Un addio che tocca il cuore: la scomparsa di Carlo Dori, esempio di generosità e amore

17-04-2026 11:31 -

Carlo Dori, noto e amato empolese, ci ha lasciato lunedì 13 aprile all'età di 79 anni, lasciando un vuoto profondo nella sua comunità e in tutti coloro che lo conoscevano. Un uomo che, con la sua personalità solare e il suo spirito generoso, ha saputo guadagnarsi l'affetto di tutti. La sua morte, arrivata a causa di complicazioni post-operatorie dopo un aneurisma, ha sorpreso tutti. Nonostante l'intervento riuscito, Carlo non ce l'ha fatta e ci ha lasciato troppo presto, nel pomeriggio di quel lunedì che nessuno si sarebbe mai aspettato.

Dori era una figura di riferimento in città. Non solo un professionista serio e appassionato del suo lavoro, ma un uomo che ha sempre messo al primo posto gli altri. Era un uomo che se poteva tendere una mano, lo faceva senza esitazioni. La sua capacità di fare sentire ogni persona importante, di far sentire tutti a proprio agio con il suo sorriso e la sua simpatia, lo ha reso una presenza insostituibile. La sua lunga carriera nell'azienda di tensostrutture, che porta il soprannome di "Groppino", come il nonno, è solo una delle tante sfaccettature di un uomo che ha contribuito tanto alla vita di Empoli.

In molti lo ricordano con affetto e gratitudine, e in tanti sono accorsi al suo funerale, celebrato giovedì 16 aprile nella chiesa di Santa Maria a Ripa. La moglie, Rosa Bonadonna, ha voluto ricordare il marito con parole colme di amore e ammirazione. "Era una persona stupenda, amava tutti", ha detto Rosa, visibilmente commossa, aggiungendo che nonostante i suoi 79 anni, Carlo aveva amici di ogni età, una testimonianza del suo spirito giovane e della sua capacità di relazionarsi con chiunque. Il fatto che tanti abbiano voluto esserci per salutarlo e stringersi alla famiglia è la prova tangibile di quanto fosse amato. "C'è stata una folla immensa. Sapevo che ci sarebbe stata tanta gente, ma ha superato le nostre aspettative", ha raccontato la moglie, visibilmente colpita dall'affetto dimostrato dalla comunità.

Oltre alla famiglia e agli amici, Carlo Dori è stato anche un grande sostenitore di Rosa nel suo impegno politico con Europa Verde. Il suo sostegno è stato sempre incondizionato, e il suo amore per l'ambiente e per le persone era evidente in ogni azione. Carlo non era solo un marito, ma un compagno di vita che credeva nei valori in cui credeva Rosa, e insieme hanno condiviso un percorso che, purtroppo, si è interrotto troppo presto. Un mese prima della sua morte, Carlo e Rosa avevano celebrato la loro unione con un matrimonio che, pur tardivo, era il segno di un amore profondo e duraturo.

"Ci siamo amati tanto", ha ricordato Rosa, con il cuore spezzato. "Abbiamo vissuto 45 anni di vita insieme. Non eravamo sposati, ma il 13 marzo ci siamo uniti in matrimonio. Non eravamo mai pronti, ma quella mattina ci siamo svegliati e abbiamo deciso di farlo. Sono felicissima di questa scelta". Un ultimo dono, quello di coronare un amore che è rimasto vivo fino all'ultimo respiro, un amore che ora vivrà nei ricordi e nel cuore di chi lo ha conosciuto.

Carlo Dori, chiamato affettuosamente "Groppino", non è stato solo un imprenditore, ma una persona che ha saputo fare la differenza, che ha insegnato con il suo esempio cosa significhi davvero essere generosi, gentili e vicini agli altri. La sua scomparsa lascia un vuoto, ma la sua memoria rimarrà viva in tutti coloro che lo hanno avuto al fianco.

Addio, Carlo. La tua bontà e la tua luce non saranno mai dimenticate.