Empoli, la Costituzione consegnata ai nuovi italiani: una festa di volti, storie e futuro
02-06-2026 13:58 -
di Emilio Chiorazzo
Una festa. Colorata, informale, multiforme. C'è chi indossa l'abito elegante delle grandi occasioni, chi sceglie il vestito tradizionale del Paese d'origine, chi sorride davanti all'obiettivo e chi, vinto dalla timidezza, evita persino la foto di rito. C'è anche chi rompe il protocollo e si avvicina al sindaco per chiedere un selfie da conservare nel diario di scuola.
Nel salone dell'ex Cenacolo degli Agostiniani, gremito oltre ogni previsione, la Festa della Repubblica assume il volto concreto delle persone. Famiglie intere, bambini che corrono tra le sedie, nonni emozionati, genitori che stringono tra le mani la copia della Costituzione italiana appena ricevuta.
Tra loro c'è Ares, il più piccolo cittadino italiano della mattinata. Ha appena sei mesi ed è arrivato in braccio al padre, diventato cittadino italiano insieme a lui. La Costituzione la leggerà tra qualche anno. Per ora è un piccolo volume stretto nelle mani dei suoi genitori, mentre la madre immortala il momento con il cellulare. Un giorno gli racconteranno di quella mattina del 2 giugno 2026, quando è entrato ufficialmente a far parte della comunità italiana.
È forse questa la fotografia più autentica della cerimonia organizzata dal Comune di Empoli per celebrare gli ottant'anni della Repubblica e del primo voto delle donne: non una semplice formalità amministrativa, ma il punto di arrivo di percorsi lunghi, spesso complessi, fatti di lavoro, studio, sacrifici e integrazione.
La sala è piena in ogni ordine di posti. Molte persone restano in piedi, altre seguono dalle porte aperte. È il segno tangibile di un fenomeno che negli anni ha cambiato il volto della città: sono centinaia le persone che ogni anno ottengono la cittadinanza italiana e scelgono Empoli come luogo in cui costruire il proprio futuro.
Al tavolo della presidenza siedono il sindaco Alessio Mantellassi e la presidente del Consiglio comunale Simona Cioni. Accanto a loro, Genni Mugnaini chiama uno a uno i nuovi cittadini per la consegna della Costituzione. Ogni nome racconta una storia diversa, ogni cognome parla di origini lontane che oggi trovano una casa comune.
Quando salgono sul palco, molti sorridono. Alcuni trattengono a fatica l'emozione. Qualcuno stringe la mano al sindaco con particolare vigore. Altri alzano la Costituzione per mostrarla ai familiari seduti in fondo alla sala. I bambini applaudono senza preoccuparsi troppo del cerimoniale.
"La democrazia italiana compie ottant'anni", ricorda il sindaco Mantellassi aprendo la cerimonia. Un anniversario che coincide con gli ottant'anni del suffragio femminile e che assume un significato particolare proprio davanti a una platea composta da persone provenienti da decine di Paesi diversi. "La Repubblica continua ad aderire ai valori che hanno dato vita alla nostra Costituzione", sottolinea il primo cittadino. Parole che risuonano con forza in una sala dove si intrecciano lingue, culture e percorsi differenti. "Questo testo che vi consegniamo unisce diverse culture, diverse provenienze, ed è fatto in modo che tutti si possano riconoscere".
La Costituzione, in fondo, è proprio questo. Non soltanto un insieme di regole. È un patto collettivo. Un linguaggio comune che permette a persone nate in continenti diversi di riconoscersi negli stessi diritti e negli stessi doveri.
Per molti dei presenti il traguardo della cittadinanza rappresenta la conclusione di un percorso iniziato anni prima. Dietro ogni documento consegnato si nascondono pratiche burocratiche, esami, attese, lavoro, figli cresciuti nelle scuole italiane, amicizie costruite nei quartieri della città.
La presidente del Consiglio comunale, Simona Cioni, richiama proprio questo significato profondo della giornata. "Consegnare la Costituzione - spiega - significa accogliere pienamente nuove concittadine e nuovi concittadini nella comunità civile, affidando loro un documento che custodisce i valori della libertà, della dignità, dell'uguaglianza e della democrazia".
Valori che per molti dei presenti non sono concetti astratti. Sono esperienze vissute. Sono la possibilità di studiare, lavorare, partecipare, esprimersi liberamente e costruire il proprio futuro.
La cerimonia si conclude tra applausi e fotografie. Poi la festa esce dal Cenacolo e si riversa nelle strade del centro storico. Il corteo attraversa Empoli accompagnato dalla banda del Centro Attività Musicali. Le note musicali si diffondono tra le vie mentre famiglie e amici si mescolano ai cittadini che osservano il passaggio.
L'ultima immagine della mattinata è quella della grande foto di gruppo in piazza Farinata degli Uberti. Decine e decine di volti diversi raccolti sotto lo stesso cielo e davanti agli stessi simboli della Repubblica.
Ottant'anni fa gli italiani sceglievano la Repubblica e le donne votavano per la prima volta. Oggi, a Empoli, quella stessa storia continua attraverso nuove cittadine e nuovi cittadini che ricevono la Costituzione e diventano parte di una comunità più ampia. Una comunità che cambia volto, si arricchisce di nuove esperienze e continua a crescere. Proprio come la democrazia, che vive soltanto quando sa accogliere, includere e riconoscere ogni persona come parte della stessa storia.