Stiamo per registrare l’alba più anticipata dell’anno, ecco perché

14-06-2026 12:00 -

di Gordon Baldacci

Tutti sappiamo che i giorni più corti e più lunghi dell'anno coincidono con i solstizi (il 21 dicembre per quello invernale e il 21 giugno per quello estivo. Talvolta queste date si spostano sia in avanti che indietro di 24/36 ore; così da avere dei solstizi il 20 o il 22 del mese. Resta il fatto che questi punti estremi e speculari sono la conseguenza della declinazione del sole sulla Terra. Tale moto apparente è causato dall'inclinazione dell'asse di rotazione terrestre rispetto al piano dell'orbita della Terra intorno al Sole. Se la declinazione aumenta, aumenta pure la lunghezza dell'arco diurno, e dunque l'alba sarà anticipata ed il tramonto invece sarà posticipato. Al contrario, se la declinazione diminuisce, l'alba verrà posticipata ed il tramonto anticipato. Tuttavia in questo periodo dell'anno, ci si accorge che le variazioni di alba e tramonto non sono simmetriche, anzi in questi giorni stiamo per registrare l'alba più anticipata dell'anno, mentre a fine mese il tramonto più tardivo. Se il giorno dell'anno in cui avviene il solstizio è quello più lungo - o breve - in base alla stagione, allora perché ci troviamo di fronte a questa sfasatura?



Bagliori e abbagli



La risposta è legata un altro effetto da tenere in considerazione: la variazione del ritardo o dell'anticipo del Sole vero sul Sole medio. Ciò deriva dall'eccentricità dell'orbita terrestre e dalla velocità con cui la Terra percorre l'orbita che, in base alla seconda legge di Keplero, non è costante. In altre parole, il Sole, visto da una certa località, non si muove da est ad ovest tutti i giorni con la stessa velocità, ma in certi periodi dell'anno decelera lievemente, invece in altri periodi accelera. Tale variazione è la causa dello spostamento del Mezzogiorno locale e si rappresenta con la cosiddetta equazione del tempo. Alle nostre latitudini l'effetto della variazione di declinazione è molto superiore alla variazione dell'equazione del tempo e così in generale l'alba ed il tramonto vengono spostati nel senso dettato dalla variazione di declinazione. Tuttavia nel periodo del solstizio, in cui ci troviamo ora, la declinazione varia pochissimo o per nulla, l'equazione del tempo è dominante e sposta l'alba e il tramonto, anche in senso contrario a come vorrebbe la variazione di declinazione.


Un contesto speculare che vede un paradosso simile anche in inverno. Dopo l'8 dicembre l'effetto della variazione di declinazione (negativa: ritarda l'alba e anticipa il tramonto) è superato dall'equazione del tempo, che invece ritarda sia l'alba che il tramonto. Il risultato netto è che fino all'8/10 dicembre il tramonto anticipa sempre di più, e dopo tale data comincia a ritardare. L'equazione del tempo ha il sopravvento fino al 5 gennaio, quando l'effetto della declinazione è preponderante e dunque l'alba smette di ritardare. Da quel giorno l'alba anticipa sempre più ed il tramonto ritarderà sempre più. La stessa cosa, seppur meno accentuata, si verifica intorno al solstizio d'estate: si ha l'alba più anticipata attorno al 15 giugno e il tramonto più tardivo più o meno il 26 giugno. Ogni anno proprio perchè si tratta di una traiettoria ellittica e non rotonda, queste date possono cambiare di qualche giorno, in ritardo o in anticipo.



Questo fenomeno quali ripercussioni ha su Empoli?



L'equazione del tempo per Empoli (calcolata rispetto al meridiano locale, è la differenza in minuti tra l'ora del tempo solare vero (quella misurata da una meridiana) e l'ora solare media (quella dei nostri orologi e degli smartphone). Questo valore quantifica l'anticipo o il ritardo del Sole rispetto alle ore convenzionali, a causa dell'orbita ellittica della Terra e dell'inclinazione del nostro asse planetario. Lo scostamento varia nel corso dell'anno, raggiungendo i suoi estremi in quattro momenti specifici:



Metà febbraio: Il Sole è in ritardo rispetto all'orologio (fino a circa -14 minuti).

Metà maggio: Il Sole è in anticipo (fino a circa +4 minuti).

Fine luglio: Il Sole è in ritardo (fino a circa -6 minuti).

Inizio novembre: Il Sole è in anticipo (fino a circa +16 minuti).



Poiché il territorio di Empoli si trova a una longitudine di circa 10° 56' 52'' Est dal meridiano di Greenwich, la distanza dal meridiano 10° Est è di circa 56 primi d'arco (circa 72-73 km in linea d'aria), rispetto al meridiano fondamentale italiano dell'Etna/Roma. Quindi per ottenere il tempo solare effettivo locale esatto, bisogna sottrarre all'ora ufficiale il valore della longitudine (circa 6 minuti) e applicare la correzione dell'equazione del tempo in base al mese corrente. Di conseguenza da questa valutazione oggettiva, sull'equazione del tempo (la differenza tra il tempo solare vero e quello medio) ci porge la risposta anche ad un'altra domanda. La terra non può essere piatta come alcuni pensano. Si tratta di un fenomeno che non esisterebbe su una Terra piatta, poiché essa è una diretta conseguenza geometrica di due fattori specifici della Terra sferica: l'asse di rotazione inclinato e l'orbita ellittica intorno al Sole.



Come dimostrare che il pianeta Terra è rotondo e non piatto


La Terra accelera vicino al perielio e rallenta all'afelio. Questa variazione di velocità ha senso solo in un sistema eliocentrico con un'orbita ellittica nello spazio tridimensionale. Su una Terra piatta, non esiste un meccanismo fisico che spieghi perché il Sole debba accelerare e rallentare lungo il suo percorso fisso sopra il disco in modo coordinato con le stagioni. La seconda componente dell'equazione nasce dalla proiezione del movimento del Sole dall'eclittica all'equatore celeste. Questo richiede una geometria sferica e un asse inclinato rispetto al piano orbitale. Nel modello piatto, il cambio delle stagioni viene spiegato semplicemente forzando il Sole a stringere o allargare il suo raggio di curvatura sopra il disco, una geometria bidimensionale che non produce lo sfasamento matematico asimmetrico che osserviamo tra mezzogiorno vero e medio. L'orologio solare non mente: Chiunque, in qualsiasi parte del mondo, può costruire una meridiana e verificare che l'ora solare vera anticipa o ritarda rispetto ai nostri orologi meccanici seguendo esattamente la curva a "otto" (l'analemma) protagonista di tante foto spettacolari.


I modelli della Terra piatta non sono mai stati in grado di produrre una formula geometrica o matematica che spieghi l'analemma e l'andamento dell'Equazione del Tempo senza ricorrere a spiegazioni ad hoc prive di coerenza fisica. In sintesi, la discrepanza quotidiana tra il Sole reale e i nostri orologi è la firma matematica di un pianeta sferico che orbita in modo ellittico e inclinato nello spazio. Nelle differenze che si notano ad ogni cambio di stagione, (anticipi e ritardi speculari in inverno ed estate), precessione degli equinozi, (la primavera non inizia sempre il 21 marzo), c'è un codice naturale non scritto, che si svela nell'incrocio dei movimenti della meccanica celeste. La nostra forma dell'orbita, denominata Eccentricità, e l'inclinazione del nostro asse attorno a cui noi ruotiamo, definita Obliquità. L'incrocio di queste due variabili, genera l'Equazione del Tempo.


L'impronta digitale del nostro viaggio nello spazio.