Anche le medie di maggio hanno il segno più davanti

08-06-2026 15:48 -

di Gordon Baldacci

La primavera meteorologica si è chiusa il 31 maggio scorso. Con la prima decade del mese di giugno, arrivano i dati sull’andamento climatico sia del mese appena concluso, che della stagione primaverile 2026. Maggio si era aperto con una fase piuttosto fredda per la sua prima decade, con una serie di giornate dapprima instabili, poi di maltempo localmente estremo; cumulando la pioggia di un mese in poco più di 72 ore. Successivamente una nuova impennata termica, che non ha stabilito nuovi record locali, ma ci ha catapultati comunque, in un contesto pienamente estivo; ben oltre 8 gradi rispetto alle medie del mese.

Per quanto maggio fosse partito sottomedia, il netto sopramedia della parte finale del mese ha portato l’anomalia termica in territorio ampiamente positivo. Eh si, anche maggio 2026 ha il segno + davanti, +1.7 C° rispetto alle medie del periodo. Dal punto di vista pluviometrico su Empoli il dato finale è di 90.4 mm, 19.75% in più rispetto alle medie trentennali, complice ovviamente il peggioramento di inizio mese, dalle sembianze autunnali più che primaverili. A conti fatti però la primavera 2026 si è rivelata in media 2.0 C° più calda, ma con il 21% di precipitazioni in meno, sempre guardando le medie pluviometriche trentennali.


Del resto, il surplus del mese di maggio, non poteva coprire l’esigua quantità d’acqua caduta nel mese di aprile, quando è venuta a mancare il 95% delle precipitazioni abituali. Senza contare che il mese di marzo, oltre a catapultarci in una primavera anticipata dal punto di vista termico, è stato anche piuttosto avaro dal punto di vista precipitativo, è piovuto il 46% in meno. Uscendo dal nostro orticello, maggio si è dimostrato tutto sommato mite su buona parte della penisola, ma diviso dalla dorsale appenninica che ha fatto da spartiacque per le piogge; in surplus il versante occidentale, in deficit quello orientale e settentrionale. Dal mondo nel suo insieme le notizie non sono delle migliori; a livello globale il 2026 ha iniziato a superare il 2025 e portarsi al trend del 2024, uno degli anni più caldi del decennio e non solo. Senza contare che il proliferare nelle stagioni di transizione di fenomeni violenti e concentrati in pochi giorni, quest’ultimi, non permettono quasi mai, di recuperare sia dal punto di vista delle piogge che in generale, un trend termico meno esasperato. Come non sono due giorni di dieta a farci perdere 15 kg, se poi nel resto del mese, ci ingozziamo come pitoni, il clima pur con dinamiche meno ordinate, si rapporta allo stesso modo. Tre giorni di neve in Appennino, a maggio hanno fatto clamore; sono anzi erano la normalità. Eppure oggi, vuoi i media, vuoi la memoria a corto raggio della gente, vengono visti come una glaciazione: come se appunto, “qualcuno” avesse spento il Riscaldamento Globale.

La buona notizia è che almeno per la prima metà del mese di giugno, non si prevedono lunghe ondate di calore, di matrice africana o afro-mediterranea. Questo non significa che poi non arriveranno ondate di caldo feroci, ma che in qualche modo rosicchiamo giorni, settimane, nel periodo in cui più che l’estate - quella astronomica deve ancora iniziare - sono le giornate che sono le più lunghe dell’anno a spalmare il calore su più ore. Di conseguenza se in questo periodo dell’anno (vedi giugno 2025) dovessimo incappare in una ondata di calore estremo, la fase più calda estrema durante le ore del giorno sarebbe più estesa rispetto a fine luglio, a causa dell’arco diurno più lungo che il sole percorre in queste settimane.

Semplificando: i dati climatici passati ci dimostrano che ad esempio, 37 gradi a giugno di valore massimo, si toccano e permangono anche per 50/60 minuti. Ai primi di agosto gli stessi 37 gradi perdurano per molto meno quasi 30/35 minuti, ben mezz’ora in meno rispetto ai giorni attorno al solstizio d’estate.

A proposito di questo, nei prossimi giorni affronteremo un tema un po’ curioso, un fenomeno che è figlio proprio della sfericità della terra e dell’eclittica che percorre attorno al sole, il nostro pianeta. Con buona pace oltre che dei negazionisti climatici, anche dei terrapiattisti.