Migranti, il progetto Sai va avanti: 900mila euro dal ministero per 118 posti

29-06-2026 20:30 -

Ci sono l'autorizzazione del Ministero dell'Interno ed i soldi per proseguire il progetto SAI che riguarda l'accoglienza e l'integrazione dei migranti titolari di protezione. Il progetto, che fa capo all'Unione dei comuni, ha quindi i fondi per la proroga fino al 31 dicembre, una cifra di poco superiore ai 914mila euro per un totale di 118 posti.

Il Sai non è altro che il vecchio Sprar, un progetto per i migranti titolari di protezione che nel nostro territorio è attivo ormai da molti anni, per la precisione dal 1 luglio del 2017. Fa capo all'Unione dei comuni in coprogettazione con un soggetto gestore esterno costituito da CO&SO Empoli, Oxfam Italia Intercultura, Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Empoli e Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Certaldo. il progetto garantisce l'accoglienza di secondo livello attraverso una serie di servizi: accoglienza materiale, mediazione linguistico-culturale, orientamento e accesso ai servizi del territorio, insegnamento della lingua italiana e inserimento scolastico per i minori, formazione e riqualificazione professionale, orientamento e accompagnamento all'inserimento lavorativo, orientamento e accompagnamento all'inserimento abitativo, orientamento e accompagnamento all'inserimento sociale, orientamento e accompagnamento legale e tutela psico-socio-sanitaria.

Visto che il servizio centrale del Ministero dell'Interno ha comunicato la possibilità di presentare domanda di prosecuzione dei progetti in scadenza al 30 giugno e che quello del nostro territorio scade proprio in questa data, l'Unione ha deciso di presentarla ed ha avuto il via libera, anche perché è già nero su bianco l'intenzione di aderire anche nel triennio 2026-2029 con un ‘gruppo' di associazioni che sarà definito più avanti e che, naturalmente, potrebbe essere lo stesso attuale che è sempre rimasto compatto sin dal luglio 2017.

La politica di accoglienza dei migranti sul nostro territorio prosegue così secondo lo stesso schema. Accanto al Sai, c'è infatti anche quella di primo livello (per capirsi delle persone che sbarcano sulle coste italiane) garantita da numerose associazioni nei centri di accoglienza straordinaria nei quali i richiedenti asilo trovano ospitalità in attesa che la loro domanda di riconoscimento di una forma di protezione internazionale venga o meno accettata. Due livelli di accoglienza uniti dallo stesso obiettivo: accogliere ed integrare le persone che arrivano nel nostro paese.