Primo maggio a Empoli, CSA Intifada e Cobas ATI in piazza: “Contro guerre, precarietà e compressione dei diritti”

28-04-2026 18:22 -

Anche a Empoli il Primo Maggio si annuncia come una giornata di mobilitazione politica e sociale. Il CSA Intifada e i Cobas ATI hanno annunciato la loro partecipazione al corteo cittadino, rilanciando i contenuti delle recenti proteste internazionali che, lo scorso 28 marzo, hanno portato centinaia di migliaia di persone in piazza a Roma per la giornata globale del “No Kings”.

Uno slogan, “Se viviamo, viviamo per calpestare i re”, che – sottolineano gli organizzatori – ha attraversato diverse capitali europee come Parigi, Londra e Berlino, oltre agli Stati Uniti, dove le iniziative si sono moltiplicate coinvolgendo milioni di persone. Un movimento che si oppone, spiegano, agli imperialismi e ai conflitti in corso, con una critica esplicita alle azioni di leader internazionali e alle politiche del governo italiano guidato da Giorgia Meloni.

Al centro della mobilitazione anche la solidarietà al popolo palestinese, definito “vittima di genocidio”, e il sostegno a iniziative dal basso come la Sumud Flotilla. Il corteo empolese sarà simbolicamente aperto da una grande bandiera palestinese raffigurante la celebre opera Guernica.

Ma la protesta guarda anche al contesto nazionale e locale. Secondo CSA Intifada e Cobas ATI, esiste un crescente disagio sociale legato a salari bassi, aumento del costo della vita e precarietà lavorativa. Le politiche di riarmo e i conflitti internazionali, si legge nel comunicato, vengono percepiti sempre più come fattori che incidono direttamente sulle condizioni materiali delle classi lavoratrici.

Non manca una critica al sindacalismo confederale, accusato di non cogliere la portata del conflitto sociale in atto e di mantenere un’unità con organizzazioni come la CISL, ritenuta troppo vicina all’attuale governo. Nel mirino anche i contratti collettivi con salari considerati insufficienti.

Ampio spazio è dedicato alle vertenze territoriali. Viene citato il caso della GKN, simbolo della crisi industriale in Toscana, con il collettivo di fabbrica in presidio permanente da anni. Denunciate anche situazioni di illegalità ambientale, come lo smaltimento dei fanghi nel comprensorio del cuoio, e le condizioni di lavoro nel distretto tessile pratese.

Nel territorio dell’Empolese Valdelsa, invece, si punta il dito contro le esternalizzazioni nei servizi pubblici, in particolare nella gestione dei rifiuti, che – secondo i promotori – penalizzerebbero sia i lavoratori sia la qualità del servizio.

Il comunicato si chiude con una denuncia delle recenti misure governative in materia di sicurezza, considerate un tentativo di limitare il dissenso e colpire esperienze sociali alternative come centri sociali e spazi autogestiti. Tra gli esempi citati, gli interventi contro realtà come il Leoncavallo e Askatasuna.

Infine, un riferimento diretto alla situazione locale: il CSA Intifada di Empoli denuncia recenti “provocazioni” da parte della polizia municipale, ribadendo la volontà di proseguire le proprie attività.

L’appuntamento è fissato per venerdì 1° maggio alle ore 9:30 in piazza Don Minzoni a Empoli. Durante il corteo è previsto anche un collegamento telefonico con una partecipante alla flottiglia diretta a Gaza. La giornata si concluderà con un pranzo sociale presso la sede del centro sociale a Ponte a Elsa.