Un pomeriggio tutto azzurro in Comune: Empoli celebra i suoi giovani campioni
16-06-2026 20:08 -
C'è un momento, nello sport, in cui i risultati smettono di essere semplici numeri e diventano il racconto di una comunità. Martedì 16 giugno, nella Sala del Consiglio del Comune di Empoli, quel racconto aveva il colore dell'azzurro. Non quello della Nazionale soltanto, ma quello dell'Empoli Football Club, di una società che da decenni ha fatto del settore giovanile la propria bandiera e che quest'anno ha raccolto frutti straordinari. A Palazzo Comunale non c'erano trofei da alzare né partite da giocare. C'erano ragazzi con ancora negli occhi le emozioni di una stagione indimenticabile, dirigenti abituati a lavorare lontano dai riflettori e amministratori che hanno voluto fermarsi per dire semplicemente una parola: grazie.
Ad accoglierli il vicesindaco Nedo Mennuti e l'assessora allo Sport Laura Mannucci. Davanti a loro i protagonisti di un'annata che resterà nella storia recente del vivaio azzurro: il responsabile del settore giovanile Federico Bargagna, i giocatori della Primavera Alessandro Gori e Mattia Huqi, protagonisti della vittoria del campionato Primavera 2 e della successiva conquista della Supercoppa, oltre a Edoardo Biondini, Jacopo Landi e Diego Perillo, reduci dal trionfo con la Nazionale Under 17 al Campionato Europeo.
Tre titoli già in bacheca e la possibilità concreta di aggiungerne un quarto con la finale scudetto dell'Under 15 in programma nei prossimi giorni. Numeri che raccontano una stagione eccezionale, ma che da soli non bastano a spiegare il significato di questo momento.
L'atmosfera nella sala era quella delle occasioni speciali ma sincere. Nessuna celebrazione eccessiva, piuttosto il riconoscimento di un percorso costruito giorno dopo giorno. Nelle parole dell'assessora Mannucci è emerso proprio questo concetto: l'importanza di dare visibilità ai giovani, a quelle categorie che spesso finiscono in secondo piano rispetto alle vicende della prima squadra.
"Quest'anno i risultati sono stati eccezionali – ha sottolineato – ma il valore del lavoro dell'Empoli con i giovani è una costante. Oggi la prima pagina è giusto dedicarla a questi ragazzi, alla dirigenza, agli allenatori e a tutto lo staff che ogni anno lavora per costruire qualcosa di importante".
Un concetto che a Empoli assume un significato particolare. Perché qui il settore giovanile non è mai stato considerato un comparto separato dal resto della società. È il cuore stesso del progetto. Lo ha ricordato anche il sindaco Alessio Mantellassi nel messaggio inviato per l'occasione, evidenziando come la qualità del vivaio azzurro sia ormai una realtà consolidata e non una semplice etichetta.
Mentre negli ultimi mesi la città ha seguito con apprensione il cammino della prima squadra, i ragazzi del vivaio hanno continuato a costruire successi. Un lavoro silenzioso che ha portato Empoli sul tetto d'Italia con la Primavera e addirittura d'Europa con l'Under 17 azzurra.
Ma il pomeriggio in Comune è stato soprattutto un'occasione per riflettere sul significato più profondo dello sport giovanile. Nedo Mennuti, nel suo intervento, ha ricordato come dietro ogni vittoria ci sia una rete di persone che spesso resta invisibile: allenatori, dirigenti, magazzinieri, autisti, famiglie. Un mondo che accompagna la crescita dei ragazzi ben oltre il risultato sportivo.
"Voi siete il frutto di questo percorso", ha detto rivolgendosi ai giovani calciatori. Un percorso fatto di sacrifici, di allenamenti, di rinunce e di sogni. Perché il calcio giovanile è anche questo: un luogo dove si inseguono obiettivi ambiziosi sapendo che la strada verso il professionismo è lunga e difficile.
Parole che sembrano aver trovato conferma negli interventi dei ragazzi presenti. Nessuna esaltazione personale, piuttosto la consapevolezza di aver vissuto qualcosa di speciale insieme ai propri compagni. La promozione in Primavera, la vittoria della Supercoppa, il titolo europeo conquistato con la maglia della Nazionale sono traguardi che resteranno nella memoria, ma che vengono raccontati come tappe di un cammino ancora tutto da scrivere.
Anche Federico Bargagna ha voluto riportare l'attenzione sul lavoro quotidiano. Per il responsabile del settore giovanile i successi di questa stagione rappresentano il risultato di una crescita collettiva costruita nel tempo, grazie all'impegno di tecnici, dirigenti e atleti. Una soddisfazione enorme, certo, ma anche uno stimolo a proseguire sulla stessa strada.
E forse è proprio questa la lezione che arriva da questo pomeriggio azzurro in municipio. In un calcio sempre più dominato dall'immediatezza e dalla ricerca del risultato a tutti i costi, Empoli continua a distinguersi per una filosofia diversa. Qui il talento non viene soltanto scoperto, viene accompagnato. Qui le vittorie contano, ma contano soprattutto i percorsi che le rendono possibili. Parole di elogio, ma anche di incoraggiamento a questi giovani campioncini, sono state rivolte anche da Athos Bagnoli, in qualità di presidente del Centro di coordinamento dei tifosi organizzati dell'Empoli.
Quando la cerimonia si è conclusa e le pergamene sono state consegnate, nella Sala del Consiglio è rimasta la sensazione di aver celebrato qualcosa che va oltre una stagione sportiva. Perché i titoli conquistati sono importanti, ma ancora più importante è la conferma che Empoli continua a essere una delle capitali italiane del calcio giovanile. E mentre qualcuno già guarda alle sfide future e alla finale dell'Under 15 che potrebbe arricchire ulteriormente una stagione da incorniciare, la città si gode il presente. Un presente colorato d'azzurro, come le maglie di questi ragazzi e come i sogni che continuano a nascere sui campi del Monteboro.