Porta Pisana, le domande che tutti si fanno. E le risposte del sindaco sui social
28-06-2026 11:11 -
C'è un tema che, in questi giornoi tiene acceso il dibattito tra gli empolesi più di qualsiasi altro intervento urbano: il futuro di Porta Pisana. Dopo la presentazione del progetto di riqualificazione, i social network si sono trasformati in una grande assemblea cittadina. Commenti, critiche, ricordi personali e domande hanno accompagnato ogni dettaglio dell'intervento.
A far discutere, soprattutto, è la decisione di mantenere il discusso arco in cemento realizzato nel 1947, considerato da molti un elemento estraneo al monumento storico.
Dalle centinaia di interventi emerge una curiosità diffusa: cosa cambierà davvero? Perché non si può ricostruire la Porta come appariva prima della guerra? E quali sono i limiti imposti dalla Soprintendenza?
Abbiamo raccolto le domande più ricorrenti emerse nel confronto pubblico e le relative risposte, chiare e puntuali, fornite dal sindaco Alessio Mantellassi.
Perché non viene eliminato l'arco in cemento? È la domanda che ricorre più spesso.
Risposta del sindaco: «Non è una decisione che possiamo prendere noi. Il parere della Soprintendenza è tassativo. Non si può fare diversamente. La discussione è durata più di un anno e abbiamo ricevuto diversi pareri negativi.»
Non sarebbe stato possibile ricostruire la Porta com'era prima della guerra? «Era proprio quello che avevamo chiesto. Avevamo presentato un progetto che prevedeva la ricostruzione della parte superiore della Porta, ma è stato bocciato dalla Soprintendenza.»
Almeno rivestire l'arco in cemento con il cotto per renderlo più armonioso? «Lo abbiamo proposto, ma non è stato accettato.»
Quindi cosa verrà fatto concretamente? «In realtà l'intervento più importante riguarda proprio la Porta. Il lavoro di restauro e di pulitura sarà molto corposo e richiederà gran parte del tempo. Inoltre il progetto prevede nuova illuminazione e la riqualificazione della piazza circostante. È il massimo possibile per il monumento empolese per eccellenza.»
Perché anche l'arco in cemento è considerato intoccabile? «Essendo stato realizzato nel 1947 è considerato anch'esso sottoposto a vincolo.» È vero che il Comune aveva presentato un progetto diverso? «Avevamo chiesto di rifare integralmente la Porta ricostruendone la parte superiore. Il progetto è stato respinto e ci sono stati richiesti altri interventi. Tutte le indagini e gli studi effettuati sono stati concordati, condivisi e approvati dalla Soprintendenza.»
I carotaggi erano insufficienti? «Tutti gli interventi di studio sono stati concordati, condivisi e accettati dalla Soprintendenza.»
Verranno installate telecamere? «Sì. Le telecamere sono già in fase di installazione.»
Piazza Garibaldi diventerà tutta pedonale? «Piazza Garibaldi è lo slargo davanti alla Porta. Via delle Antiche Mura resterà aperta e la viabilità non subirà modifiche in quel tratto.»
Sarà possibile visitare gli ambienti interni della Porta? (una volta c'erano i bagni pubblici, poi chiusi) «L'accesso interno è stato riaperto recentemente per consentire le indagini sulla struttura.»
Un dibattito che racconta il rapporto degli empolesi con il loro simbolo. Al di là delle opinioni sul progetto, una cosa appare evidente: Porta Pisana continua a essere il monumento identitario della città. Ogni scelta che la riguarda suscita partecipazione, memoria e confronto.
Molti cittadini avrebbero voluto un ritorno all'immagine precedente ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, con la ricostruzione della parte sommitale in laterizio. L'amministrazione comunale spiega invece di aver dovuto operare entro i limiti imposti dalla Soprintendenza, che ha escluso qualsiasi intervento di ricostruzione e imposto la conservazione anche dell'arco in cemento del dopoguerra, ormai considerato esso stesso parte della storia del monumento.
Il risultato sarà quindi un restauro conservativo: pulitura, consolidamento, valorizzazione dell'illuminazione e riqualificazione dello spazio urbano circostante. Non il ritorno alla Porta medievale immaginata da molti empolesi, ma il massimo intervento consentito dalle prescrizioni degli organi di tutela.
Il confronto, intanto, continua. E dimostra quanto Porta Pisana non sia soltanto un monumento, ma un pezzo della memoria collettiva di Empoli.