Una mattina di sole, ma soprattutto una mattina di memoria e riconoscenza. A Pagnana, frazione di Empoli, è stato inaugurato il parco dedicato a Liliana Lensi, maestra che per generazioni ha rappresentato molto più di un’insegnante: una guida, una presenza costante, un punto di riferimento umano e culturale. La cerimonia di intitolazione, partecipata e sentita, ha riunito istituzioni, familiari, ex alunni e cittadini. Ma al centro non c’era solo un nome da assegnare a uno spazio pubblico: c’era il legame profondo tra una donna e il territorio in cui ha insegnato, vissuto e lasciato un’impronta duratura. Non è casuale che il parco sorga proprio accanto alla scuola di Pagnana. È qui che la figura di Liliana Lensi trova il suo senso più pieno: un luogo di crescita, gioco e socialità che continua idealmente il suo lavoro educativo.
Nata nel 1927 e scomparsa nel 2003, Liliana Lensi ha insegnato in diverse realtà del territorio empolese – da Ginestra Fiorentina a Pillo, da Visignano a Torre di Montelupo – ma è proprio tra Pagnana e Avane che il suo ricordo è rimasto più vivo. Qui ha contribuito a formare generazioni di bambini in un’Italia che usciva dalla guerra e cercava nuove basi culturali e sociali.
Il parco, con i suoi giochi e gli spazi aperti, diventa così una prosecuzione simbolica della sua aula: un luogo dove crescere, incontrarsi, imparare.
Nel corso della cerimonia, il sindaco Alessio Mantellassi ha sottolineato il significato profondo dell’intitolazione: “Sono 23 anni che la maestra Liliana non c’è più e oggi il suo ricordo si concretizza in questa intitolazione. Accanto alla famiglia abbiamo anche ex allieve e ex allievi che l’hanno ricordata con affetto e stima. La figura della maestra è fondamentale nella crescita di una persona, nel modo di stare al mondo”. Un passaggio che va oltre la celebrazione individuale e tocca un tema più ampio: il ruolo spesso sottovalutato dell’insegnamento nella costruzione della società. Mantellassi ha poi evidenziato un aspetto centrale dell’esperienza di Lensi: la capacità di interpretare i cambiamenti sociali.“In Liliana Lensi troviamo le basi per un’educazione che convive con l’integrazione. Ai tempi erano le famiglie del Mezzogiorno a venire a Empoli, oggi abbiamo tantissime nazionalità. Ma il compito di includere non deve mai venire meno”. A ricordare il valore pedagogico della maestra è stata anche l’assessora alla scuola Maria Grazia Pasqualetti, che ha tracciato un profilo professionale innovativo: “Liliana è stata una maestra che ha anticipato quell’idea di scuola attiva. Ha trovato nella vocazione per l’insegnamento la forza di emergere e fare scuola a centinaia di bambine e bambini empolesi”. Secondo Pasqualetti, il parco rappresenta perfettamente la sua figura: “Quest’area verde rappresenta proprio lei, una maestra attenta agli altri fino alla fine. Ed essere qui oggi è un segnale forte di comunità”.
Una scuola, quella incarnata da Lensi, che non si limitava alla trasmissione di nozioni, ma puntava alla formazione integrale della persona, in linea con le trasformazioni del secondo dopoguerra.
Il momento più intenso della mattinata è arrivato con le parole della figlia, Mariangela Giusti, che ha restituito un ritratto più personale e profondo: “Ha saputo trasmettere ai suoi allievi i fondamenti di un’educazione democratica e di valore. Ha incarnato l’emancipazione delle donne nella seconda metà del Novecento”. Un’esistenza segnata anche da difficoltà, ma affrontata con determinazione: “La sua vita è stata caratterizzata da lutti e prove che ha superato grazie allo studio, alla tenacia e al lavoro”. Per questo, l’intitolazione del parco accanto alla scuola assume un valore simbolico ancora più forte: “È un omaggio alla sua figura e al suo ruolo di maestra che ha dedicato la vita all’educazione”. Accanto a lei, anche le nipoti Agnese e Rebecca hanno ricordato la “grande nonna”, contribuendo a rendere la cerimonia un momento familiare e collettivo insieme. L’intitolazione del parco di Pagnana si inserisce in un progetto più ampio del Comune di Empoli: un percorso di toponomastica dedicato a figure che hanno segnato la storia locale. Tra questi nomi, personalità molto diverse: dal ciclista Gino Bartali ai politici del dopoguerra, fino a educatrici e figure culturali come Giovanna Salvadori e Vera Viti. Ma la scelta di dedicare uno spazio pubblico a Liliana Lensi assume un significato particolare: riconoscere il valore di chi ha lavorato ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, per costruire la comunità. Più che una semplice intitolazione, quella di Pagnana è apparsa come una restituzione. Il parco non è solo un luogo da frequentare, ma uno spazio che racconta una storia: quella di una maestra che ha creduto nell’educazione come strumento di crescita personale e collettiva. E proprio lì, tra giochi, voci e incontri quotidiani, quella lezione continua ancora oggi.