Ecopark di Ponte a Elsa, Buongiorno Empoli: “Serve un piano per far vivere davvero gli spazi”
09-05-2026 12:54 -
A distanza di oltre vent’anni dall’inizio dei lavori, l’ex “ecomostro” di Ponte a Elsa torna al centro del dibattito politico cittadino. A sollevare il tema è Buongiorno Empoli, che in un comunicato stampa esprime preoccupazione per il futuro dell’Ecopark, il grande complesso inaugurato il 17 dicembre 2025 dopo un lungo e travagliato percorso di recupero.
La struttura, rimasta incompiuta e abbandonata per anni dopo il fallimento dell’impresa costruttrice, era diventata nel tempo uno dei simboli più discussi della frazione empolese. Gru e ponteggi deteriorati, ricordano dal movimento, avevano alimentato per anni timori legati anche alla sicurezza dell’area.
Il recupero dell’immobile è stato completato grazie a un investimento complessivo di circa 6 milioni di euro, superiore ai 5,4 milioni inizialmente preventivati. Un intervento che ha restituito alla città uno spazio moderno e multifunzionale, destinato a ospitare servizi pubblici e attività per il quartiere.
Secondo Buongiorno Empoli, però, dopo l’inaugurazione starebbe emergendo una difficoltà concreta nel rendere pienamente operativo il complesso. Se da una parte l’apertura dell’URP e della biblioteca viene giudicata positivamente, dall’altra il movimento parla di un rallentamento nelle procedure di assegnazione degli altri spazi disponibili.
Una situazione che, secondo il comunicato, rischia di lasciare sottoutilizzata una struttura considerata strategica per Ponte a Elsa nuova, quartiere caratterizzato da una forte presenza di famiglie, bambini e giovani che frequentano anche le aree verdi circostanti.
Da qui la proposta avanzata da Buongiorno Empoli: rivedere i criteri di assegnazione degli spazi dopo che il primo bando sarebbe andato deserto. Alla base del mancato interesse, secondo il gruppo, ci sarebbero i costi troppo elevati richiesti ai soggetti partecipanti.
L’idea è quella di pubblicare nuovi bandi gratuiti rivolti alle associazioni del territorio, così da favorire attività culturali, sociali e aggregative capaci di animare stabilmente l’Ecopark e trasformarlo in un punto di riferimento per il quartiere. Parallelamente, viene suggerita anche la possibilità di destinare alcuni locali a enti pubblici, evitando locazioni onerose a privati ma garantendo comunque servizi alla cittadinanza.
Nel comunicato emerge inoltre una riflessione più ampia sulla pianificazione urbana e sugli investimenti pubblici in città. Buongiorno Empoli si interroga infatti sulla reale necessità di una struttura di tali dimensioni, ipotizzando che un intervento più contenuto, con maggiori spazi verdi e costi inferiori, avrebbe potuto rappresentare una scelta più sostenibile.
Infine, il movimento allarga il ragionamento ad altri importanti progetti cittadini già avviati o in programma: dal recupero del Cinema La Perla al futuro Teatro Comunale, passando per Hope, il vecchio ospedale, Palazzo Ghibellino e l’acquisto dell’attuale Palazzo Comunale. La domanda posta è netta: Empoli sarà davvero in grado di riempire e valorizzare tutti questi spazi nel lungo periodo, oppure il rischio è quello di creare più contenitori di quanti la città possa realisticamente sostenere?