Porta Pisana, il restauro "comincia" subito con una...battaglia
27-06-2026 14:37 -
Quella porta da quasi sei secoli racconta la storia di Empoli. E adesso che dovrebbe tornare a vita nuova, la città si divide sul modo migliore per conservarla. Il via libera al progetto esecutivo per il restauro di Porta Pisana avrebbe dovuto rappresentare una buona notizia: 800mila euro di investimento, un cantiere di circa diciotto mesi e il recupero dell'unica porta superstite dell'antica cinta muraria. Invece, ancora prima dell'apertura della gara, il dibattito si è già acceso e promette di accompagnare ogni fase dell'intervento. Il motivo è tutto concentrato sopra l'arco del monumento. Il Comune parla di un restauro conservativo inserito nel programma di rigenerazione urbana "Arno Vita Nova", finanziato con fondi europei del FESR 2021-2027. L'intervento interesserà non solo Porta Pisana, ma anche piazza Garibaldi e via della Noce, con nuove pavimentazioni, illuminazione, consolidamenti strutturali e la valorizzazione dell'antico livello stradale, che tornerà visibile grazie all'abbassamento del piano di circa quaranta centimetri attorno alla porta. Ma è una frase del sindaco Alessio Mantellassi a spiegare perché il progetto oggi è diverso da quello immaginato inizialmente. "Il progetto iniziale ambiva al rifacimento della porta com'era, ma non è possibile perché la Soprintendenza ci chiede una sistemazione della porta attuale, conservando anche l'arco in cemento." È qui che nasce la discussione. Per il Comune non si tratta di una scelta politica, ma dell'applicazione delle prescrizioni della Soprintendenza, che ha autorizzato l'intervento chiedendo di conservare l'attuale configurazione del monumento, compresa la copertura in cemento armato realizzata nel dopoguerra dopo le devastazioni provocate dalle mine tedesche del 1944. Passeggiando sotto Porta Pisana è difficile immaginare ciò che era prima della Seconda guerra mondiale. Le fotografie storiche mostrano una struttura imponente, alta quasi come un edificio di quattro piani, con ambienti abitabili e una copertura completamente diversa da quella odierna. L'esplosione delle mine tedesche nell'estate del 1944 ridusse la porta a un rudere. Quello che oggi vediamo è il risultato della ricostruzione del dopoguerra, con integrazioni murarie e con quella volta in cemento armato che da decenni divide storici, tecnici e cittadini. Il progetto comunale non punta quindi a ricostruire la Porta del Quattrocento, ma a restaurare il monumento così come è arrivato fino a noi. È proprio questo punto che nelle ultime ore ha fatto esplodere la polemica. Sulla pagina Facebook "Empoli Nostra", Paolo Pianigiani annuncia una battaglia senza mezzi termini. "Vengo a sapere ora che la Soprintendenza non vuole che si rifaccia com'era. Addirittura il progetto che sta partendo prevede che si lasci la copertura di cemento com'è adesso. Da questo momento su Empolinostra sarà guerra. Contro tutti: Soprintendenza, Comune, Regione, Città Metropolitana e tutti quelli che parteciperanno a questo scempio. Empoli ha una storia. Porta Pisana fa parte di questa storia." Parole praticamente identiche compaiono anche in un post pubblicato da Walter Maiuri, alimentando ulteriormente il confronto sui social. Al momento non risultano prese di posizione ufficiali oltre a quelle già contenute nel comunicato del Comune, ma il tono delle reazioni lascia intuire che la questione sia destinata a diventare uno dei temi più discussi dei prossimi mesi. Conservare o ricostruire? È il dilemma che accompagna molti restauri dei monumenti danneggiati dalla guerra. Da una parte c'è chi ritiene che le integrazioni del dopoguerra siano ormai parte della storia dell'edificio e vadano conservate come testimonianza del Novecento. Dall'altra c'è chi sostiene che un monumento simbolo della città dovrebbe recuperare, per quanto possibile, il suo aspetto originario, eliminando elementi considerati estranei, come la copertura in cemento armato. Porta Pisana diventa così qualcosa di più di un cantiere. Diventa una domanda aperta sul rapporto tra memoria, identità e restauro. Nel frattempo, il cronoprogramma procede. L'approvazione del progetto esecutivo apre la strada alla gara d'appalto e, salvo imprevisti, ai lavori che dureranno circa un anno e mezzo. La porta tornerà a essere protagonista dell'ingresso occidentale del centro storico, con nuovi spazi pedonali, illuminazione e un importante intervento di recupero delle murature. Resta però un interrogativo destinato ad accompagnare il cantiere. Per molti sarà il restauro di un monumento finalmente sottratto al degrado. Per altri rischia di essere l'occasione perduta per restituire a Empoli uno dei simboli della sua storia così come appariva prima della guerra. Ed è proprio su quella volta in cemento, apparentemente un semplice dettaglio tecnico, che si annuncia una battaglia destinata a far discutere ben oltre la conclusione dei lavori.