Piano Faunistico Venatorio della Toscana, le associazioni chiedono più tutele per fauna e biodiversità
03-07-2026 19:27 -
Prosegue il percorso verso l'approvazione del nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale (PFVR) della Toscana. Nel corso della seduta congiunta della Seconda e della Quarta Commissione del Consiglio regionale, svoltasi a Firenze, sono state ascoltate le associazioni animaliste, ambientaliste, venatorie e di categoria chiamate a esprimersi sulle proposte di emendamento prima del via libera definitivo al piano.
Tra i contributi più articolati quelli presentati da ENPA, Italia Nostra, LAV, WWF e LIPU, che hanno illustrato una serie di richieste finalizzate a rafforzare la tutela della fauna selvatica, della biodiversità e degli ecosistemi, promuovendo una gestione del territorio ritenuta più sostenibile.
Uno dei temi affrontati riguarda il benessere degli animali utilizzati come richiami vivi nell'attività venatoria. L'ENPA ha evidenziato come la normativa nazionale disciplini il loro impiego durante la caccia, ma non le condizioni della detenzione ordinaria. L'associazione chiede che il nuovo Piano richiami esplicitamente i principi di tutela degli animali sanciti dalla Costituzione, dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Animale e dalla Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, riconoscendo il benessere animale come principio fondamentale nella gestione faunistica.
Tra le richieste avanzate da Italia Nostra figurano invece lo stop all'estensione della caccia alla volpe fino al 31 marzo e il ritorno della specie tra quelle protette. Secondo l'associazione, l'attuale calendario venatorio interessa il periodo riproduttivo, con il rischio che l'abbattimento degli adulti comprometta la sopravvivenza delle cucciolate. Italia Nostra ha inoltre ribadito la propria contrarietà all'impiego dei cinghiali per l'addestramento dei cani da caccia, definendo la pratica incompatibile con il rispetto del benessere animale e chiedendone l'abolizione.
La LAV ha posto l'accento sul valore della fauna selvatica come patrimonio comune, sottolineando che gli animali non possono essere considerati esclusivamente una risorsa per l'attività venatoria. Secondo l'associazione, il Piano dovrebbe privilegiare obiettivi di conservazione della biodiversità e di tutela degli ecosistemi, garantendo un equilibrio tra i diversi interessi pubblici coinvolti.
Tra le osservazioni del WWF emerge invece la richiesta di ripristinare per tutti i proprietari il diritto di chiedere l'esclusione dell'attività venatoria dai propri terreni. L'associazione contesta l'attuale normativa regionale, che limita questa possibilità ai proprietari di fondi di almeno 200 ettari accorpati, ricordando una recente sentenza del Consiglio di Stato che, secondo il WWF, confermerebbe il diritto dei cittadini di presentare tale richiesta anche per motivazioni etiche o di coscienza, salvo comprovate esigenze di pianificazione faunistica.
Il WWF ha inoltre evidenziato l'assenza, nel nuovo Piano, di un ampliamento delle aree protette, chiedendo alla Regione di prevedere un incremento delle superfici tutelate in zone considerate strategiche per la biodiversità, tra cui il Padule di Fucecchio, il Lago e Padule di Massaciuccoli, la Laguna di Orbetello e il Promontorio di Piombino e Argentario.
La LIPU ha infine concentrato il proprio intervento sulla necessità di sviluppare una rete di corridoi ecologici per collegare gli habitat naturali oggi frammentati dall'urbanizzazione e dalle infrastrutture. Secondo l'associazione, questi collegamenti consentirebbero agli animali di spostarsi in maggiore sicurezza, favorendo la conservazione della biodiversità, riducendo gli incidenti stradali con la fauna e contribuendo a limitare i conflitti tra attività umane e ambiente naturale.
Le associazioni intervenute hanno ribadito l'importanza di un Piano Faunistico Venatorio capace di coniugare le esigenze di gestione del territorio con la salvaguardia degli ecosistemi, auspicando che le osservazioni presentate vengano recepite dalla Regione prima dell'approvazione definitiva del documento.
Ora l'attenzione si sposta sulle decisioni del Consiglio regionale, chiamato a valutare gli emendamenti e a definire il testo finale del Piano Faunistico Venatorio Regionale, destinato a orientare le politiche di gestione della fauna e dell'attività venatoria in Toscana nei prossimi anni