Un giardino per Giulio Drago, il portiere che entrò nel cuore di Empoli

20-06-2026 08:12 -

Ci sono calciatori che lasciano un ricordo. E poi ci sono uomini che diventano parte dell'anima di una città. Giulio Drago appartiene a questa seconda categoria. Empoli non ha dimenticato Drago. E non vuole che lo facciano nemmeno le generazioni future.

Dopo il via libera della Giunta Comunale all'intitolazione del giardino pubblico tra via Bonistallo e via Alessandro Volta, prende forma una nuova iniziativa popolare che punta a completare il progetto dedicato all'indimenticato portiere azzurro scomparso nell'aprile del 2025.

La proposta, avanzata nei mesi scorsi da Maurizio Peti e protocollata presso il Comune di Empoli, ha infatti già ottenuto il parere favorevole dell'amministrazione comunale. Gli uffici competenti stanno seguendo l'iter previsto dalla normativa per l'intitolazione ufficiale dello spazio verde a Giulio Drago, figura che ha lasciato un segno profondo nella storia sportiva e sociale della città.

La raccolta firme avviata in queste settimane non nasce quindi per chiedere l'intitolazione del giardino, che ha già ricevuto un importante riconoscimento istituzionale, ma per sostenere un ulteriore e significativo obiettivo: la collocazione all'interno dell'area di una targa commemorativa che racconti ai cittadini e ai visitatori chi fosse Giulio Drago e quale contributo abbia dato alla comunità empolese.

Un gesto semplice ma ricco di significato. Un modo per trasformare quel giardino in un luogo della memoria, capace di raccontare una storia che va ben oltre il calcio.

Il portiere della prima storica Serie A - Nato a Caltagirone nel 1962 e cresciuto nelle giovanili della Juventus, Giulio Drago arrivò a Empoli nel 1984. Con la maglia azzurra divenne uno dei protagonisti della storica promozione in Serie A conquistata nella stagione 1985-86, la prima nella storia del club.

Per i tifosi resterà per sempre il numero uno di quell'Empoli capace di sfidare le grandi del calcio italiano. Con quasi duecento presenze in azzurro, Drago fu uno dei simboli di un'epoca irripetibile e contribuì a scrivere alcune delle pagine più emozionanti della storia della società.

Terminata la carriera da calciatore, non lasciò mai davvero Empoli. Scelse la città come propria casa, vi costruì la sua famiglia e continuò a collaborare con il club nel settore giovanile, mettendo esperienza e passione al servizio dei giovani portieri.

Un uomo che Empoli ha imparato ad amare -
Ma il ricordo più forte non riguarda soltanto le sue parate.
Chi lo ha conosciuto parla di una persona disponibile, generosa e profondamente legata al territorio. Negli anni si impegnò anche nel sociale, collaborando alla nascita di iniziative dedicate ai pazienti diabetici e svolgendo un importante ruolo associativo. Fu anche presidente di una associazione che si occupava di persone affette da diabete.

Quando nell'aprile del 2025 la notizia della sua scomparsa si diffuse in città, Empoli reagì come si fa quando se ne va uno di famiglia. Ai funerali, celebrati nella Collegiata, parteciparono centinaia di persone: tifosi, amici, ex compagni di squadra, dirigenti e semplici cittadini. Una presenza che testimoniò l'affetto sincero costruito in oltre quarant'anni di vita empolese.

Le firme dei protagonisti di una pagina storica -
Tra i primi firmatari della petizione figurano alcuni dei compagni che condivisero con Drago l'avventura della storica promozione in Serie A. Hanno già aderito infatti Luca Della Scala, Ezio Gelain e Andrea Salvadori, nomi che appartengono alla memoria sportiva dell'Empoli e che conoscevano bene l'uomo oltre che il calciatore. Insieme a loro hanno manifestato il proprio sostegno numerosi amici, ex atleti e cittadini che ritengono giusto lasciare un segno tangibile del passaggio di Giulio Drago nella storia della città.

Un luogo che parla di lui - La scelta del giardino tra via Bonistallo e via Volta non è casuale. Si tratta di uno spazio che Giulio frequentava abitualmente, a pochi passi dalla sua abitazione, dove era solito passeggiare con il suo cane Ronaldo.

Proprio per questo la futura targa commemorativa avrebbe un valore ancora più profondo. Non solo un nome su una mappa cittadina, ma un racconto. Poche righe capaci di spiegare a chi passerà da quel giardino chi fosse Giulio Drago: il portiere della prima Serie A dell'Empoli, il preparatore dei giovani, l'uomo impegnato nel sociale, il padre di famiglia e il cittadino che aveva scelto Empoli come casa.