Nella città Metropolitana crescono le imprese guidate da immigrati

03-06-2026 11:25 -

Nella Città Metropolitana di Firenze quasi una impresa su cinque è guidata da un immigrato. E mentre quelle condotte da italiani arretrano, l'imprenditoria straniera continua a crescere. È quanto emerge dall'ultimo Rapporto Immigrazione e Imprenditoria elaborato dal Centro Studi IDOS in collaborazione con CNA: a fine 2024 le imprese condotte da stranieri erano 19.743, il 19,3% del totale, un'incidenza superiore sia alla media toscana (16,4%) sia a quella nazionale (11,3%).

Con quasi un terzo di tutte le imprese immigrate toscane concentrate in un solo territorio (30,8%), Firenze è il primo polo regionale del fenomeno. Ma è la traiettoria a colpire più della dimensione. Nel 2024 nella Metrocittà, l'imprenditoria straniera è cresciuta del 2,6% rispetto all'anno precedente, mentre quella italiana ha segnato un calo dell'1,5%. Sul decennio 2014-2024 la forbice si allarga ulteriormente: più 27,4% per le imprese condotte da stranieri, meno 11% per quelle condotte da italiani.

"Questi numeri confermano che l'imprenditoria immigrata non è una presenza congiunturale nel nostro sistema economico, ma una componente che lo sostiene strutturalmente - afferma Francesco Amerighi, presidente di CNA Firenze Metropolitana -. Cresce quando quella autoctona cala, resiste alle crisi, crea occupazione. Per un territorio come il nostro, che deve fare i conti con un tessuto produttivo che fatica a rinnovarsi, questo dinamismo è una risorsa. Sarebbe un errore non riconoscerlo e non accompagnarlo con politiche e servizi adeguati."

Il Rapporto racconta anche chi sono questi imprenditori e dove operano. Vengono per l'81,9% da paesi extra-UE: la comunità cinese è la più numerosa, con il 27,2% dei titolari, seguita da albanesi (13,5%), rumeni (12,7%), marocchini (10,3%) e bangladesi (3,2%). Operano prevalentemente nelle costruzioni (26,7%) e nel commercio (22,5%), ma colpisce il peso della manifattura (19,4%), che a Firenze supera nettamente la media toscana. Vale la pena segnalare anche che il 26,7% di queste imprese è guidato da donne e l'11,7% da under 35: quote che superano la media generale della Città Metropolitana, dove le imprese femminili si fermano al 22,5% e quelle giovanili al 7,3%.

"Colpisce il peso delle imprese guidate da donne e giovani, entrambe sopra la media della Città Metropolitana - osserva Lorenzo Cei, direttore generale dell'associazione -. È un indicatore di vitalità che merita attenzione: molte persone di origine straniera scelgono di investire stabilmente su questo territorio, assumendosi il rischio di fare impresa. Spesso l'attività autonoma rappresenta non solo una scelta professionale, ma uno strumento di autonomia economica e integrazione. In un contesto segnato dall'invecchiamento imprenditoriale e dalla difficoltà del ricambio generazionale, questa capacità di iniziativa è una risorsa che il territorio non può permettersi d