Sciopero Alia, Cobas Ati e Csa Intifada: "Solidarietà ai lavoratori e criticità nella gestione degli appalti"
04-07-2026 12:14 -
Solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici di Alia in occasione dello sciopero indetto per giovedì 9 luglio e forti critiche alla gestione della riorganizzazione del servizio di raccolta dei rifiuti in Valdelsa. È quanto esprimono Cobas Ati, aderente alla Confederazione Cobas del Lavoro Privato, e il Csa Intifada – Comunità in Resistenza, che tornano a contestare le modalità con cui è stato gestito il cambio di appalto.
Nel comunicato, le due realtà ricordano di aver già manifestato le proprie preoccupazioni in occasione del Primo Maggio, sostenendo che il sistema degli appalti avrebbe creato incertezza per i lavoratori e ripercussioni sulla qualità del servizio. A loro avviso, gli sviluppi degli ultimi mesi confermerebbero quelle criticità.
Secondo Cobas Ati e Csa Intifada, la riorganizzazione dei servizi avrebbe comportato lo spostamento degli operatori tra i territori di Empoli e della Valdelsa senza un'adeguata condivisione delle scelte con lavoratori e cittadini. Nel comunicato si sostiene che, mentre a Empoli è stato avviato un processo di internalizzazione del servizio, in Valdelsa ciò non sarebbe avvenuto, determinando il trasferimento di personale tra le due aree e l'affidamento del servizio di raccolta porta a porta a una cooperativa proveniente da fuori regione.
Le organizzazioni affermano inoltre che, pur essendo stata garantita la continuità occupazionale, i lavoratori avrebbero dovuto affrontare numerose difficoltà operative e organizzative, finendo, a loro dire, per essere individuati da parte della cittadinanza come responsabili dei disservizi, pur non avendo alcuna responsabilità nelle decisioni aziendali.
Nel documento viene quindi ribadito il sostegno "a chi lavora per un servizio pubblico di qualità" e viene espresso l'auspicio che le istituzioni affrontino le criticità emerse nella gestione del servizio.
Il comunicato si conclude con un messaggio di solidarietà ai militanti del Sudd Cobas di Prato, coinvolti nello sgombero del presidio di Seano avvenuto nei giorni scorsi. Cobas Ati e Csa Intifada definiscono l'intervento uno sgombero "barbaro" e sostengono che il sindacato abbia contribuito a portare alla luce le condizioni di sfruttamento e illegalità presenti nel distretto tessile, criticando le istituzioni per quella che definiscono una mancata risposta alle problematiche del territorio.