Empoli, Fratelli d’Italia denuncia il fallimento della “call for ideas” per il centro storico
13-05-2026 08:49 -
La chiusura anticipata della “call for ideas” del progetto Apri Empoli rappresenta, secondo il Coordinamento di Fratelli d’Italia Empoli, più di un semplice problema amministrativo: sarebbe il segnale di una crisi strutturale del centro storico cittadino.
Secondo quanto riportato dalla stampa locale, il bando è stato chiuso prima del previsto perché i proprietari dei fondi sfitti non hanno aderito, impedendo così l’assegnazione degli spazi alle nuove attività. Sul fronte delle imprese, inoltre, sarebbe arrivato un solo progetto, destinato a ricevere esito negativo. In sostanza, il tentativo di riattivare una parte del Giro d’Empoli sarebbe caduto nel vuoto.
Apri Empoli non è una novità: già nel 2025 l’amministrazione aveva presentato il progetto come strumento per “ripopolare” i fondi sfitti attraverso il riuso temporaneo, con interventi di manutenzione ordinaria, pulizia e copertura delle utenze a carico del Comune. Tuttavia, il percorso precedente aveva prodotto l’assegnazione di un solo fondo in via Lavagnini, per tre mesi e con un investimento pubblico di circa 9 mila euro, risultato ritenuto insufficiente dai rappresentanti di Fratelli d’Italia.
Secondo il partito, il problema non riguarda solo i proprietari dei fondi o la scarsa partecipazione delle imprese, ma una mancanza di fiducia e di sostenibilità economica: “Nessun bando può funzionare se il contesto urbano non è percepito come attrattivo, sicuro e capace di generare reddito”, si legge nel comunicato.
Il Coordinamento critica inoltre l’amministrazione comunale per aver tentato di intervenire sugli effetti della crisi commerciale, senza affrontarne le cause: “Ha affidato troppo spesso il rilancio del centro a eventi ed iniziative episodiche, senza costruire una visione di lungo periodo per l’identità commerciale e culturale del centro storico”.
Fratelli d’Italia Empoli propone la creazione di un vero “Patto per il Centro”, coinvolgendo proprietari, commercianti, associazioni di categoria, residenti e operatori culturali. Tra le misure suggerite, incentivi per canoni sostenibili, politiche di accessibilità e sosta, presidio urbano, promozione coordinata, tutela delle attività storiche e integrazione di funzioni culturali.
“La vicenda Apri Empoli dimostra che il tempo degli annunci è finito – conclude il comunicato –. Il centro storico non ha bisogno di operazioni tampone, ma di una visione chiara e duratura”.