Dalla vigna al gin: la novità toscana a Vinitaly è firmata Tamburini
17-04-2026 22:12 -
Si è chiusa da pochi giorni a Veronafiere l'edizione 2026 di Vinitaly, uno degli appuntamenti più importanti a livello internazionale per il settore vitivinicolo. Anche quest'anno la Regione Toscana ha confermato la propria presenza da protagonista, introducendo una significativa novità: il debutto di “Casa Toscana”, uno stand istituzionale pensato per raccontare in modo ancora più integrato il legame tra vino, territorio e cultura.
Fin dalla giornata inaugurale, domenica 12 aprile, la presenza del presidente Eugenio Giani e dell'assessore Leonardo Marras ha sottolineato il valore strategico della manifestazione. “Siamo qui – ha ricordato Giani – non per offrire una semplice vetrina, ma per raccontare come il vino in Toscana sia espressione di storia, tradizione e identità”. Un concetto che ben rappresenta anche territori come l'Empolese-Valdelsa, dove la cultura vitivinicola si intreccia profondamente con il paesaggio e la vita delle comunità locali.
Proprio l'Empolese-Valdelsa si inserisce in questo quadro come esempio emblematico di “Toscana diffusa”: un'area meno celebrata rispetto ad altre denominazioni più note, ma ricca di autenticità, qualità produttiva e capacità di innovazione. In questo senso, le masterclass di “Vetrina Toscana Vinitaly Experience”, curate dal giornalista Leonardo Romanelli, hanno rappresentato un'occasione importante per valorizzare territori emergenti e produzioni di nicchia, offrendo degustazioni guidate abbinate ai piatti della tradizione.
Accanto alla promozione del vino, la Regione ha rafforzato anche il legame con l'enogastronomia, grazie al progetto Vetrina Toscana. In questo ambito si inserisce il protocollo siglato con l'Accademia della Fiorentina per la valorizzazione della Bistecca alla Fiorentina, simbolo identitario che si affianca al vino come ambasciatore del territorio.
Dal punto di vista economico, Marras ha ribadito il peso del comparto vitivinicolo nel PIL regionale e la necessità di rafforzarne la competitività, soprattutto in una fase globale complessa. In questo contesto, la Toscana continua a rappresentare una locomotiva nazionale, grazie anche alla capacità di coniugare grandi produzioni e realtà più piccole ma altamente qualitative, come molte aziende dell'Empolese-Valdelsa.
Tra queste, spicca la partecipazione dell'Azienda Agricola Tamburini, realtà storica situata lungo la Via Francigena, che ha portato a Vinitaly non solo le proprie etichette più rappresentative, ma anche una novità assoluta: il “Tambugin”. La titolare Emanuela Tamburini, insieme al marito Michele Jermann, ha accolto operatori e buyer presentando un progetto che amplia l'offerta aziendale pur mantenendo un forte radicamento territoriale.
Il Tambugin nasce infatti dall'utilizzo di botaniche tipiche toscane – salvia, rosmarino, lavanda, petali di rosa e ginepro – e rappresenta un esempio concreto di come anche le aziende dell'Empolese-Valdelsa sappiano innovare senza perdere identità. Un segnale importante, che dimostra come il territorio sia capace di dialogare con le nuove tendenze del mercato, aprendo prospettive interessanti anche nel mondo dei distillati.
L'edizione 2026 di Vinitaly ha quindi confermato non solo la centralità della Toscana nel panorama enologico internazionale, ma anche il ruolo crescente di territori come l'Empolese-Valdelsa, sempre più protagonisti di un racconto fatto di qualità, tradizione e innovazione. Un racconto che, grazie a iniziative come Casa Toscana, si presenta oggi in modo più strutturato e competitivo, pronto ad affrontare le sfide future del settore.