Vicenda Bruni, interviene anche Iacopo Melio: "Parole indegne e incompatibili col ruolo che ricopre"
24-06-2026 15:06 -
Un intervento che parte dal ricordo personale e arriva alla condanna politica netta. È quello del consigliere regionale Iacopo Melio, che commenta le parole pronunciate in Consiglio comunale a Cerreto Guidi dal consigliere di opposizione Maurizio Bruni, intervenuto nel corso di una seduta in cui si è acceso il confronto con la collega Susanna Rovai (PCI), alla quale Melio esprime solidarietà.
Nel suo intervento, Melio ricostruisce un rapporto umano e di lunga data con Bruni, raccontando un legame fatto di episodi personali e di una conoscenza che attraversa gli anni: “Ogni volta che incontro Maurizio Bruni mi ricorda un aneddoto che ci lega, di quando andavo alla scuola primaria, e in quel racconto infila sempre un po' di orgoglio per ‘averci visto lungo, prima di tutti'”, riferisce Melio, descrivendo un rapporto che nel tempo si è mantenuto su un piano personale nonostante le differenze politiche.
Il consigliere regionale traccia anche un ritratto diretto del consigliere comunale: “Quando penso a Bruni metto a fuoco un uomo burbero, perennemente con la sigaretta in bocca e la voce di chi ne ha fumate troppe e dette altrettante, ma con me sempre gentile, trattandomi ‘da adulto' anche quando l'età non era abbastanza e le altre persone, al contrario, non avevano lo stesso approccio”. Un giudizio che, pur nella distanza ideologica, riconosce esperienza e radicamento territoriale: “Non sono mai riuscito a percepirlo come un avversario politico, ma come una persona sopra le righe, con un'esperienza radicata nel locale da riconoscere e rispettare”.
La rottura arriva però sul piano politico e morale, dopo l'intervento contestato in Consiglio comunale. Melio non lascia spazio a interpretazioni: “Quello che ha detto nell'ultimo Consiglio alla collega Susanna Rovai deve essere condannato senza esitazione: sostenere che il fascismo abbia ‘fatto bene' a uccidere persone innocenti non è solo indegno ma anche incompatibile con il ruolo che si ricopre nel rappresentare tutta la cittadinanza”.
Da qui l'appello diretto al consigliere comunale: “Maurizio, sono certo che tu abbia la capacità di comprendere il grave errore e di chiedere scusa non solo a Rovai ma a tutte e tutti noi, oltre che alla Costituzione antifascista che dovresti servire”. Un passaggio che si fa anche politico-istituzionale, chiamando in causa il ruolo delle istituzioni locali e i valori costituzionali.
Melio allarga poi la riflessione al contesto storico e territoriale di Cerreto Guidi, ricordando come la zona sia legata alla memoria della Resistenza e dell'eccidio del Padule di Fucecchio: “Se così non fosse, spero che la sindaca Rossetti vorrà prendere i giusti provvedimenti perché in Toscana, tanto più a Cerreto Guidi, terra di vittime partigiane e dell'Eccidio del Padule di Fucecchio, c'è spazio per il pluralismo e per il confronto civile ma non per una simile nostalgia”.
Il suo intervento si chiude riportando la vicenda anche a una dimensione personale e generazionale, quasi a tenere insieme il giudizio politico e il ricordo umano: “Lo dico da consigliere regionale, lo dico da cittadino che crede nei valori democratici e a nome di quel bambino che ha sempre visto del buono in una persona agli estremi: quegli estremi che oggi, convintamente, non posso non condannare”. Con un'ultima apertura, nonostante la durezza delle parole: la speranza di un futuro chiarimento personale, “con il mezzo sorriso di chi, dopo una stupida provocazione, ha visto anche un passo indietro”.
Ogni volta che incontro Maurizio Bruni, Consigliere comunale di destra a Cerreto Guidi, mi ricorda un bell'aneddoto che ci lega, di quando andavo alla scuola primaria, e in quel racconto infila sempre un po' di orgoglio per “averci visto lungo, prima di tutti”, come dice lui riferendosi a me con stima.
Quando penso a Bruni metto a fuoco un uomo burbero, perennemente con la sigaretta in bocca e la voce di chi ne ha fumate troppe e dette altrettante, ma con me sempre gentile, trattandomi “da adulto” anche quando l'età non era abbastanza e le altre persone, al contrario, non avevano lo stesso approccio.
Poi una volta cresciuto davvero, nonostante la mia rigidità ideologica, non sono mai riuscito a percepirlo come un avversario politico ma come una persona sicuramente sopra le righe (e oltre ciò che condivido), ma con un'esperienza radicata nel locale da riconoscere e rispettare.
Quello che però ha detto nell'ultimo Consiglio alla collega Susanna Rovai (PCI), a cui esprimo solidarietà, deve essere condannato senza esitazione: sostenere che il fascismo abbia “fatto bene” a uccidere persone innocenti non è solo indegno ma anche incompatibile con il ruolo che si ricopre nel rappresentare tutta la cittadinanza.
Maurizio, sono certo che tu abbia la capacità di comprendere il grave errore, pur nelle divergenze che restano, e di chiedere scusa non solo a Rovai ma a tutte e tutti noi, oltre che alla Costituzione antifascista che dovresti servire. Se così non fosse, spero che la Sindaca Rossetti vorrà prendere i giusti provvedimenti perché in Toscana, tanto più a Cerreto Guidi, terra di vittime partigiane e dell'Eccidio del Padule di Fucecchio, c'è spazio per il pluralismo e per il confronto civile ma non per una simile nostalgia.
Lo dico da Consigliere regionale. Lo dico da cittadino che crede nei valori democratici. E a nome di quel bambino che ha sempre visto del buono in una persona agli estremi: quegli estremi che oggi, convintamente, non posso non condannare.
Con la speranza di incrociarti ancora, Maurizio, e di poterti dire: “Quella volta l'hai detta troppo grossa!”, con il mezzo sorriso di chi, dopo una stupida provocazione, ha visto anche un passo indietro.