Empoli racconta la Storia dai margini: torna /contè.sto/, il festival che dà voce ai protagonisti dimenticati
09-06-2026 14:28 -
Tre giorni per interrogare il passato e comprendere il presente. Tre giorni per osservare la Storia da prospettive insolite, attraverso donne e uomini che ne hanno attraversato le pieghe più controverse, spesso lontano dai riflettori. Dal 18 al 20 settembre Empoli torna a essere capitale della riflessione storica con la seconda edizione di /contè.sto/, il festival di storia contemporanea promosso dal Comune di Empoli con il patrocinio della Regione Toscana e il sostegno di Unicoop Firenze.
Dopo il successo del debutto, la manifestazione ideata e diretta dallo storico Carlo Greppi si presenta con un programma ancora più ricco e ambizioso, capace di intrecciare divulgazione rigorosa, ricerca, partecipazione pubblica e grandi ospiti della scena culturale italiana e internazionale.
L'obiettivo resta quello che ne ha decretato il successo: raccontare la Storia attraverso coloro che l'hanno fatta, nel bene e nel male, restituendo complessità a vicende e protagonisti spesso relegati ai margini delle narrazioni ufficiali.
Un festival che crescePer la Regione Toscana il festival rappresenta ormai una realtà consolidata nel panorama culturale nazionale. «Il festival /contè.sto/ rappresenta un appuntamento culturale, anche di respiro internazionale, di grande valore per la Toscana, capace di coniugare divulgazione, approfondimento e partecipazione», sottolinea l'assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti.
Secondo Manetti, il valore dell'iniziativa risiede proprio nella sua capacità di utilizzare la storia come strumento di interpretazione del presente: «Attraverso il racconto di donne e uomini che hanno contribuito a costruire la storia, questa manifestazione offre strumenti preziosi per comprendere il presente e leggere con maggiore consapevolezza le sfide del nostro tempo».
La cultura, aggiunge l'assessora, «è un bene comune che crea conoscenza, dialogo e coesione sociale», e manifestazioni come questa dimostrano «quanto sia importante investire in occasioni accessibili e di qualità rivolte a tutta la cittadinanza».
Empoli, conclude Manetti, si conferma così «un luogo vivace, di respiro anche internazionale, luogo di produzione culturale e confronto che ospita protagonisti autorevoli con pubblici diversi in un percorso di riflessione condivisa».
Parla apertamente di una sfida riuscita il sindaco Alessio Mantellassi, che rivendica il percorso compiuto dalla manifestazione in appena due anni.«Il festival /conté.sto/ quest'anno fa un salto di qualità non indifferente», afferma il primo cittadino. La scelta compiuta nel 2024 di creare a Empoli un festival di storia contemporanea completamente gratuito si è rivelata vincente. «La scommessa dello scorso anno, quella legata al debutto di un festival di storia contemporanea totalmente gratuito a Empoli, dove ci si prende del tempo per approfondire temi importanti, è stata una scommessa indubbiamente vinta». Da qui la decisione dell'amministrazione comunale di continuare a investire con convinzione nel progetto. «Grazie al programma di questa seconda edizione, curata dal direttore scientifico Carlo Greppi, alziamo il livello per porre /conté.sto/ tra i grandi appuntamenti della nostra regione». Mantellassi guarda anche al valore simbolico dell'evento per la città: «Chiuderemo in grande l'estate empolese con la città che si apre a grandi ospiti come Pankaj Mishra, Pier Luigi Bersani, Ascanio Celestini e tanti altri esperti per raccontare la Storia dal punto di vista di chi, nel bene o nel male, ha contribuito a farla».
Guardare il mondo dai marginiLa chiave interpretativa del festival viene spiegata dall'assessore alla Cultura Matteo Bensi, che individua nel cambio di prospettiva uno degli elementi più innovativi della manifestazione.«/contè.sto/ offre alla città la possibilità di acquisire una prospettiva più ampia sulla storia contemporanea, per via di comparazione, empatia e immaginazione».
Un approccio che sarà evidente sin dall'apertura con lo scrittore e saggista indiano Pankaj Mishra. «Con la lezione di Pankaj Mishra, che dà avvio al Festival, adotteremo il punto di vista di chi ha subito l'imperialismo occidentale dai margini dell'Impero e allora vedremo cambiare non solo lo scenario, ma anche le domande che interrogano il presente».
Lo stesso metodo guiderà anche gli eventi collaterali del programma "Fuori contè.sto". «Proveremo a riappropriarci del contributo della nostra città alla grande Storia, anche qui a partire dai margini, dalla provincia. Perché è sempre e comunque dai margini che si vede con più nitidezza».
A confermare il sostegno del main sponsor è Daniela Mori, presidente del Consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze.«Con entusiasmo rinnoviamo il nostro sostegno a questa seconda edizione del Festival Contesto, un evento di grande rilievo culturale che offre occasioni di riflessione comune sulla Storia, entrando nel cuore degli eventi e delle vite di coloro che ne hanno segnato il corso». Per Mori il festival rappresenta un'occasione concreta di partecipazione collettiva e di crescita civile. «È un'iniziativa ricca di spunti utili a comprendere il nostro presente e aperta alla partecipazione di tutti, che incontra il nostro impegno per diffondere la cultura come bene comune alla portata di tutti e come risorsa accessibile con cui nutrire bene la mente». Una funzione particolarmente importante nel contesto contemporaneo.«Anche in un momento storico così difficile puntiamo sulla cultura, perché pensiamo che sia un investimento sul futuro, una risorsa essenziale per tenere la nostra comunità coesa». Da qui l'invito rivolto ai soci Coop e a tutta la cittadinanza a partecipare agli appuntamenti che animeranno Empoli dal 18 al 20 settembre. Il festival entrerà nel vivo sabato 19 settembre con un fitto calendario di incontri dedicati a figure che hanno segnato la storia in ambiti diversi. Nel tardo pomeriggio, alle 18, in piazza Farinata degli Uberti, lo storico della scienza Massimo Bucciantini guiderà il pubblico in un viaggio tra "scienziati & scienziate", raccontando il ruolo della ricerca e delle sue protagoniste e protagonisti nel cambiamento delle società contemporanee. La serata si concluderà alle 21 in piazza del Popolo con Mariano Tomatis, autore e studioso delle culture popolari, che proporrà una lezione originale dedicata alle "veggenti", esplorando il confine tra credenza, immaginario collettivo e storia culturale.
Domenica tra religione, colonialismo e ResistenzaL'ultima giornata del festival, domenica 20 settembre, si aprirà alle 10 in piazza Madonna della Quiete con Claudio Ferlan, che affronterà il tema dei "religiosi & religiose", analizzando il ruolo delle istituzioni e delle figure religiose nella storia contemporanea.
Alle 11.30, in piazza del Popolo, sarà la volta di Valeria Deplano con una riflessione su "coloni & colone", per affrontare uno dei capitoli più complessi e spesso rimossi della storia moderna e contemporanea.
Nel pomeriggio il festival si sposterà nel Chiostro degli Agostiniani.
Alle 15, lo storico Bruno Maida, tra i massimi studiosi dell'infanzia nel Novecento, terrà un incontro dedicato a "bambini & bambine", restituendo voce e centralità ai più giovani nei processi storici.
Alle 16.30, in piazza Farinata degli Uberti, la storica delle relazioni internazionali Valentine Lomellini analizzerà il fenomeno di "terroristi & terroriste", affrontando uno dei temi più delicati e controversi della contemporaneità.
Alle 18, in piazza del Popolo, spazio alla memoria della Resistenza con Chiara Colombini, che parlerà di "partigiane e partigiani", riportando al centro il ruolo delle donne e degli uomini che contribuirono alla liberazione dell'Italia dal fascismo.
Alle 19.30, in piazza Farinata degli Uberti, Giuseppe Laterza condurrà invece una riflessione dedicata a "editori & editrici", figure fondamentali nella costruzione del dibattito pubblico e nella diffusione delle idee.
A chiudere il festival sarà uno degli appuntamenti più attesi dell'intera manifestazione. Alle 21, in piazza Farinata degli Uberti, andrà in scena "Pasolini fronte/retro", incontro che vedrà protagonista Ascanio Celestini, intervistato dal direttore scientifico Carlo Greppi. Attore, regista, scrittore e tra i maggiori interpreti del teatro di narrazione italiano, Celestini ha costruito la propria ricerca artistica attraverso un rigoroso lavoro sulle fonti e sulle testimonianze orali, restituendo voce alle classi popolari, agli esclusi e alle memorie dimenticate. Dalle Fosse Ardeatine ai manicomi, dalle periferie alle storie del lavoro, il suo percorso rappresenta uno dei più significativi esempi di impegno civile nel panorama culturale italiano. L'incontro offrirà l'occasione per riflettere sull'eredità di Pier Paolo Pasolini anche alla luce del nuovo libro di Celestini, Pasolini. Una vita, anzi due, pubblicato da Laterza e in uscita il 19 giugno. Sarà una conclusione ideale per un festival che ha scelto di interrogare il passato attraverso le vite delle persone, restituendo complessità alle vicende storiche e invitando il pubblico a guardare il presente con occhi diversi. In un tempo attraversato da conflitti, trasformazioni e nuove domande sulla memoria collettiva, /contè.sto/ conferma la propria vocazione: fare della storia non un archivio immobile, ma uno strumento vivo di conoscenza, confronto e cittadinanza. Tutte le informazioni e il programma completo sono disponibili sul sito ufficiale del festival.