Incontro Tpe-Zignago: "Clima positivo ed apertura al confronto"

01-07-2026 10:30 -

Sul proprio profilo facebook, Trasparenza per Empoli ha pubblicato il resoconto dell'incontro con Zignago Vetro

Per la prima volta abbiamo avuto modo di confrontarci direttamente con Zignago Vetro e abbiamo trovato ad attenderci il CEO del gruppo Zignago Vetro, la Responsabile Legale e affari societari di Gruppo e il Direttore stabilimento di Empoli e presidente Vetro Revet. In questa occasione abbiamo scoperto che molte delle richieste avanzate dai cittadini negli ultimi anni non hanno trovato un ostacolo nell'azienda, ma semplicemente non sono mai state portate all'azienda dall'Amministrazione comunale.

L'incontro che abbiamo avuto con i rappresentanti di Zignago Vetro è stato, prima di tutto, un momento di confronto diretto che tutta la comunità riteneva necessario da tempo. Negli ultimi anni come Comitato cittadino abbiamo presentato osservazioni, proposte e richieste sia all'Amministrazione comunale sia all'interno dei diversi procedimenti urbanistici e autorizzativi che hanno interessato lo stabilimento e tutto il territorio circostante. Molte di quelle richieste erano nate direttamente dalle preoccupazioni e dalle proposte dei cittadini: dall'installazione di una centralina pubblica per il monitoraggio della qualità dell'aria all'ammodernamento progressivo degli impianti, fino ad alcune soluzioni progettuali che avrebbero potuto ridurre ulteriormente gli impatti sul territorio.

Per questo motivo era importante capire quale fosse realmente la posizione dell'azienda e da questo punto di vista l'incontro ha fatto emergere un elemento che riteniamo molto significativo. In nessuno dei temi affrontati abbiamo trovato una chiusura da parte di Zignago Vetro, al contrario, i rappresentanti dell'azienda hanno più volte ribadito di essere disponibili a confrontarsi e a valutare le richieste che vengano loro sottoposte attraverso i canali istituzionali competenti.

Può sembrare una sfumatura, ma in realtà cambia completamente la prospettiva. Per anni in molti, compresa l'amministrazione comunale, hanno accampato motivazioni secondo le quali determinate richieste non fossero realizzabili perché l'azienda non sarebbe stata disponibile o perché non sarebbe stato appropriato fare certe richieste all'azienda. Dal confronto con Zignago è invece emerso che, nella maggior parte dei casi, il problema è stato un altro: quelle richieste non sono mai arrivate formalmente all'azienda perché non sono mai state fatte proprie dall'Amministrazione comunale.

Ed è una differenza sostanziale. Prendiamo il tema della centralina pubblica per il monitoraggio della qualità dell'aria. Da tempo, come segnalato anche da ARPAT, chiediamo che il territorio disponga finalmente di dati reali, continui e rappresentativi della situazione locale. Lo abbiamo chiesto al Comune, lo abbiamo scritto nelle osservazioni, lo abbiamo inserito nella petizione sottoscritta da centinaia di cittadini e lo abbiamo ribadito nella PEC inviata a Zignago Vetro. Durante l'incontro l'azienda non ha detto che una centralina non si può fare, ha spiegato che un sistema di monitoraggio pubblico deve necessariamente essere gestito dagli enti competenti e che l'azienda può valutare un contributo ma non può essere l'azienda a controllare una centralina destinata a fornire dati indipendenti, posizione questa che conferma la posizione che la cittadinanza ha sempre condiviso.

Ma soprattutto ha aggiunto una cosa che riteniamo molto importante: se gli enti competenti promuovessero un progetto di monitoraggio dell'aria, Zignago Vetro è disponibile a collaborare e a fare la propria parte. In altre parole, non ci troviamo davanti ad un'azienda che rifiuta la proposta, bensì ad una proposta che nessuno, fino ad oggi, ha realmente portato avanti dal punto di vista istituzionale nei confronti di un'azienda che è sempre stata disponibile e bendisposta verso richieste di questo genere.

Ed è esattamente questo il punto sul quale crediamo sia necessario riflettere. Lo stesso schema si è ripetuto parlando dell'orientamento dei futuri capannoni. L'azienda ci ha spiegato che nessuno ha mai chiesto loro di valutare una diversa disposizione degli edifici e che, se durante i procedimenti fossero arrivate dagli enti osservazioni o prescrizioni in questo senso (come richiesto all'amministrazione dai cittadini), sarebbero state valutate come tutte le altre richieste formulate dagli enti. Anche qui il tema non è che l'azienda abbia respinto una proposta, il tema è che quella proposta non è mai stata avanzata dall'Amministrazione comunale, nonostante fosse stata più volte suggerita dalla cittadinanza.

Lo stesso vale per il percorso di ammodernamento e elettrificazione dei forni per garantire al contempo il potenziamento aziendale e il non aggravio delle condizioni ambientali. L'azienda ha confermato che in attesa di procedere con l'iter per la realizzazione del terzo forno 23 stanno procedendo al rifacimento del vecchio forno 21 il quale nascerà già predisposto per una futura alimentazione elettrica e che l'obiettivo di arrivare a questa soluzione esiste. Il limite oggi non sarebbe tecnologico ma infrastrutturale: manca la disponibilità della necessaria potenza elettrica e i tempi comunicati dal gestore della rete sono di alcuni anni.

Anche su questo fronte, però, è emerso come un'azione condivisa delle istituzioni, ad oggi assente, potrebbe contribuire a sostenere e accelerare questo percorso senza il quale non potrà essere raggiunto il non aggravio delle condizioni ambientali. Ancora una volta non emerge una contrapposizione tra azienda e comunità, ma la necessità che qualcuno svolga con maggiore impegno e capacità di visione quel ruolo di coordinamento che spetta alle istituzioni e che sta mancando sui temi centrali di sostanza e non di apparenza.

Un altro chiarimento che abbiamo ritenuto importante riguarda l'espansione urbanistica prevista nell'area e la sua conseguente riclassificazione.
Zignago Vetro ha precisato che la riclassificazione in area produttiva anzichè area agricola dei terreni agricoli residui prevista dagli strumenti urbanistici, che attualmente sono compresi tra la ferrovia e i nuovi capannoni che verranno fatti in direzione del lago Ulivi, non è una richiesta dell'azienda ma una scelta pianificatoria dell'Amministrazione comunale che si muove per propria scelta in totale assenza di qualsiasi richiesta o necessità. Dopo questa importante dichiarazione arrivata dalla Zignago è chiaro che se l'attuale amministrazione comunale vuole può concretamente eliminare quella previsione introdotta dalla precedente amministrazione in accoglimento alle richieste dalla cittadinanza al fine di mantenere l'area cuscinetto.

Allo stesso modo è stato ribadito più volte dall'azienda un concetto fondamentale, e cioè che l'eventuale sviluppo futuro dello stabilimento dipenderà dalle condizioni del mercato e non dalla semplice disponibilità di nuove aree edificabili o dalla presenza di vincoli e richieste. Anche questa precisazione contribuisce a distinguere le decisioni imprenditoriali da quelle urbanistiche, che restano di competenza del Comune e sulle quali il comune a questo punto può decidere di tornare indietro venendo incontro alle richieste della cittadinanza.

Forse il passaggio più significativo dell'intero incontro è arrivato quando si è parlato del ruolo delle istituzioni. Gli stessi rappresentanti dell'azienda hanno affermato che "è il Comune a dover tutelare gli interessi dei cittadini", e questa è una frase che ci ha colpito, perché in fondo coincide con quello che sosteniamo da anni e che adesso vediamo non solo accettato dall'azienda ma anche condiviso. I cittadini hanno il diritto di avanzare proposte e richieste, l'azienda può decidere di collaborare e di fare la propria parte, ma è il Comune che ha il compito di rappresentare l'interesse della comunità, di promuovere il dialogo, di avanzare richieste quando sono nell'interesse pubblico e di utilizzare tutti gli strumenti di cui dispone per migliorare la qualità della vita sul territorio.

Ed è proprio su questo che continuiamo a vedere la principale criticità. Negli ultimi anni abbiamo presentato osservazioni, proposte e richieste in numerose occasioni, abbiamo scritto all'Amministrazione, abbiamo partecipato ai procedimenti urbanistici, abbiamo raccolto centinaia di firme, abbiamo avanzato proposte tecniche dettagliate, salvo poi scoprire, dopo aver parlato direttamente con Zignago Vetro, che molte di quelle richieste non sono mai diventate richieste dell'Amministrazione comunale nei confronti di un'azienda aperta e disponibile al dialogo e a contribuire in prima persona.

Ed è probabilmente questa la vera occasione mancata. Noi non pensiamo che il dialogo tra Comune e azienda debba nascere soltanto all'interno di uno specifico procedimento autorizzativo; la tutela della salute, il monitoraggio ambientale, il miglioramento delle tecnologie produttive e il rapporto con la comunità non possono essere affrontati soltanto quando c'è un'autorizzazione da rilasciare o un piano urbanistico da approvare, dovrebbero essere temi di confronto permanente. lo dimostra il fatto che l'azienda nel tempo ha provveduto anche di propria iniziativa ad azioni di questo genere anche in assenza di richieste specifiche e che quindi l'unica sensibilità e intenzione che manca è quella dell'Amministrazione comunale.

Un'Amministrazione comunale dovrebbe considerare normale sedersi periodicamente intorno a un tavolo con le aziende del territorio, gli enti di controllo e i cittadini per discutere di qualità dell'aria, innovazione tecnologica, investimenti ambientali, monitoraggi, criticità e possibili miglioramenti. È questo il ruolo di chi governa una comunità. L'impressione che ci portiamo a casa da questo incontro è quindi positiva ma, allo stesso tempo, lascia aperta una domanda importante. Se l'azienda dichiara di essere disponibile a valutare le richieste che le vengono avanzate e i cittadini quelle richieste le formulano da anni, cosa manca perché queste possano finalmente tradursi in azioni concrete? La risposta che emerge dall'incontro è semplice: manca un'Amministrazione comunale che scelga di esercitare fino in fondo il proprio ruolo di rappresentanza della comunità, trasformando le proposte dei cittadini in iniziative concrete e aprendo quel confronto istituzionale che, da quanto abbiamo ascoltato durante questa riunione, oggi vediamo da una parte un interlocutore disponibile al dialogo, ma dall'altra parte il telefono continua a restare muto.

Fonte: Ufficio stampa