alla realizzazione della scultura. Tincolini ha integrato tecnologie avanzate, come la fresatura robotica, con la lavorazione manuale del marmo, in un dialogo continuo tra macchina e gesto umano. Un approccio che richiama direttamente lo spirito leonardiano, dove arte, tecnica e conoscenza si fondono in un unico percorso di ricerca. Non a caso, lo stesso artista ha progettato il robot utilizzato per l’opera, rendendo il processo parte integrante del significato.

Accanto al monumento, la giornata inaugurale si è arricchita di un secondo momento culturale: l’apertura della mostra fotografica “Il tempo e l’istante – Genesi di un’opera”, ospitata presso il Museo Leonardiano. Attraverso gli scatti di Laura Veschi, il pubblico può entrare nel cuore del processo creativo, osservando la scultura nel suo farsi, tra materia, tempo e decisioni irreversibili.

Le immagini, in bianco e nero, raccontano la tensione della lavorazione del marmo: ogni gesto è definitivo, ogni scelta incide per sempre sulla forma. Non l’opera finita, dunque, ma il suo divenire, in un racconto visivo che restituisce ciò che solitamente resta invisibile.

Con questa inaugurazione, Vinci non si limita a celebrare il suo passato, ma rinnova il proprio legame con Leonardo in chiave contemporanea. Il genio torna così tra le strade del suo paese natale, non come figura cristallizzata nella storia, ma come presenza viva, capace ancora di interrogare il nostro tempo.