Vinci, il centro-destra boccia il bilancio: “Spese folli e cantieri infiniti”

12-06-2026 16:24 -

Il consiglio comunale di Vinci è stato teatro di un acceso scontro politico sul bilancio comunale. I consiglieri di opposizione di centro-destra – Alessandro Scipioni, Andrea Parri, Egidio Varrecchia e Manuela Mussetti – hanno espresso un netto voto contrario alla variazione di bilancio proposta dalla Giunta PD, definendo la gestione della cosa pubblica “privatistica e autoreferenziale”.

Secondo i consiglieri, l’amministrazione avrebbe operato con “effetto sorpresa”, prendendo decisioni importanti senza alcun coinvolgimento del Consiglio Comunale. Al centro della polemica, la scelta di stanziare oltre 235.000 euro per nuove installazioni museali, definita dall’opposizione come “l’arroganza di vantarsi di scelte scriteriate”, mentre la maggioranza ha rivendicato l’operazione come un atto di “coraggio”.

Opere incompiute e degrado
L’opposizione punta il dito contro i cantieri ancora aperti e le opere pubbliche incompiute. La pavimentazione di Via Roma presenta ancora gravi problemi, i cantieri finanziati dal PNRR sono lontani dalla conclusione causando disagi ai cittadini e ai commercianti, e la Biblioteca Leonardiana versa in condizioni di umidità e muffa da oltre quindici anni.

Spese sproporzionate
I consiglieri criticano anche alcune voci di spesa giudicate eccessive o poco giustificate: 75.000 euro dall’avanzo di amministrazione per un bagno pubblico in Via dei Martiri, 170.000 euro per gli arredi del progetto PINQUA, già beneficiario di milioni di fondi PNRR, 80.000 euro per una nuova caldaia all’IRSOO e addirittura 600.000 euro per il restauro di tre locali di circa 70 mq destinati a ospitare il “drago leonardesco”.

Un bilancio contro i servizi essenziali
“Si spendono fortune per spazi ridotti e progetti d’immagine, mentre il centro storico di Vinci rimane al buio per una pubblica illuminazione carente”, hanno concluso i consiglieri Scipioni, Parri, Varrecchia e Mussetti. Il loro “no” alla variazione di bilancio è stato definito un atto di responsabilità: non diventare complici di una gestione che, secondo l’opposizione, dimentica le necessità quotidiane dei cittadini per finanziare iniziative di facciata.