Al via la nuova campagna di scavo a Montelupo

05-05-2026 16:38 -

C'è una Montelupo invisibile che riposa sotto i nostri piedi, una storia fatta di reperti, monete d'argento e antiche strutture che attendono solo di essere interrogate. Da alcuni anni, il territorio dell'Ambrogiana, in particolare l'area adiacente alla Chiesa dei Santi Quirico e Lucia, è diventato un laboratorio a cielo aperto grazie alla preziosa collaborazione scientifica tra il Comune di Montelupo Fiorentino e l'Università di Pisa.Il 2025: un anno di scoperte di rilievo

La seconda campagna di scavi nel giugno 2025, ha segnato un punto di svolta nella comprensione delle nostre radici. Sotto la direzione scientifica del professor Federico Cantini, ordinario di Archeologia cristiana e medievale, studenti e ricercatori hanno riportato alla luce i tratti distintivi di quella che gli esperti identificano come la Corte Regia di San Quirico.

Non si è trattato solo del ritrovamento di singoli oggetti, ma della conferma di un insediamento complesso e organizzato, destinato alla gestione delle proprietà fiscali e al supporto logistico del sovrano e del suo seguito. Tra i rinvenimenti più interessanti dello scorso anno spiccano un ambiente ipogeo, probabilmente una cantina, e le fondamenta di un imponente granaio.

Inoltre il ritrovamento di monete d'argento della seconda metà del X secolo costituisce una prova tangibili di un centro economico vitale e di un controllo politico serrato sul territorio.

Maggio 2026: al via la terza campagna

Da lunedì 4 maggio ha preso ufficialmente il via la terza campagna di scavo che durerà fino a fine mese.

Il cantiere archeologico torna ad animarsi con la presenza degli studenti dell'Ateneo pisano, supportati costantemente dal Gruppo Archeologico di Montelupo Fiorentino e dalla cooperativa Ichnos.

L'obiettivo di quest'anno è ambizioso: espandere ulteriormente i saggi per definire i confini esatti della corte regia e comprendere come questo nucleo di potere si sia trasformato dopo la caduta dell'Impero Romano.

Ogni strato di terra rimosso è una pagina che si aggiunge al grande libro di Montelupo, permettendoci di riscoprire una "storia dimenticata" che oggi, più che mai, appartiene a tutti noi.

«La ripresa degli scavi a Montelupo è una promessa mantenuta del programma di mandato del sindaco. Crediamo infatti nella ricerca archeologica, che anche in passato ha fornito risultati essenziali per la definizione della stessa identità del nostro paese. Tanto più quando questa si coniuga con interventi di formazione grazie al coinvolgimento degli studenti.

Si tratta di un percorso unico, il cui valore rimane nell'esperienza dei partecipanti e nel recupero di una storia collettiva che ha come risultato la costruzione di una nuova narrazione culturale della nostra comunità», afferma l'assessora alla cultura Aglaia Viviani